Bhimrao Ambedkar 1891-1956 PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità

BR Ambedkar nacque il 14 Aprile 1891 nell'odierno Madhya Pradesh, 14° e ultimo figlio di un'umile famiglia e morì il 6 Dicembre 1956 come il primo e il piu' grande leader degli Intoccabili dell'India intera.

BR AmbedkarNonostante l'appartenenza della famiglia di Ambedkar alla moltitudine degli Intoccabili, il padre, sottufficiale dell'esercito in Maharashtra, aveva acquisito una certa istruzione sia in Inglese sia in Maharati e fu lui stesso ad istruire i figli e a spingere il più piccolo, Bhimrao Ramji, allo studio. Questi causò sensazione nell'India del Raj britannico quando, nel 1907, superò gli esami di ammissione all'Università di Bombay, laureandosi nel 1912 in Scienze Politiche ed Economiche.

Nel 1905 il ragazzo, secondo tradizione, aveva sposato una bimba di nove anni, Ramabai, che doveva dargli 5 figli di cui solo uno sopravvisse, e che lo lascerà vedovo nel 1938. Si risposerà in seguito civilmente. Bhimrao proseguì quindi gli studi grazie al patrocinio dell'allora Maharaja di Baroda, ottenendo il Ph.D in Economia presso la Columbia University di New York, l'abilitazione alla professione di Avvocato presso la London School of Economics e, nel 1923, una seconda laurea in Economia all'Università di Bonn.

Rientrato in patria come uno degli uomini più preparati del Paese, si scontrò però con la realtà tradizionale che lo emarginava per nascita, subendo ogni tipo di affronto e di ostracismo. La battaglia affinchè i fuoricasta potessero abbeverarsi liberamente ai pozzi e alle fontane pubbliche lo impegnò per dieci anni ma ne ebbe ragione, mentre nulla potè contro il divieto di accesso ai luoghi di culto. Il rogo rituale a cui sottopose i volumi del Codice di Manu, provoco' violente reazioni degli Induisti osservanti; presto Ambedkar si autodefinì, non senza ragioni, l'uomo piu' odiato in India.  

Parallelamente all'attività accademica e scientifica e, anzi, anche attraverso di essa, Ambedkar non aveva infatti mai cessato di occuparsi delle questioni attinenti alla vita sociale, religiosa e politica dell'India. Come molti rappresentanti di comunità minoritarie o socialmente subordinate, Ambedkar concepiva il progresso della comunità per la quale si era impegnato in termini di partecipazione alla vita dello Stato. Questo, infatti, col suo carattere laico, egalitario e impersonale, offriva a ciascun singolo o comunità l'opportunità di sottrarsi alla dimensione tradizionale del potere, della legittimazione sacrale e del prestigio sociale, e affermare la propria identità secondo nuove categorie.

Nella dialettica politica che ne seguiva, i leader fortemente legati alle minoranze religiose ed etniche (musulmani, anglo-indiani, ecc.) cercavano sovente l'appoggio degli Inglesi, i quali da parte loro ne accoglievano prontamente le rivendicazioni, poiché vedevano in loro, e nella loro fondamentale lealtà all'impero, un prezioso alleato nella lotta contro il movimento nazionalista, guidato per lo più da rappresentanti delle nuove élite urbane occidentalizzate. Secondo il principio del divide et impera, i dominatori britannici miravano infatti a moltiplicare il numero dei propri interlocutori al fine di frammentare il fronte nemico e indebolirlo dall'interno.

Ambedkar operò attivamente come membro del Consiglio Legislativo di Bombay, nel Consiglio di Difesa durante la Seconda Guerra mondiale e come Ministro del Lavoro negli anni immediatamente successivi. Le battaglie che condusse in quegli anni si conclusero fra l'altro con l'assegnazione alle caste basse del 6% dei posti di lavoro nel governo centrale, la creazione di agenzie di collocamento collegate a centri di addestramento tecnico, l'adozione di misure di sostegno agli studenti fuoricasta desiderosi di studiare all'estero, l'introduzione del principio di concertazione nella risoluzione delle controversie industriali e l'indicazione per legge di uno stipendio minimo per i lavoratori dipendenti. Ambedkar fondò inoltre la People's Education Society e il Siddhartha College of Arts and Science a Bombay. Fu egli stesso docente presso il Sydhenham College of Commerce e per alcuni anni diresse il Government Law College, sempre a Bombay.

La sua campagna per la creazione di elettorati separati fra indù di casta alta e intoccabili lo pose però in aperto contrasto con Gandhi. Quest'ultimo infatti concepiva il problema dell'intoccabilità in chiave sociale, piuttosto che politica, e riteneva che fosse compito di tutti gli Hindu, soprattutto di quelli di casta superiore, liberare l'Induismo da questa inumana tradizione anzitutto purificando le proprie coscienze. Questa riforma interiore, a suo avviso, avrebbe ulteriormente unificato e rafforzato la società indiana. Ambedkar, invece, basandosi sulle brucianti esperienze personali, era convinto che l'intoccabilità fosse inestirpabile dalla mentalità induista. L'unica possibilità di redenzione per quelli che il Mahatma chiamava Harijan (figli di Dio, un epiteto che Ambedkar trovava offensivo) era perciò l'eliminazione radicale del sistema castale e l'instaurazione di una società egalitaria. 

