Artigianato del Gujarat PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Artigianato

Lo Stato del Gujarat offre numerose tradizioni artigianali, strettamente legate alle comunità tribali e principalmente quelle di pastori nomadi.

Torana del XIX secoloLo Stato del Gujarat è abitato da moltisime comunità dedite alla pastorizia semi-nomade, che da millenni spaziano nel territorio non curanti delle frontiere che oggi separano l'India dal Pakistan e che separano questo dall'Iran. Queste comunità hanno assorbito tecniche ed influssi di altri popol, mantenendone vive le tradizioni acquisite nei secoli anche grazie all'intervento di Ong e illuminate personalità, e applicandole tutt'oggi agli oggetti di loro uso quotidiano.

 

Tessuti.

Oltre all'eccellente e diffusa produzione di tessuti stampati con la tecnica del Block Printing, i tessuti più celebri dello Stato provengono dalla zona del Kutch, e pur chiamati generalmente Shisha, vengono denominati diversamente a seconda del tipo di disegno. La caratteristica comune è quella di presentare specchietti incastonati nel ricamo effettuato in colori vivaci, secondo la tecnica denominata in inglese Mirror Work. I disegni possono essere geometrici o floreali, a seconda della tribù di appartenenza delle ricamatrici. Con questi tessuti, che originariamente venivano così ricamati per aumentarne la resistenza e che costituiscono spesso ancora oggi la parte principale della dote di una ragazza da marito, si confeziona di tutto: dalla trapunta alla gonna, agli ornamenti della tenda/abitazione, come i tipici Torana. Sono le donne degli Ahirs, le più celebri ricamatrici del Kutch.

Con la stessa tecnica si lavora il cuoio per i finimenti, le selle e le calzature. Maestri di questa tecnica di pelletteria sono gli appartenenti alla comunità dei Rabaris. Ma la tecnica Shisha è patrimonio anche di altre comunità nomadi o seminomadi quali i Meghwal o i Banjaras, altrove in India chiamati anche Lambadis. Alcune abitazioni tipiche della zona, in fango e bambù, sono esse stesse dei capolavori di decorazione, nella crezione delle quali vengono utilizzati ugualmente gli specchi. Si tratta di una usanza di origine musulmana atta ad evitare il malocchio e altri influssi maligni, facendoli così rimbalzare all'eventale mittente.

Sari PatolaDi tutt'altro tenore, ma di medesima eccellenza, sono i tesuti Patola, prodotti quasi esclusivamente nella città di Patan. Si tratta di un tessuto di seta che non presenta un rovescio, poichè il motivo decorativo risulta identico dai due lati. Si ottiene con una complicata applicazione della tecnica Tie and Dye, con la quale si tingono i filati sia della trama che dell'ordito prima della tessitura e che viene denominata double ikat. Sin dai tempi medievali questi tessuti venivano esportati in Indonesia, dove erano custoditi come preziosissimi tesori e oggi si producono anche a Bali. I loro disegni, chiamati, globalmente Bhat, erano anticamente floreali, animali o con figure umane, e venivano denominati poi a seconda di caratteristiche specifiche. A questi, oggi si sono aggiunti anche motivi geometrici. Questi tessuti vengono impiegati per la confezione di saris, ma attualmente anche di tovaglie e di altri articoli. Un'altra arte in cui si distinguono da secoli gli artigiani del Gujarat è il ricamo Zari o Zardosi, pur non detenendone l'esclusiva in India. Si tratta di ricchissimi ricami o tessiture eseguiti prevalentemente lungo i bordi dei sari con fili d'oro o d'argento e applicazioni di pietre: si tratta di una tecnica artigianale quasi estinta, sfortunatamente sostituita oggi dalle applicazioni eseguite a macchina.

Gioielli

Donna dei dalit Meghwal Alcune comunità tribali, quali per esempio i Bhils o i Meghwal, alimentano l'arte della  gioielleria in Gujarat, poichè le signore appartenenti a queste sfoggiano in media circa 3 Kg d'argento a testa. I gioielli vengono indossati permanentemente, qualsiasi attività si svolga, e indicano lo stato civile della persona. I bracciali d'avorio che occupavano buona parte delle braccia delle donne sposate di diverse caste sono però sempre più spesso sostituiti con copie in plastica, fortunatamente, e le perline con cui si tessono cinture ed ornamenti sono ormai quasi sempre sintetiche. Le zone dove poter acquistare direttamente i gioielli tribali sono il distretto di Rajkot e le cittadine di Poshina nel Gujarat del Nord, ma è ormai possibile reperirne un po' ovunque.  

Di tutt'altro genere, ma non per questo ignorabile, l'industria della lavorazione dei diamanti, in Gujarat: sebbene gli ultimi anni di crisi mondiale abbiano causato la chiusura di moltissime imprese grandi e piccole nel settore, in questo Stato si lavora ormai la stragarande maggioranza dei diamanti del mondo.

Il legno

Blocchi da stampaIl Gujarat produce deliziosi oggetti scolpiti in legno, prevalentemente di Teak o di Mango, ma si tratta di legno proveniente da altre regioni. Le abilità dell'ebanisteria locale sono ammirabili nelle porte scolpite, così come nelle grate che velano le finestre di molte cittadine. Ad Ahmedabad, si possono vedere ancora ottimi esempi di antiche magioni con balconi lignei e portali grandiosi. Notevole anche la produzione di utensili, oggetti, giocattoli laccati e dipinti e di sontuosi pezzi d'arredamento, specialmente a Sankheda, nella zona del Saurashtra; si tratta di una tradizione dovuta alla cultura Moghul, che si inserì in questa zona nel XVII secolo. Scatole ed oggetti intarsiati d'osso o metallo sono facilmente reperibili ovunque. Ma va  anche ricordata la produzione locale dei bellissimi blocchi lignei per la stampa dei tessuti.

 

 
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