ANDHRA e TELANGANA PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Sud

L'ultima roccaforte dei Nababbi, e oggi la nuova frontiera del Hi Tech, sembra sarà presto divisa ufficialmente in Seemandhra e Telangana

L'Andhra Pradesh, Stato col quale vennero raggruppate nel 1956 le regioni del Telangana, del Coastal e del Rayalseema, difficilmente rientra nei viaggi organizzati occidentali, non presentando nessuna di quelle spettacolarità immediate richieste dai brevi viaggi all-inclusive, ma merita in realtà attenzione, perchè offre una cultura, una lingua e delle tradizioni artistiche specifiche che lo differenziano dagli altri Stati indiani. Arrivando dal Nord, si incontra infatti qui il primo Stato a maggioranza dravidica del Paese. Con questo termine si indicano le lingue e le popolazione pre-arya, e dunque considerate autoctone. Anche la grafia è decisamente diversa rispetto al Devanagari e la lingua, il Telugu, è molto musicale e aperta. Fu lungamente un principato indipendente e ricchissimo, grazie anche al tesoro che si nasconde tra le sue rocce dalle forme curiose: le pietre preziose, specialmente diamanti leggendari.

Charminar, HyderabadNell'area si sono succedute diverse dinastie, ma fu durante la dominazione dei Chalukias, dal VII° all' XI° secolo, che la cultura telugu raggiunse il suo apice. A partire dal XVI° secolo la regione entrò nell'orbita della dominazione musulmana e come tale assunse una indipendenza che durò fino al 1947 e alla quale l'allora ricchissimo Nizam non aveva nessuna intenzione di rinunciare. La capitale dello Stato è Hyderabad, con la gemella Secunderbad dalla quale è divisa dal fiume Musi; questa grande città è situata in posizione strategica, tra le bizzarre forme che le colline granitiche danno all'orizzonte, ed è considerata l' anello di congiunzione tra i quattro punti cardinali del Paese. Ha un aspetto prevalentemente musulmano, con una moschea del 1600 che può ospitare fino a 10.000 fedeli, tombe-mausoleo della dinastia Qutb Shahi ed altri monumenti dell'epoca, ma ospita anche uno dei più spettacolari templi indù moderni, il Birla Mandir.

I bastioni del possente forte di Golconda fanno da sfondo sulle colline che affiancano la città. Questa cittadella fortificata, ricca di palazzi e templi abitati da miriadi di pipistrelli, è meta privilegiata delle gite del fine settimana. Fu il cuore dell'antica capitale della dinastia Qutb Shahi, ma le sue origini risalgono al XII secolo. Il centro antico di Hyderabad ruota invece intorno al possente Charminar, un arco di trionfo con 4 minareti, come indica il nome, e nella zona antica si percepisce l'abbondante popolazione musulmana di questa città; molte sono le donne velate che mercanteggiano tra le botteghe del bazaar animatissimo, il celebre Lad bazaar, il mercato dei braccialetti. In nessun altro luogo forse potreste vedere tanta bigiotteria riunita.

Hussain SagarSe avete tempo potete visitare anche, alle porte della città, il Falaknuma Palace, una specie di Versailles indiana costruita nell' 800 per i sovrani locali da un architetto italiano. Una spettacolare stravaganza lussuosissima, che mischia vari stili architettonici e d'arredo e che sta per diventare uno degli Hotel più esclusivi del Paese. Ma è la sera, lungo le sponde del lago Hussain Sagar, con al centro una colossale statua di Buddha, che si riversa la nuova generazione di tecnici benestanti e occidentalizzati, tra locali alla moda e terrazze di quella che oggi è chiamata Cyberabad. Dalla fine degli Anni '90, infatti, questa città un tempo sonnacchiosa è diventata un polo per l' industria tecnologica. Bill Gates realizzò qui uno dei maggiori centri di ricerca di Microsoft al di fuori degli Stati Uniti e poi lo seguirono decine di multinazionali.

Forte di WarangalOggi è sorta una Hi Tech City dove le biotecnologie studiate e prodotte competono con quelle dei migliori centri mondiali. Hyderabad è dunque oggi una città protesa verso il futuro, come già appare a New Oroville: una cittadella informatica dove i giovani ingegneri progettano, studiano, vivono e si divertono in un ambiente che sembra uscito da Star Trek. Il traguardo che sembrava impossibile, cioè eguagliare la fama di città tecnologica di Bangalore, nel Karnataka, è già stato raggiunto, e oggi Hyderabad sembra volerla addirittura superare.

