16 elezioni per 62 anni PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia
Martedì 01 Aprile 2014 08:15

In quasi 70 anni d'Indipendenza, dalle prime consultazioni generali del '52 a oggi la gigantesca macchina elettorale indiana si è già messa in moto quindici volte: date, fatti, temi e protagonisti delle passate legislature ed elezioni, in attesa dei risultati delle prossime, le sedicesime.

I° Lok Sabha, 1952-1957. L'appuntamento col destino
Il voto: Ottobre 1951 - Febbraio 1952

Nehru, 15 Agosto 1947Quasi cinque anni dopo l'Indipendenza, il 17 Aprile del 1952 l'India compì un ulteriore passo in avanti verso la democrazia eleggendo il suo primo parlamento nazionale. L'Indian National Congress ottenne la maggioranza con 364 seggi sui 489 allora disponibili e Nehru, candidatosi nella circoscrizione di Allahabad, divenne così il primo premier eletto del Paese. Nonostante la strabordante maggioranza ottenuta, tuttavia il Congress non vinse in assenza di opposizione: nel 1951 Syama Prasad Mookerjee aveva fondato il Bharatiya Jana Sangh, che con gli anni doveva evolvere nell'attuale BJP, BR Ambedkar aveva dato nuovo impulso alla Scheduled Castes Federation, che in seguito divenne il Republican Party, mentre Ram Manohar Lohia e Jai Prakash Narayan avevano fondato il Socialist Party.

II Lok Sabha, 1957-1962. I Nehru-Gandhi si insediano a Rae Bareilly
Il voto: 24 Febbraio - 14 Marzo 1957

Il Congress rimase al potere anche nella seguente legislatura, ottenendo 371 seggi su 494, e Nehru venne rieletto premier dopo essersi candidato questa volta a Phulpur; ma il marito di sua figlia Indira, Feroz Gandhi, si candidò invece nella circoscrizione di Rae Bareilly, sempre in Uttar Pradesh, che doveva diventare da allora in poi il tradizionale feudo elettorale e trampolino politico della dinastia.

III Lok Sabha, 1962-1967. Quattro Premier e Due Vicini Ostili
Il voto: 19 - 25 Febbraio 1962

La terza legislatura fu fatidica per la storia dell'India e del partito del Congress, a causa delle due guerre (contro la Cina, nel 1962, e contro il Pakistan, nel 1965) che la segnarono e del forzoso succedersi di quattro diversi premier in cinque anni: Nehru aveva infatti guidato il suo partito a una nuova vittoria, ma la sua salute aveva cominciato a vacillare immediatamente dopo, fino a che il 27 Maggio 1964 un attacco cardiaco pose fine alla sua vita. Il testimone passò allora a Lal Bahadur Shastri, che a sua volta portò il Paese alla vittoria contro il Pakistan per poi morire improvvisamente il 10 Gennaio 1966, solo pochi giorni dopo aver firmato il trattato di pace coi vicini a Tashkent. Il Congress si rivolse allora alla figlia di Nehru, Indira Gandhi, mentre Gulzari Lal Nanda, membro veterano del Congress, svolse brevemente funzioni di premier durante le due transizioni.

IV Lok Sabha, 1967-1971. Rotture e scissioni
Il voto: 17 - 21 Febbraio 1967

Il Congress tornò al potere per la quarta legislatura consecutiva, ma questa volta con una maggioranza decisamente ridotta - dai 361 seggi del 1962 ai 283 del 1967 - e con la legittimità della leadership di Indira Nehru Gandhi, eletta nella circoscrizione di Rae Bareilly, messa in discussione all'interno del partito stesso. Per sedare la ribellione, Indira nominò vice-premier e ministro delle Finanze Morarji Desai, che aveva diretto la corrente che si opponeva alla sua nomina, ma non bastò e il partito si scisse. Nel frattempo, anche a Sinistra era avvenuta una rottura, con la nascita del Partito Comunista (Marxista) scissosi nel 1964 dal Partito Comunista Indiano. Indira riuscì a mantenere saldo il timone grazie a un governo di minoranza con l'appoggio del CPI(M), ma alla fine dovette arrendersi e annunciare elezioni anticipate per il 1971, un anno prima della scadenza della legislatura.

