Jawaharlal Nehru 1889-1964 PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità

"Tanto tempo fa abbiamo preso un appuntamento con il destino... allo scoccare della mezzanotte, mentre il mondo sarà immerso nel sonno, l'India si sveglierà alla vita e alla libertà" Discorso di Nehru la notte tra il 14 e il 15 Agosto 1947

Jawaharlal Nehru nacque il 14 Novembre del 1889 ad Allahabad, nell'Uttar Pradesh, da una famiglia di stirpe Kashmira e appartenente alla casta brahmina Saraswat, una famiglia altolocata e fortemente occidentalizzata che comprendeva il padre Motilal Nehru, avvocato e leader politico del Partito del Congresso, di cui divenne anche presidente, la madre Swaroop Rani e tre sorelle minori di Jawaharlal.

Dopo l'educazione primaria ottenuta nelle migliori scuole indiane dell'epoca, Jawaharlal si trasferì in Inghilterra, dove completò gli studi in Giurisprudenza presso il Trinity College, Cambridge e Inner Temple, con l'intenzione si seguire le orme paterne in politica. Nel 1916 sposò, secondo le decisioni e gli accordi familiari, Kamala Nehru, allora 17enne, figlia di un'altra famiglia di origini kashmire ma residente a Delhi. Morirà giovane lasciandogli una unica figlia, Indira.

Nerhu e Kamala, foto di nozze

Ma una volta entrato a sua volta a far parte del Partito del Congresso, il giovane Jawaharlal non seguì le idee moderate e liberali del padre: si avvicinò istantaneamente alle attive, seppur pacifiche, azioni di disobbedienza civile messe in atto da un altro giovane ex-avvocato: Mohandas Karamchand Gandhi. E Gandhi stesso vide subito nel giovane Nehru la promessa per una futura leadership politica indiana.

La famiglia Nehru, profondamente colpita dalla personalità del futuro Mahatma, trasformò il proprio stile di vita secondo gli insegnamenti gandhiani: banditi gli abiti di foggia occidentale e di tessuto straniero, banditi i lussi e il superfluo, la loro casa di Allahabad divenne il centro del movimento indipendentista indiano. Il primo arresto arrivò per Jawaharlal con la sua partecipazione al movimento di non-cooperazione del 1920-22. Solo qualche mese di reclusione. Dopo il 1922, il Partito del Congresso subì una temporanea scissione, con la formazione del partito Swaraj guidato da Motilal Nehru e da Chittaranjan Das. Jawaharlal non seguì il padre: restò saldamente accanto a Gandhi all'interno del Congress e lo stesso Gandhi, uscito di prigione nel 1924, riuscì poi a ricompattare sotto la presidenza di Motilal Nehru il Congress e a scongiurarne le divisioni interne. Sempre nel 1924, Jawahrlal Nehru venne eletto Presidente della Corporazione Municipale di Allahabad, una sorta di sindaco, carica istituita all'epoca per le grandi città indiane sotto il Raj britannico.

La marcia del sale di Dandi, Con Gandhi

Fu questa esperienza, pur significativa ma esclusivamente amministrativa, l'unica che il Pandit, maestro, Nehru ebbe di governo prima di assumere nel 1947 la carica di Primo Ministro dell'Unione indiana. Dal 1926 al 1928 Nehru occupò la carica di Segretario generale dell'All India Congress Committee, l'assemblea dei delegati del partito provenienti dai vari Stati indiani, compiendo un ulteriore passo verso la guida del partito. Si trovò così ad essere leader di una nuova generazione di delegati dalle idee radicali, per l'epoca: Nehru stesso si era infatti avvicinato al socialismo in Inghilterra e in Europa, aveva seguito tanto le lotte irlandesi quanto la rivoluzione russa ed era stato tra le prime figure politiche indiane ad abbracciare il sogno di una completa indipendenza indiana dall'Impero britannico. Nemmeno Gandhi aveva osato tanto, in principio, ma le idee di Nehru ebbero immediato seguito all'interno dell'assemblea. Durante il congresso generale del partito del 1929, Gandhi dunque propose, sostenne e ottenne la sua elezione a presidente: forte della nuova carica,  il 26 gennaio del 1930 Nehru simbolicamente dichiarò a Lahore, attuale Pakistan, l'indipendenza indiana, innalzandone per la prima volta la bandiera sul fiume Ravi di fronte a una folla enorme.   

