Ratan Tata, Il turbo dell'India PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Venerdì 07 Marzo 2008 01:00

Guida un impero che vale da solo il 3,2 per cento del Pil. Sta per invadere il mondo con un'auto da 1.700 euro. Parla l'industriale che rappresenta più di ogni altro il boom asiatico da Mumbai.

Colloquio di Guido Carlucci

 

Ratan TataRatan Tata è abituato a sorprendere il mondo. All'inizio del 2007, guidando le mosse dal suo quartiere generale di Mumbai, in India, ha dato l'assalto e ha conquistato la acciaieria del gruppo anglo-olandese Corus, un tempo gioiello inglese con il marchio British Steel, staccando un assegno di 8,4 miliardi di euro.

Nei primi giorni del 2008 è stato il primo costruttore di auto al mondo a offrire una utilitaria a cinque porte al prezzo di 100 mila rupie indiane, ovvero 1.700 euro: l'ha chiamata Tata Nano. E potrebbe presto diventare il padrone della Jaguar e della Land Rover.

 

Oggi Ratan Tata, famiglia di origine parsi, 71 anni compiuti qualche mese fa, è alla testa di un impero economico presente in cinque continenti che vale 29 miliardi di dollari di fatturato. Ma preferisce il profilo basso, niente esibizione di ricchezza e di potere. Anche l'ufficio di Bombay House, il quartiere generale del gruppo alle spalle del porto di Mumbai, nel quale ha ricevuto 'L'espresso' lunedì 25 febbraio, è essenziale e senza fronzoli: un tavolo rettangolare e sei sedie uguali, un computer, pareti spoglie, una finestra su un balcone ornato da piante tropicali e una libreria bianca piena di modelli di aeroplano. A Tata piace parlare di tutto, ma gli brillano gli occhi appena il discorso cade sulle auto e sugli aerei.

 

Signor Tata, che cos'è l'India del Ventunesimo secolo da un punto di vista economico?
"In termini di semplici numeri basta dire che la crescita del Pil è intorno al 9 per cento l'anno e che l'inflazione è sotto il 5 per cento. Ma il dato più importante è che negli ultimi 16 anni l'economia indiana si è liberata dai lacci che la imbrigliavano ed è diventata più libera. In questo breve lasso di tempo l'India è entrata nel mondo della competizione globale e gli imprenditori possono dimostrare tutte le loro capacità. Prima era assai più difficile".

 

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