Bhopal 1984 PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia
Martedì 08 Luglio 2008 00:36

Poco dopo la mezzanotte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, una fuga di gas tossici dall'impianto della Union Carbide uccise all'istante tremila persone e circa 25mila nell'anno che seguì. Tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli orrori. E bambini deformi ne pagano ancora il prezzo

Bhopal, nelle straordinarie e terribili foto di Raghu RayCentinaia di tonnellate di rifiuti sono ancora qui, dentro a un deposito col tetto di lamiera, dove sorgeva la fabbrica di pesticidi della Union Carbide a Bhopal, Madhya Pradesh. È passato un quarto di secolo da quando la fuoriuscita di un gas velenoso uccise migliaia di persone e trasformò questa antica città nel simbolo delle catastrofi industriali. Le scorie tossiche devono ancora essere portate via.

Nessuno ha studiato fino a che punto, negli oltre vent' anni in cui sono rimaste qui, abbiano contaminato l'acqua e il suolo. Ci sono stati solo i saltuari controlli di un ente governativo per la difesa dell' ambiente, da cui è emersa la presenza nei pozzi d' acqua di concentrazioni di pesticidi di gran lunga superiori ai livelli consentiti. Nessuno si è preoccupato neanche di dare una risposta ai timori delle persone che hanno bevuto quell'acqua e coltivato orti su quei terreni. A loro ora si affianca la seconda generazione delle vittime di Bhopal: quei figli affetti da malattie congenite come palatoschisi e ritardi mentali. Perché c'è voluto tanto tempo per affrontare il disastro? 

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