V Lok Sabha, 1971-1977. Garibi Hatao, la guerra e l'Emergenza
Il voto: 1° - 10 Marzo 1971

Con lo slogan Garibi Hatao - Aboliamo la Povertà - Indira Gandhi guidò il suo partito nuovamente alla vittoria, ottenendo per il Congress 342 seggi su 518, ma la legislatura fu poi segnata da due eventi fortemente traumatici: la nuova guerra col Pakistan del 1971, che porterà alla nascita del Bangladesh, e la dichiarazione dello stato d'emergenza nazionale. A causa di presunte irregolarità, il 12 Giugno 1975 l'Alta Corte di Allahabad aveva infatti dichiarato nulla l'elezione della Gandhi, la quale reagì sospendendo i diritti civili, mettendo agli arresti gli oppositori e sottoponendo a censura tutti i mezzi d'informazione, fino a convocare nuove elezioni per il Marzo del 1977.

VI Lok Sabha, 1977-1979. Gli Effetti dell'Emergency
Il voto: 16 - 20 Marzo 1977

La sesta tornata elettorale portò al primo governo dall'Indipendenza non formato dal Congress, che aveva infatti perso ottenendo solo 154 seggi su 542 contro quattro partiti d'opposizione che si erano fusi dando vita al Janata Party, una formazione eterogenea guidata dai membri del Bharatiya Lok Dal. Il Janata ottenne dunque la guida del Paese con 298 seggi, Morarji Desai venne nominato premier, mentre il figlio minore e delfino di Indira, Sanjay, non venne nemmeno eletto.

VII Lok Sabha, 1980-1984. Il Ritorno del Congress
Il voto: 3 - 6 Gennaio 1980

Il governo del Janata Party durò meno di tre anni: le profonde divergenze esistenti tra i leader che avevano dato vita alla coalizione in funzione anti-Congress avevano portato nel 1979 alla scissione del Bharatiya Lok Dal. Morarji Desai era stato costretto alle dimissioni e Charan Singh, che lo aveva sostituito nel Giugno 1979, non era riuscito a far meglio, convocando dunque elezioni anticipate per il Gennaio del 1980. Il fiasco riportato nella legislatura precedente e i dissapori nella coalizione favorirono il Congress, che ottenne infatti una vittoria a valanga, con 353 seggi su 542, riportando Indira Gandhi a presiedere il governo, mentre quel che restava della coalizione del Janata Party ne ottenne solo 31.

VIII Lok Sabha, 1984-89. L'assassinio di Indira Gandhi
Il voto: 24 - 28 Dicembre 1984

La morte di Indira Gandhi, 1984Pochi giorni dopo l'assassinio della premier Indira Gandhi, avvenuto il 31 Ottobre 1984 in rappresaglia per l'operazione Blue Star, suo figlio Rajiv Gandhi venne brevemente nominato premier dal Congress, giusto il tempo di sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Sull'onda della tragedia della Gandhi, e nonostante la mattanza di cittadini Sikh che ne era derivata, il Congress ottenne una maggioranza schiacciante, la maggiore di sempre, con 415 seggi su 542, e Rajiv Gandhi divenne il nuovo Primo Ministro indiano, il terzo della dinastia.

IX Lok Sabha, 1989-1991. Lo scandalo Bofors e l'ascesa del Terzo Fronte
Il voto: 22 - 26 Novembre 1989

L'esplosione dello scandalo Bofors - presunte tangenti versate alla famiglia Gandhi per l'acquisto di armamenti e un'inchiesta internazionale che poi proseguì più o meno invano per oltre 20 anni - aveva segnato l'intera legislatura assieme alla nascita di diverse nuove formazioni politiche, regionali e d'opposizione, coalizzatesi per l'occasione in funzione anti-Congress sotto la sigla National Front. Alle elezioni dell'89, il Congress ottenne così solo 197 seggi su 529 e non riuscì a formare un governo, che venne quindi affidato a VP Singh, del National Front, che ci riuscì brevemente con l'appoggio esterno tanto delle Sinistre quanto del BJP.

