Liberate Binayak Sen PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Venerdì 24 Dicembre 2010 01:00

Arrestato nel maggio 2007 in base ad accuse giudicate dai più false, il dr. Binayak Sen uno dei più noti e pluripremiati attivisti indiani per i diritti umani e per il diritto alla salute dei più poveri dell'India, è stato giudicato colpevole di sedizione e per questo condannato all'ergastolo.

Dott. Binayak SenIl 21 Aprile 2008, il Global Health Council aveva assegnato al dottor Binayak Sen il Jonathan Mann Award, la più alta onorificenza internazionale nel campo della salute globale e dei diritti umani, in riconoscimento al fondamentale lavoro da lui svolto nelle remote zone tribali del Chhattisgarh; medaglia d'oro del Christian Medical College di Vellore nel 2004 e nel 2007 anche dell' Accademia indiana per le Scienze Sociali " per la riconosciuta aderenza di tutti gli aspetti della sua opera ai valori promossi dal Padre della Nazione" questo medico pediatra e difensore dei diritti umani era stato arrestato il 14 maggio 2007, con la nebulosa accusa di maoismo. Dopo una lunga detenzione in attesa di processo nel carcere di Raipur in Chhattisgarh, durante la quale tutte le richieste di scarcerazione su cauzione erano state respinte, fondamentali documenti negati ai legali incaricati della sua difesa e ignorati gli appelli lanciati dalle associazioni locali e internazionali come Amnesty International in sua difesa, il dottor Sen è stato condannato oggi all'ergastolo per sedizione e alto tradimento.

La storia del dottor Binayak Sen è emblematica in un Paese dove il confine tra diritto e abuso spesso diventa molto sottile e ancora di più nell'ambito di quella pericolosissima battaglia attualmente in corso in India tra mondo urbano e mondo rurale, Stato contro gente, sviluppo selvaggio contro necessità umane, leggi cieche contro giustizia naturale. E' la storia delle ingiustizie inferte a migliaia di persone innocenti e di quelle che potrebbero ancora toccare anche a chi, come il dottor Sen, non si lascia incantare dalle apparenze della Shining India e decide di investigare in quello che succede nel resto della nazione. 

Binayak Sen, 58 anni, ha lavorato per 30 anni con i tribali diseredati del Chhattisgarh, combattendo la malnutrizione, la tubercolosi e la falcidiante malaria, onnipresente nell'area. Brillantissima promessa del mondo accademico, rifiutò le molte opzioni di carriera e arricchimento che gli venivano proposte per prestare servizio come medico rurale a Hoshangabad, Madhya Pradesh, in un centro fondato dai Quaccheri. Nel 1981, dopo aver conseguito una specializzazione in Medicina Sociale presso la JNU di Delhi, Sen si trasferì in Chhattisgarh per lavorare a fianco di Shankar Guha Niyogi, notissimo leader sindacale dei minatori, e costruire a Dallirajhara lo Shaheed Hospital, importante realtà locale creata e sovvenzionata dalla volontà e il denaro degli stessi minatori. Dopo una parentesi presso il Mission Hospital di Tilda, Binayak Sen fondò con la moglie Ilina a Raipur Rupantar, una ONG attraverso la quale la coppia si è dedicata negli ultimi 18 anni all'istruzione e addestramento di operatori sanitari nei villaggi e alla conduzione di cliniche mobili atte a raggiungere i più inaccessibili angoli dello Stato.

Seguirne una, per esempio fino al distretto di Dhamtari, a 150 Km da Raipur, dove la clinica mobile si sposta ogni martedì, dà la dimensione del lavoro eroico svolto da questa ONG e rivela che solo un'infinita compassione può aver convinto un celebre medico, figlio di un illustre colonnello in pensione, a dedicarsi a queste genti. Povere baracche, minuscoli villaggi di Kamars e di altre tribù autoctone - gli ultimi degli ultimi nella catena sociale indiana - ulteriormente depauperati e spesso deportati a causa della costruzione di dighe o di nuove zone industriali sulle loro terre: senza scuole, senz'acqua potabile, senza strade, senza servizio sanitario, senza elettricità. E sempre di più senza nemmeno la possibilità di accedere alle tradizionali risorse che la foresta offriva loro.

Dicono ora di lui, qui: "Salvate il nostro dottore. Non abbiamo più nessun'altro a cui rivolgerci." 

Negli anni l'opera sanitaria del dottor Sen è divenuta opera sociale, due questioni inestricabilmente collegate nel Chhattisgarh, come testimonia il dottor Suranjan Bhattacharji, direttore del Christian Medical College di Vellore: " Binayak è stato l'esempio per generazioni di medici indiani; ci ha risvegliato, ci ha ricordato che sono moltissimi i fattori che portano a una società in salute: sicurezza alimentare e abitativa, accesso ai servizi, equità, giustizia e libertà ". 

Eppure, tre anni dopo aver ricevuto come detto la medaglia d'oro del CMC, Binayak Sen viene inquisito e spontaneamente si presenta per chiarire il malinteso; ma viene arrestato sul posto come pericoloso leader naxalita, accusato di sedizione, cospirazione criminale, attentato allo Stato e " per aver palesemente applicato tecniche terroriste". Il rifiuto di accordargli la scarcerazione su cauzione venne sostenuta in base al suo essere figura chiave nella rete di terrorismo tesa tra Bihar, Chhattisgarh, Andhra Pradesh e Maharashtra: una questione di sicurezza nazionale.  La medaglia d'oro della governativa Accademia indiana per le Scienze Sociali gli è stata conferita 7 mesi dopo l'incarcerazione. Come è possibile?

Il Chhattisgarh è visto come l'epicentro della guerriglia maoista naxalita, che coinvolge in tutto 13 Stati indiani. Qui, per propria ammissione governativa, diversi distretti sono ormai completamente sottratti alla giurisdizione statale. Ogni anno centinaia di militari, tribali, comuni cittadini così come i simboli della presenza statale quali ponti, carceri e persino pali del telegrafo, vengono fatti esplodere dai terroristi. Come facilmente intuibile, le zone sotto maggiore influenza maoista sono proprio quelle dove l'impronta benigna dello Stato è stata e rimane particolarmente assente. Ma si presenta in compenso violenta e prepotente con la popolazione quando si tratta di cedere le terre allo sviluppo industriale indiscriminato, aggiungendo sofferenze e rancori alla già lunga lista dei locali. E ha risposto con leggi draconiane alla feroce violenza dei guerriglieri, senza apportare però cure alle cause che rendono tanto fertili per loro questi terreni, fino a sponsorizzare e fomentare nel 2005 un famigerato piano, solo apparentemente popolare e controrivoluzionario, il Salwa Judum, che ha causato una sorta di guerra civile nello Stato. 644 villaggi evacuati e gli abitanti deportati in campi subumani, tribù contro tribù, casta contro casta, terreni dei tribali - del tutto casualmente ricchissimi di ferro - che passano di mano in mano fino a quelle delle multinazionali, esecuzioni arbitrarie e fosse comuni.

Questo ed altro è ciò che il dottor Binayak Sen aveva cominciato a denunciare, ponendo ripetutamente in serio imbarazzo il governo, che si è adoperato per produrre prove - alcune palesemente false, molte opinabili e diverse decisamente risibili, secondo Amnesty International - per liberarsi definitivamente di una voce assai scomoda.

 

Concessa la libertà su cauzione: 15.4.2011

 

 
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