Makara Vilakku PDF Stampa E-mail
Calendario e festività - Le feste principali

Uno dei pellegrinaggi più seguiti nel meridione indiano, qualche tempo fa fulcro di una gustosa polemica a proposito di furti e di biancheria intima. Ma la sua particolarità principale è un'altra: la prima tappa prevede per i fedeli la preghiera presso una moschea.

 

Il miracoloso effettuarsi del Makara vilakku al tempio di Sabarimala in Kerala avviene ogni anno durante Makar Sankranti e rappresenta il culmine dei due mesi dedicati alla devozione in questo santuario. Un oceano di umanità, a torso nudo, piedi scalzi e tradizionalmente abbigliati con un solo dothi nero dal sottile profilo bianco attorno ai fianchi, attende ogni anno di vedere la fiammata brillante che appare tre volte sul lato della collina di Ponnambala Medu, davanti al tempio del dio Ayappa, dopo che la costellazione del capricorno, Makara, appare da Est all'orizzonte, particolarmente dopo la comparsa della divina stella chiamata Makara Jyothi.

Come ogni anno decine di migliaia di devoti maschi indù - alle signore in età fertile è vietato l'accesso al santuario del dio celibe, che diversamente potrebbe venir turbato dalla loro presenza - si riuniscono nei pressi della piccola città di Erumeli, per poi avviarsi verso il tempio del dio Ayappa lungo circa 50 km di disagiato percorso nella foresta. Ma questo antico pellegrinaggio ha anche un'altra particolarità, che mostra un raro esempio di armonia indo-musulmana: ogni fedele inizia infatti il suo pellegrinaggio verso Sabarimala con una fermata alla moschea di Erumeli. Il motivo risiede nella leggenda dell'amicizia tra un re musulmano e un dio indù. Non si conosce l'origine certamente non antichissima del connubio, ma i semplici narrano che il re Vavar e il divino Ayappa fossero un tempo acerrimi nemici e che dopo innumerevoli conflitti cominciarono a guardarsi con rispetto, finendo poi per diventare i più leali degli amici. Così, alla morte del sovrano, quando la moschea gli venne dedicata Ayappa ordinò che chiunque si inoltrasse verso il suo santuario chiedesse prima rispettoso permesso di passaggio per quelle terre al sovrano che le aveva a lungo e saggiamente governate.

Di fronte alla tomba-moschea del re, dunque, ancora oggi un'infinita fila di devoti attende ogni anno pacificamente il suo turno di ricevere la benedizione di re Vavar e potersi poi così avviare verso il santuario di Ayappa, dove verrà adorato tanto il dio quanto la apparizione della divina stella.

 
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