Ambubachi Mela, la fertilità della Dea PDF Stampa E-mail
Calendario e festività - Le feste principali

La più importante celebrazione dell'Ambubachi, che onora il Principio Femminile, si svolge ogni anno a metà Giugno presso il tempio dedicato a Kamakhya Devi, sulla collina Nilachal a Guwahati, in Assam

Il culto della Dea Madre è antico quanto le civiltà, anzi, con ogni probabilità le ha precedute; il mito della cabala ebraica di Lilith, prima moglie di Adamo, la vedica Aditi, madre degli dei o la Venere di Willendorf, coi suoi fianchi gravidi e i seni prominenti, sono tutte manifestazioni della fascinazione dimostrata dall'umanità per il mistero rappresentato dal concepimento, dalla gestazione e dalla nascita e, per estensione, dall'essenza femminile in sè.

Oggi il culto della Dea Madre, l'energia primordiale femminile chiamata Kali, Durga, Sati o Bhagawati e in molti modi ancora, tutti aspetti di Shakti, sta rifiorendo prepotentemente nel Sud e nell'Est dell'India, dove i santuari a lei dedicati punteggiano campagne e città, ma nell'antico tempio di Kamakhya Devi, a Guwahati, l'energia irradiata dalla fede durante le celebrazioni diventa quasi palpabile. Secondo il mito, questo è il luogo esatto dove cadde il sesso di Sati, mentre Shiva disperato ne portava in giro per l'universo il corpo bruciato. Kamakhya è il tempio principale in un complesso che ne comprende altri minori, dedicati a vari aspetti della Dea Madre, quali Bhuvaneshvari, Bagalamukhi, Chinnamasta, Tripura Sundari e Tara, ed è qui che durante i quattro giorni del festival Ambubachi, celebrato verso fine Giugno, i fedeli si ammassano a decine di migliaia, in tende e ripari improvvisati sui fianchi della collina. L'ultimo giorno - nel 2015 dal 22Giugno - il santuario è visitato dalla massima concentrazione di devoti di Shakti del Paese.

Il nome della festività è già di per sè suggestivo: è formato dal sanscrito Ambu, acqua, e Bachi, fioritura, e si riferisce al ciclo biologico della Dea, al quale la festa è dedicata. All'interno del santuario principale del tempio la dea è adorata sotto forma di una yoni - sesso femminile - attorno alla quale scorre un rivolo d'acqua proveniente da una sorgente sotterranea.

I templi dedicati a Shakti sono il cuore del Tantrismo e quindi i Sadhus sono qui onnipresenti, particolarmente i Naga e gli Aghora, impegnati in forme estreme di autoannullamento, meditazione, yoga o in riti propiziatori che, assicurano, daranno prole alle coppie sterili, risolveranno ogni problema sessuale o faranno sì che un nemico indicato dal fedele sia reso innocuo.

Qui ci si veste prevalentemente in vermiglio, con le fronti segnate in porpora e il sangue dei sacrifici animali offerti alla dea scorre e tinge anche l'acqua di rosso: l'intero santuario è dominato dal colore rosso, mentre la folla salmodia Prithibi Rajashala Hoi, Madre Terra è mestruata. Durante i primi tre giorni della festa, le porte del tempio rimangono quindi chiuse, la dea è considerata impura e non le vengono offerti riti. Con precisione quasi sovrannaturale, in quei tre giorni invariabilmente piove. Poi la Dea Madre, o Madre Terra, è lo stesso, viene lavata e purificata dai riti appropriati e finalmente si aprono le porte del tempio, affinchè i fedeli possano rivolgerle le loro preghiere e i loro voti.

Quando i fedeli lasciano il santuario, portano con sè delle strisce di tessuto rosso: secondo la credenza, si tratta di brandelli dell' angavastra, sorta di stola utilizzata per riparare il sesso della dea durante il suo ciclo, ed è dunque tinto col suo sangue mestruale. 

 
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