Artigianato dell'Orissa PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Artigianato

Le origini di quasi tutto l'artigianato dell'Orissa sono riconducibili al culto del dio Jagannath, che ha il suo massimo centro al tempio di Puri.

 

Applique dell'OrissaDurante la grandiosa processione che si tiene in Orissa a Puri in occasione del Rath Yatra, i carri che trasportano le divinità sono ricoperti di tessuti decorati con la tecnica Applique, secondo colori e schemi predeterminati, che permettono all'enorme folla di localizzare facilmente il proprio dio di riferimento. Questa tecnica prevede la sovrapposizione di pezze colorate di forma stilizzata su di una base in tinta unita. E' una tecnica usata anche in altri Stati, ma è nell' Orissa e specialmente nella cittadina di Pipli, circa 15 Km da Bhubaneshwar, che la tradizione è viva da secoli. C'è una casta specifica che si occupa di questi tessuti, sono i sarti Darjis, i quali sono organizzati proprio come una corporazione medievale. In cambio dei tessuti prodotti per il tempio, ricevono parte delle offerte che questo riceve dai fedeli. Ma sono moltissimi gli oggetti di uso comune confezionati con questa tecnica che fanno parte del normale arredamento di una casa locale.

 

Pavone in filigrana TarkashiNella città e nel distretto di Cuttack si concentra invece la produzione dell'artigianato principe dell'Orissa: la filigrana d'argento, qui chiamata Tarkashi. L'argento impiegato è di massima purezza e gli articoli prodotti vanno dai gioielli femminili e maschili, a piatti e vassoi, agli ornamenti per le divinità, come corone per per le cerimonie o vassoi per le offerte. Gli anziani tradizionalmente considerano un punto d'orgoglio l'offerta del primo cibo solido ai nipotini in una speciale coppetta d'argento, chiamata Anna Prasana, lavorata con questa tecnica. Anche la produzione dell'ottone è notevole e rinomata nello Stato.

 
Tra le comunità tribali dell' Orissa, che contano più di 60 gruppi differenti, solo una dozzina ha tra le produzioni tradizionali quella dei pettini. Nei pettini si riflettono tutte le capacità immaginative ed artistiche della tribù e i loro utilizzi sono molteplici. Sono pegni d'amore e simbolo di stato civile, ornamento, attrezzo e offerta di benvenuto. Sono generalmente scolpiti nel bambù e poi decorati con fili colorati. Molte sono le fogge e le dimensioni, ma è curiosa l' importanza destinata a questi oggetti. Le tribù che non ne producono non devono però comprarli: li riceveranno per baratto dalle tribù produttrici.
Dal bambù si ottengono anche deliziose e semplici scatole laccate e colorate, e laccate sono anche le maschere di cartapesta. La lacca veniva tradizionalmente ottenuta da insetti delle foreste  e poi mescolata con pigmenti.

sambalpuri sariIn campo tessile l'Orissa presentano una grande varità di stili; nella città di Sambalpuri si tessono saris di cotone o seta, con bordi e pallu, la parte finale, particolari: conchiglie, pesci e fiori fanno parte dei motivi ornamentali. La seta è tessuta con la tecnica Ikat, senza lato rovescio ma, rispetto agli analoghi tessuti di Patan, nel Gujarat, quelli dell'Orissa presentano colori più sobri e profondi e ornamenti curvilinei.
I saris vengono distinti a seconda della località d'origine e centri celebri sono Bomkai, dove vige una delle poche produzioni di tessuti non Ikat dell'Orissa, e Teliarumaal, oltre alla già citata Sambalpuri. Se anticamente i colori che si prediligevano erano quelli legati al dio Jagannath, oggi la scelta si è fatta molto più ampia.

 

Pittura di un Pata chitraUn' altra importante forma artistico-artigianale locale è la pittura dei Patachitra. Su di una garza, indurita con un preparato cotto a base di semi di tamarindo, gomma e gesso, i pittori, appartenenti alla casta Chitrakar, particolarmente nella cittadina di Raghurajpur, a circa 25 Km da Puri, dove è stato istituito un vero e proprio Villaggio degli Artisti, dipingono scene mitologiche relative all'epica Ramayana o al Mahabaratha, con Jagannath sempre protagonista. Tradizionalmente si utilizano solo i cinque colori primari, derivati da tinte naturali. Queste icone vengono anche dipinte su foglie di palma e oggi l' antica tradizione ha grande sbocco sul mercato internazionale o col turismo e le classiche icone vengono dipinte su seta e in formati molto più grandi, rispetto alle tipiche immagini richieste dai pellegrini. Nello stesso villaggio si producono anche le bellissime carte tonde con figure mitologiche e personaggi, le Ganjappa, o Ganjifa, che venivano anticamente qui utilizzate per un gioco ormai dimenticato ma al quale la diffusione di queste carte è sopravvissuta.

 
L'Orissa è anche celebre per la lavorazione della pietra, del corno e della terracotta. Se avete occasione di recarvi nella zona verso la fine di Gennaio, non perdetevi l'annuale Adivasi Mela, sette giorni di mercato-festival a partire da ogni 26 Gennaio a Bhubaneshwar: i rappresentanti di oltre 60 gruppi tribali offrono qui ai visitatori spettacoli, cucina, arte e artigianato provenienti da tutto lo Stato.  

 

 
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