Rameshwaram PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Sud

L'isola Rameshwaram, di fronte alla costa del Tamil Nadu, ospita celebri templi ed è considerata sacra al pari di Varanasi.

 

 

L'isola di Rameshwaram si estende a forma di conchiglia nel Golfo di Mannar per un'area pari a 61.8 Km quadrati, tra la costa del Tamil Nadu e Sri Lanka; ospita un celeberrimo tempio dedicato a Rama, oltre a svariati altri santuari, ed è collegata alla vicina terraferma, a Mandapam, per mezzo del ponte Pamban -  o Indira Gandhi Bridge - lungo 2 Km. Conosciuta come la Varanasi del Sud, l'isola è uno dei principali luoghi di pellegrinaggio indù ma è anche un piacevole luogo di villeggiatura, con la sua ricchissima vegetazione, le barriere coralline e le spiagge di fine sabbia bianca. E' un luogo particolarmente sacro grazie alla sua posizione, non lontana dalla santa confluenza, punyatirtham, tra Ratnakara, l'Oceano indiano, e Mahodadhi, il Golfo del Bengala, oltre a trovarsi sulla linea del Ponte di Sethu, al centro di recenti e virulente dispute per lo scavo di un canale navigabile. 

 

Secondo la mitologia e l'epica del Ramayana, fu qui che Rama - manifestazione di Vishnu - al ritorno dalla vittoriosa battaglia a Sri Lanka contro il re demone Ravana, chiese perdono per l'uccisione compiuta e rese grazie al dio Shiva per la vittoria. Per questo motivo il luogo è oggetto di culto tanto per gli indù vishnuiti quanto per gli shivaiti. Il tempio RamanathaSwamy, con la Agniteertham, la spiaggia sacra ove i pellegrini si bagnano prima di entrare al tempio, è la meta principale dell'isola,  poichè qui si venera il più meridionale tra i 12 Jyotirlingams - lingam di luce,  manifestazioni supreme di Shiva -  in India. RamanathaSwamy temple

Ai non indù è però vietato procedere oltre il terzo recinto. Tradizionalmente, il pellegrinaggio a Rameshwaram è considerato completo se ci si reca al santuario muniti di acqua del Gange, raccolta a Varanasi, con la quale compiere l'adorazione al Jyotirlingam. Ma il tempio è anche celebre per un suo lunghissimo e adornato corridoio dalle oltre 1200 colonne, risalente solo al XVIII secolo, mentre  la struttura originale si è sviluppata a partire dal XII secolo. Le immense Gopuram, torri, le mura e il gigantesco toro Nandi, sono le principali attrattive architettoniche del luogo, unite alle 22 Theerthams, fonti dalle quali gli esperti giurano scaturisca acqua di sapori e temperature diversi e che riempiono altrettante vasche. Ve ne sono altre 31, sparse nell'isola, ma la maggioranza di queste giace ormai negletta.  Dall'alto della collina, Parvatam Gandhamadhana, si gode un bel panorama del complesso, oltre ad offrire la visita di un altro piccolo santuario, il tempio Ramjharoka, dove si venera un'impronta secondo la tradizione lasciata da Rama. 

 

DhanushkodiMa templi e piccoli santuari punteggiano l'intera isola, in onore di Rama, Sita, Lakshmana e Hanuman e gli episodi del Ramayana: nel sud dell'isoletta, sulla strada verso Dhanushkodi, il cui nome deriva da dhanush, l'arco di Rama, dove la terra indiana termina a queste latitudini e dove un tempo sorgeva l'estrema stazione ferroviaria, troverete per esempio il tempio Kothandaramaswamy; nel 1964 la cittadina di Dhanushkodi fu cancellata da un devastante ciclone, ma il tempio fu risparmiato. Se noleggiate una jeep e arrivate fino a qui, potrete godere di un paesaggio magnifico e selvaggio da finis terrae, tra rovine di chiesette cristiane dove la santa confluenza ha luogo e dove, si narra, Rama stesso si immerse. Gli scavi per il futuro canale navigabile fanno temere che non dureà così a lungo. Oltre il reef, c'è Sri Lanka.

 

Non moltissime ma più che decorose le possibilità di soggiorno sull'isola, comprese le soluzioni da autentico pellegrinaggio su offerta libera, a partire da 200 rupie, per esempio al Sringeri Mutt, a pochi passi dal tempio principale.

 
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