LADAKH PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - NordOvest

Il Piccolo Tibet è una regione di grandissimo fascino, di immensi silenzi, antichissime e immutate tradizioni e sorprendente spiritualità.

Arrivando via terra dal Kashmir, valicato il passo Zoji La a 3500m. di altitudine, si entra nel Ladakh, la terra dei passi, una terra magica, completamente abbandonata dalla natura rigogliosa del Kashmir e di tante altre zone himalayane. Data la situazione politica della regione è consigliabile però raggiungere direttamente il Ladakh per via aerea, o se foste particolarmente avventurosi, percorrere gli incredibili 485 Km. della Manali - Leh, aperta in genere solo tra Luglio e Settembre. Le altalenanti vicende diplomatiche tra India e Pakistan e la situazione del Kashmir stesso, fanno sì che non si sappia mai con certezza se la strada tra Srinagar e Leh, una delle più affascinanti del mondo, col suo percorso che porta dalle architetture islamiche e moghul, dalla natura verdeggante e rigogliosa del Kashmir all'ascetico, buddhista e brullo Ladakh, possa essere percorribile liberamente e in sicurezza o meno. 

La storia antica del Ladakh è avvolta nei miti e nelle leggende dei suoi popoli  di diversa origine e che, in questo deserto freddo, hanno potuto preservare praticamente intatte le loro tradizioni, la più celebre tra le quali era la poliandria ( teoricamente però illegale dal 1941): per non dividere le proprietà terriere solo il primo figlio si sposa e i fratelli cadetti potranno godere delle proprietà restando a casa scapoli. Così la moglie del primogenito diventa la moglie di tutti, pena il divorzio e i figli sono figli di tutti... Forse anche questa antica usanza ha fomentato l'altissimo numero di uomini che intraprendono il cammino religioso come Lama mentre solo poche donne scelgono di diventare Chomos, monache.

I Darad, animisti, i Balti, musulmani sciiti, i Ladakhi, buddhisti, i Mon, indo-arya hanno dato vita a microcomunità sincretiche. Queste comunità si insediano dove c'è una riserva d'acqua, con case bianche per i buddhisti e color terra per i musulmani. Le zone buddhiste sono punteggiate dagli stendardi di preghiera e dagli chorten, gli stupa. Qui é praticato il Buddhismo Vajrayana, una forma particolare evolutasi attorno al V-VI secolo d.C. su influsso del Tantrismo. Non incorrete nel classico gesto turistico di asportazione delle pietre che formano i muri di Mani, che si allineano lungo le strade e che portano verso i monasteri recando incisa la preghiera "Om Mane Padme Um", Salute, oh gioiello nel fiore di loto: commettereste un grave sacrilegio ed un gesto di intollerabile scortesia. La capitale é Leh, dominata  dal palazzo Namgyal, del XVII° secolo e ora parzialmente abbandonato, che sorge su di una collina e che ricorda il Pothala di Lhasa, in Tibet.

Fu costruito dal re Singe Namgyal ed è tuttora proprietà della famiglia reale. Il luogo, dopo la faticosa ascesa a questa straordinaria costruzione, con ancora visibili i danni causati dall'invasione di Zorawar Singh del Kashmir nel secolo scorso, può risultare deludente: ma la vista che si gode dal tetto è memorabile. Una parte del palazzo è adibita a museo. La città è posta nella valle del fiume Indo dal quale dista circa 10 Km. é attraversata dall'ampia Main Bazar Sreet, risalente alla prima metà dell'Ottocento e che fu luogo di ricovero delle carovane. L'intera strada, delimitata da due antichi portali, ospita le gentili donne ladakhi che vendono i loro prodotti agricoli  tra una chiacchiera e l'altra. Nelle vicinanze anche la notevole Moschea la parte più interna della quale è però vietata alle visitatrici. L'Old Village, la parte più antica dipana la sua rete di vicoli sulla costa della collina a Est del Main Bazar ai piedi del Palazzo.

Dopo esservi acclimatati all'altitudine ( circa 3500 m.) almeno per un giorno, accomodandovi per esempio in una tra le deliziose e accoglienti  Guesthouse, pensioncine familiari, che offre il Nord della città, potrete visitare i monasteri lungo il fiume Indo, magari noleggiando una jeep; l'Alchi, lungo la strada per Srinagar, é il più antico. Si tratta del più importante centro buddhista della regione, fondato nell'XI secolo da Rinchen Zangpo, il Grande Traduttore, e fu riccamente decorato da artisti kashmiri e tibetani.

Nella Valle di Zanskar, regione posta ad occidente di Leh, invece c'è il più spettacolare, il Phugtal. Ma il Ladakh offre anche celebri percorsi di Trekking, adatti però ai più allenati ed equipaggiati. Al ritorno dovrete accontentarvi di secchi di acqua riscaldata per farvi una doccia, l'elettricità è attiva solo di notte a Leh e l'acqua calda è un privilegio raro!

E' un Paese principalmente dedito all'agricoltura e alla pastorizia ed i centri abitati sono rari. Ma se vi avvicinate a un villaggio facilmente vi offrirano col sorriso del chang, una potentissima birra d'orzo o una tazza di tè salato al burro.

Se vi giungete in aereo, prenotate il rientro calcolando qualche giorno di margine in caso di successive coincidenze: a seconda della stagione, la nebbia e le basse nubi spesso fanno annullare i voli all'ultimo momento.

 

 

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