X Lok Sabha, 1991-1996. L'assassinio di Rajiv Gandhi, la commissione Mandal e Ayodhya
Il voto: 20 Maggio - 15 Giugno 1991

Il secondo governo non a guida Congress dall'Indipendenza durò solo 16 mesi, portando nel 1991 il Paese a nuove elezioni. La campagna elettorale venne segnata da due questioni principali: la relazione della commissione Mandal, che raccomandava un sostanziale incremento di impieghi statali assegnati alle caste disagiate - le cosiddette Quote - e le bellicose istanze del BJP per la costruzione di un grande tempio dedicato a Rama ad Ayodhya, al posto di una moschea d'epoca moghul, che doveva peraltro finire distrutta a mani nude l'anno seguente. Ma al concludersi della prima fase di voto, il 21 Maggio 1991 Rajiv Gandhi venne assassinato dalle Tigri Tamil, provocando un'ondata di simpatia per il Congress, che ottenne infatti nuovamente la maggioranza: PV Narasimha Rao venne nominato premier, il secondo del Congress non appartenente alla dinastia Nehru-Gandhi, e Manmohan Singh venne chiamato a presiedere il ministero delle Finanze, inaugurando allora quella stagione di riforme stutturali che dovevano cambiare radicalmente il corso dell'economia indiana, mentre la vedova italiana di Rajiv, Sonia Maino Gandhi, assumeva la presidenza del partito. 

XI Lok Sabha, 1996-1998. Il Third Front, Nè Congress Né Bjp
Il voto: 27 Aprile - 30 Maggio 1996

L'esito delle elezioni del 1996 sembrò porre basi concrete per una terza ipotesi al di fuori dell'alternanza Congress-Bjp, ma di fatto il risultato fu fallimentare: tre premier e due governi a diversa composizione in soli due anni. Il presidente della Repubblica, Shankar Dayal Sharma, in principio aveva incaricato di formare un governo Atal Bihari Vajpayee, del Bjp, che aveva ottenuto 161 seggi su 543 (gli attuali), ma il suo tentativo era durato solo 13 giorni. La scelta era caduta allora sulla compagine di partiti regionali coalizzati in un Terzo Fronte e su Deve Gowda, leader del partito Janata Dal, che venne nominato premier col supporto esterno del Congress; ma anche il governo Gowda durò solo 18 mesi, fino a venir sostituito brevemente da IK Gujral e alla convocazione di nuove elezioni.

XII Lok Sabha, 1998-1999. Secondo fiasco del BJP: da 13 giorni a 13 mesi.
Il voto: 16 - 23 Febbraio 1998

Vajpayee e Advani ( a destra)La 12esima legislatura vanta due primati in un colpo solo: fu la più breve e lo fu a causa di un governo che cadde per un solo voto. Se il governo precedente era durato poco più di 18 mesi, questo ne durò infatti solo 13, dopo che Atal Bihari Vajpayee, del BJP, era stato nominato nuovamente capo di un governo di coalizione grazie ai 182 seggi vinti dal suo partito. Vajpayee si dedicò prima a nuovi test nucleari a Pokhran, in Rajasthan, e poi a cercar di ridurre con la diplomazia l'impatto delle sanzioni economiche con cui la comunità internazionale aveva punito il Paese a causa degli stessi. Ma col ritiro dell'appoggio del partito AIDMK, del Tamil Nadu, il governo Vajpayee non riuscì ad ottenere la fiducia per un solo voto, portando così l'India a nuove consultazioni.