A  circa 150 Km. Nord Est dalla capitale si trova Warangal, una antica città menzionata da Marco Polo ne Il Milione; oggi è una città moderna di scarso interesse, ma le rovine della sua triplice cinta muraria, dei suoi templi, alcuni ancora in uso, e la planimetria originaria della città sono di grande valore storico e artistico. Così come il complesso del tempio di Ramappa, a Palampet, a circa 70 Km da Warangal. Nel distretto di Nalgonda, invece, a 50 Km a Sud di Hyderabad, tra verdi campi e colline si trova la città dei tessitori, Pochampally, rinomatissimo centro di produzione di meravigliosi sari e tessuti Ikat; fondata nei primi Anni 50 su terreni donati al popolo dai precedenti Zamindar, i tradizionali proprietari terrieri, grazie all'azione del movimento Bhoodan, la cittadina è considerata ancora oggi un modello socioeconomico a livello nazionale.

VizagPer sperimentare la religiosità indiana non mancate una visita a Tirupati, nel Sud dello stato. Sulla settima cima di una zona collinosa, a circa 800 m. si erge il tempio dedicato a Venkateshwara (Vishnu), uno dei principali luoghi di devozione indù e che attira milioni di pellegrini all'anno. Li riconoscerete per l'usanza di offrire le chiome alla divinità. Se vedete in Andhra una donna con i capelli rasati, saprete perchè; e se vi farete applicare in Europa delle extension naturali per allungare la vostra capigliatura, è piuttosto probabile che quelle ciocche - che pagherete a caro prezzo - siano state gratuitamente donate da una devota hindu. Questo tempio pare sia il più visitato al mondo e, di conseguenza, il suo tesoro il più ricco. Aria di smobilitazione invece a Puttaparthi, ormai, un tempo regno di Sai Baba e oggi in forte crisi economica.

Se risalite la costa verso Nord, potrete fermarvi a Vijayawada, sul delta del fiume  Krishna, in un lussureggiante paesaggio tropicale, tra risaie e palme. Da questa città, considerata anticamente il cuore culturale dello Stato, potreste visitare la zona di Rajahmundry e le colline del Gath orientale. Il fiume Godavari le attraversa allargandosi in una serie di bellissimi laghi in un paesaggio quasi scozzese. Se invece vi spostate  verso Ovest, vale Prashanti Nilayam, Puttaparthila pena di visitare il sito archeologico di Nagarjunakonda, ove visse e propagò la sua dottrina il saggio buddhista Nagarjuna nel II° sec a.C. Quando negli anni '60 un' immensa diga venne costruita sul fiume Krishna, la zona venne inondata e si dovette trasportare e ricostruire, pietra su pietra, l'intero complesso su di un'altura. Oggi il sito si raggiunge con battelli un po' improbabili, ma ne vale la pena. Il luogo offre monasteri, stupa, altari sacrificali ed un ottimo museo. Già che siete in zona potete anche visitare il parco naturale di Srisailam, dove pantere, tigri, lupi, scoiattoli giganti, coccodrilli, pitoni e pangolini movimenteranno il vostro picnic.

Ancora tutte da scoprire le spiagge che costellano i quasi 1000 Km di costa di questo Stato: la bella Bheemunipatnam Beach o Bheemli, un antico insediamento olandese, la infinita Ramakrishna Beach a Vishakhaptnam, comunemente chiamata Vizag, seconda città dello Stato dalla vivibilità però difficile, pare, importante città industriale e portuale; o Manginapudi Beach, vicina a Machilipatnam, antico porto commerciale, Mypad Beach a 25 Km da NelloreRishikonda Beach, attrezzatissima per gli appassionati degli sport acquatici.Banjaras, in Andhra chiamati Lambadis Ricco di storia, di ricordi buddhisti e di belle spiagge, anche il distretto di SriKakulam, chiamato il piccolo Kerala per la sua ricchissima vegetazione e dove si trova anche Ponduru, cittadina nota per l'eccellenza dei suoi tessuti khadi, lavorati interamente a mano a partire dal filato, e che Gandhi ordinava proprio qui.

Un'altra caratteristica dell'Andhra Pradesh è la grande diffusione di Adivasis, e tribù semi nomadi, i più vistosi dei quali sono senz'altro i Lambadis, altrove chiamati Banjaras. Sono di antica origine Rajasthana e le donne indossano costumi multicolori e pesantissimi ornamenti d'argento. Non avrete difficoltà a riconoscere in questo popolo straordinariamente allegro, indisciplinato, abilissimo nelle danze e nella musica, alcuni tra gli ormai lontanissimi cugini dei nostri Rom, Sinti e Gitanos.

 

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