A Londra, nel 1932, Ambedkar aveva chiesto e ottenuto la concessione di elettorati separati per i fuoricasta a garanzia della loro attiva partecipazione al mondo politico, mediante la quale poter rivendicare in prima persona i propri diritti. Gandhi considerava invece una simile misura come una catastrofe, che avrebbe istituzionalizzato e reso permanente quella divisione interna alla società indiana. A causa di ciò Gandhi decise, nel settembre di quell'anno mentre si trovava nella prigione di Yeravda in seguito alle agitazioni del movimento di Disobbedienza Civile, di intraprendere un digiuno fino alla morte. Già debole e malato, il Mahatma giunse ben presto a un passo dal tracollo; mentre l'intera nazione era in apprensione, attorno alla branda di Gandhi si radunarono leader politici moderati e rappresentanti della cosiddetta ortodossia hindu nel tentativo di trovare un accordo. Ma Ambedkar pareva irremovibile sulla questione.

Al sesto giorno di digiuno si escogitò una formula secondo la quale gli intoccabili avrebbero scelto i propri candidati attraverso elezioni primarie, e fruìto in seguito di un consistente numero di seggi riservati nei consigli legislativi, mentre il resto dell'elettorato induista sarebbe rimasto unito. Attorno a questo schema si riuscì a ottenere il consenso di tutte le parti interessate, venne firmato il cosiddetto Patto di Pune, e infine Gandhi interruppe il digiuno. Chiamato da Jawaharlal Nehru a far parte del governo interinale nel 1946, e quindi del primo governo dell'India indipendente in qualità di Ministro della Giustizia, Ambedkar tentò di portare avanti la sua battaglia proponendo fra l'altro una riforma del Codice Civile. Tale misura avrebbe definitivamente messo al sicuro della legge individui e classi tradizionalmente emarginati o svantaggiati, ad esempio riconoscendo la piena titolarità delle donne nella proprietà, nella gestione e nell'eredità del patrimonio.

Questa fondamentale riforma della società induista, che naturalmente avrebbe avuto un forte impatto anche sul problema dell'intoccabilità, fu osteggiata da alcuni colleghi di gabinetto, e venne quindi momentaneamente accantonata. Nel 1951 Ambedkar introdusse la legge sulla rappresentanza popolare, che stabiliva i requisiti necessari a esercitare il diritto di voto (universale), e le procedure da seguire nel corso delle elezioni. Fu questo l'ultimo importante contributo di Ambedkar alla vita istituzionale indiana. Ma uno dei momenti chiave della sua battaglia fu per Ambedkar la partecipazione all'Assemblea Costituente, subito dopo la conquista dell'indipendenza nell'agosto 1947. Ambedkar fu posto alla presidenza del comitato incaricato di redigere il testo della Costituzione indiana (pubblicata in prima stesura nel febbraio 1948, approvata definitivamente nel novembre 1949, ed entrata in vigore nella sua interezza il 26 gennaio 1950).

Negli ultimi anni di vita, Ambedkar si dedicò principalmente alla ridefinizione dell'identità dei fuoricasta dal punto di vista sociale e religioso. L'impegno istituzionale aveva segnato alcune vittorie di principio e aperto la strada a futuri sviluppi; rimanevano da raggiungere altri traguardi, soprattutto a livello di rapporti fra le comunità. Ambedkar era ancora convinto che il fenomeno dell'intoccabilità fosse intimamente connesso alle strutture sociali e alla visione religiosa proprie del mondo induista, e per questo giunse a individuare la soluzione di tale problema nella conversione al buddhismo: dopo la politica, la religione era la seconda via possibile per uscire dall'induismo. Per propagare queste idee tenne numerose conferenze, in India e nei Paesi limitrofi, diresse alcune riviste e fondò, nel 1955, la Bhartiya Buddha Mahasabha, la Associazione Buddhista Indiana. Nell'Ottobre 1956, a due mesi dalla morte, Ambedkar organizzò una cerimonia di conversione di massa al Buddhismo a Nagpur, durante la quale pronunciò la celebre frase: Io non morirò da indù, e nell'occasione impartì la diksha (iniziazione) a centinaia di suoi seguaci.

Ciò che questo gigante della storia indiana si sforzò di impersonare fu un nuovo modello di indianità, apprezzato e condiviso all'epoca forse più dalle élite modernizzate che dalle caste basse, a quel tempo ancora impreparate e condizionate culturalmente per apprezzarne il messaggio. Ma il suo esempio ha senza dubbio ispirato e guidato le generazioni venute in seguito: molti dei movimenti sociali e di rivendicazione politica avviati dalle caste basse negli ultimi decenni si richiamano apertamente ad Ambedkar e sembrano indicare che l'eredità di Babasahib, come veniva e viene chiamato con deferenza, abbia infine prodotto i suoi frutti su larga scala.

A pochi mesi dalla sua morte, gli Intoccabili convertiti al Buddhismo erano già circa 750.000; la sua data di nascita, il 14 Aprile, è oggi festa nazionale e poche sono le case e le organizzazioni di Fuori Casta che non ostentino orgogliosamente una foto di BR Ambedkar, riverita e celebrata come la più sacra delle immagini religiose.

 

Fonte : Jura Gentium

Ambedkar. org (inglese) testi foto e attualita' del movimento 

 

Il Dottore e il Santo, secondo Arundathi Roy

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!