XIII Lok Sabha, 1999-2004. La nascita della NDA, la strage del Gujarat
Il voto: 5 Settembre - 6 Ottobre 1999

Con 182 seggi, il BJP riuscì a tornare al governo grazie al sostegno di un gruppo di partiti regionali, dando così origine alla coalizione National Democratic Alliance, NDA, con la quale, nuovamente sotto la leadership di Atal Bihari Vajpayee, la Destra portò a termine per la prima volta una legislatura, che venne però macchiata indelebilmente dai fatti del Gujarat, Stato che il Bjp già governava con Narendra Modi e dove nel 2002 centinaia di cittadini inermi vennero impunemente massacrati.

XIV Lok Sabha, 2004-2009. Shining India Vs Uomo Comune
Il voto: 20 Aprile - 10 Maggio 2004

Le elezioni del 2004 si tennero nel bel mezzo del boom economico che aveva portato il PIL indiano a crescere per la prima volta oltre l'8% annuo, spingendo dunque il BJP a confidare in una facile vittoria, coadiuvata dal clima di ottimismo che andava diffondendo da tempo con la campagna Shining India. Ma contro ogni pronostico, alla fine lo slogan Congress Ka Haath, Aam Aadmi Ke Saath - La mano (simbolo elettorale) del Congress dà la mano all'Uomo Comune - ebbe la meglio sulla Shining India, che evidentemente ancora troppo pochi avevano visto scintillare, mentre l'elettorato laico e musulmano aveva certamente avuto un assaggio del suo lato oscuro manifestatosi in Gujarat. Il Congress risultò infatti il primo partito del Paese, con 145 seggi, e a sua volta formò un governo di coalizione coi partiti regionali dando origine alla UPA, United Progressive Alliance, con Manmohan Singh premier e il supporto esterno delle Sinistre.

XV Lok Sabha, 2009-2014. Gli scandali, la crisi e l'ascesa della società civile
Il voto: 16 Aprile - 13 Maggio 2009

La coalizione UPA, guidata dal Congress, ottenne inaspettatamente una nuova confortevole maggioranza e Manmohan Singh venne nominato premier per la seconda volta; ma l'intera legislatura era destinata ad essere segnata da scandali, agitazioni popolari, crisi economice e politiche, l'ultima delle quali causata dalla decisione di concedere l'autonomia alla regione del Telangana dallo Stato dell'Andhra Pradesh. Nel frattempo, da un lato cresceva nel Paese l'attivismo civile e la protesta contro la corruzione, in principio promossi dall'anziano leader gandhiano Anna Hazare e poi tramutati in partito politico, l'Aam Admi Party, dal suo ex-delfino Arvind Kejriwal, e dall'altro la crisi economica globale spingeva sempre più al centro della scena Narendra Modi, premier del Gujarat, spregiudicato liberista e ora candidato premier per il BJP.

XVI Lok Sabha, 2014Re Mida Modi, l'incoronazione di Rahul Gandhi o la rabbia del grillino Kejriwal?
Il voto: 7 Aprile - 12 Maggio 2014

Da sinistra: Arvind Kejriwal, Narendra Modi e Rahul GandhiSecondo gli ultimi sondaggi, le imminenti elezioni dovrebbero segnare una completa disfatta per il Congress, ma nonostante la sicurezza di vittoria ostentata da Narendra Modi e i suoi sostenitori, in realtà tutto è ancora possibile, giacché nessuno può stabilire con certezza come voteranno le immense masse rurali (70% della popolazione) nè quali dinamiche tra partiti castali e regionali, e tra questi e quelli nazionali, metterà in moto a posteriori il risultato del loro voto: si tratterà di una piena vittoria arancione, di una sorpresa di (e per) Rahul Gandhi e il Congress, il disturbatore Kejriwal riuscirà davvero a trasformare il malcontento del ceto medio urbano in concreta realtà parlamentare o sarà solo il volatile mercato delle alleanze a determinare a urne chiuse il prossimo governo? A partire dal prossimo 16 Maggio, la nazione e il mondo avranno la risposta.

 

Liberamente tratto e tradotto da HindustanTimes

 

 

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