2006: anno dell'amicizia sino-indiana. PDF Stampa E-mail
L'attualità - Economia
Martedì 21 Marzo 2006 01:00

Crescono con rapidità i rapporti commerciali tra India e Cina. Intanto New Delhi vuole togliere ogni limite alla convertibilità della rupia, per incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti esteri.

 

 

"Il potenziale economico dell'India - ha detto lo scorso week end Bo Xilai, ministro cinese per il Commercio, durante una conferenza a Mumbai - continuerà a crescere. Gli imprenditori cinesi la seguono con molta attenzione" e vogliono investire soprattutto nel settore delle infrastrutture, necessarie all'India per sostenere lo sviluppo. "La Cina - ha proseguito Bo, alla guida di un'ampia delegazione di decine di ditte cinesi - può aiutare molto lo sviluppo delle infrastrutture indiane e l'India può insegnarci a sviluppare il software e l'informazione tecnologica ed a migliorare i servizi". Le maggiori compagnie di hi-tech indiane, come la Infosys e la Satyam Computer Services, aprono nuovi impianti in Cina per sviluppare la ricerca e l'innovazione. La Cina vede l'India come un immenso mercato per i suoi prodotti.

 

L'india ha una crescita economica annua dell'8%, seconda solo alla Cina. Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono stati di 18,71 miliardi di dollari Usa nel 2005 (+ 38% dal 2004) ma - dice Bo - possono arrivare a 50 miliardi entro 5 anni.

 

La situazione economica interna ed estera dell'India - ha detto il premier indiano Manmohan Singh proprio durante il convegno - è ora "molto migliorata" ed è possibile una riforma del sistema monetario. Oggi la rupia è convertibile solo nei commerci per consentire alle imprese l'acquisto di beni e servizi. La riforma è prevista - dicono gli esperti - non prima del 2008. La piena convertibilità della moneta consentirebbe una maggiore integrazione con l'economia mondiale con un incremento degli investimenti esteri, ma è combattuta da ambienti conservatori e da nazionalisti di sinistra.

 

"La Cina - ha detto il 16 marzo Kamal Nath, ministro indiano al Commercio - in due anni può diventare il nostro maggiore partner commerciale", superando gli Stati Uniti con i quali ci sono stati scambi per 25 miliardi nel 2005. "India e Cina - ha aggiunto - disegneranno la mappa economica del futuro", specie se stipuleranno accordi commerciali regionali aperti ad altri Stati. I due Paesi insieme hanno oltre 2,4 miliardi di abitanti, circa il 40% della popolazione mondiale. I due colossi hanno utilità a collaborare anche per procacciarsi materie prime e fonti energetiche (Cina e India importano dall'estero il 70% e il 40% del petrolio che consumano), così da cessare una competizione che danneggia entrambe.

 

 

Fonte: Asianews.it

 

 
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