Fu immediatamente arrestato, ma la scintilla della rivolta era ormai scoccata: milioni di indiani cominciarono a partecipare a manifestazioni di protesta pacifica in tutto il Raj e Nehru, rilasciato, venne nuovamente fermato durante la gandhiana Marcia del sale di Dandi. Nehru cercava nel frattempo di orientare le politiche del partito verso il socialismo, come futura base del governo del Paese; osteggiato da Gandhi e da altri leader, acconsentì a mantenere in seguito come priorità esclusiva del Congress l'indipendenza del Paese, senza ulteriori distinzioni politiche. Ma con lo scoppiare della Seconda Guerra mondiale, nuove discrepanze comparvero fra le varie correnti di partito: Nehru propendeva per offrire l'appoggio ufficiale del Congress allo sforzo bellico dell'Inghilterra, a cambio di riforme immediate e dell'indipendenza al termine del conflitto, mentre Gandhi, pur orrorizzato dal nazifascismo, considerava improponibile appoggiare una guerra contro le occupazioni tedesche, essendo l'India stessa occupata dagli Inglesi, che comunque seguitavano a disattendere o procrastinare all'infinito ogni impegno a favore dell'autodeterminazione degli Indiani, mentre le truppe indiane combattevano e morivano in tutto il mondo a fianco degli Alleati. Gandhi chiamò allora il popolo nuovamente alla rivolta: col movimento Quit India, lasciate l'India, lanciato il 13 Agosto del 1942, si scatenò in tutto il Paese un'impressionante serie di scioperi, boicottaggi, dimissioni e manifestazioni, che costarono l'arresto di centinaia di migliaia di indiani e la morte di altre migliaia. Nehru venne imprigionato per 32 mesi, e rilasciato sul finire della Guerra.

Rieletto presidente del partito nel 1946, lo guidò nelle elezioni che si tennero nello stesso anno e che videro la All India Muslim League, guidata da Muhammad Alì Jinnah, assurgere a principale formazione politica d'opposizione. Chiedeva questa uno Stato separato per la minoranza musulmana, timorosa di vedersi ridurre a cittadini di Serie B all'indomani dell'ormai ineluttabile indipendenza, progetto avversato da Gandhi ma caldamente sostenuto invece dai Britannici. Jinnah proclamò allora una giornata di protesta in favore dello Stato musulmano, Direct Action Day, il 16 Agosto del 1946, che sfociò in terribili disordini. Nell'impossibilità di un accordo tra le due coalizioni e per scongiurare una guerra civile di fatto già in atto, Nehru acconsentì infine ad accogliere il piano di separazione stilato a tavolino dall'ultimo Vicerè britannico, Lord Mountbatten, che prevedeva la costituzione di un unico Stato islamico nelle regioni dove già questa popolazione era maggioritaria, separate però dall'immensa piana gangetica: gli odierni Pakistan e Bangladesh. Il prezzo prima umano e poi politico dell'attuazione di un simile piano fu immenso: gli orrori e le conseguenze della Partition dovevano marcare nei decenni a venire e fino a oggi l'intera area geografica.

Il 15 Agosto del 1947 l'India divenne finalmente uno Stato indipendente e Jawaharlal Nehru, a 58 anni, il primo Primo Ministro della Repubblica indiana. Mantenne la carica fino al 27 Maggio del 1964, data della sua morte, ma in realtà si trattò quasi permanentemente di un governo a due, nel quale il potentissimo ministro degli Interni, Sardar Vallabhbhai Patel, aveva lo stesso peso nelle decisioni spesso contrastate tra i due e per le quali, pur restando formalmente ai margini, agì da arbitro fino alla sua morte Gandhi. Le prime sfide furono epocali: la questione dei profughi provenienti dall'ugualmente neonato Pakistan, Orientale e Occidentale e l'invasione pakistana del Kashmir. Poi l'assassinio di Gandhi, nel 1948. Nel 1949 era stata varata la Costituzione indiana che entrò in vigore l'anno seguente. E la questione del principato di Hyderabad, attuale Andhra Pradesh, che non aveva accettato l'annessione, la presenza portoghese nei territori di Goa, quella francese a Pondicherry, l'invasione cinese del Tibet, del 1950, e poi la morte di Patel, lo stesso anno.

indira gandhi coi figliNehru fu uno dei fondatori dell'associazione dei Paesi Non allineati, ma sostanzialmente la sua politica estera fu giudicata a posteriori eccessivamente neutrale e titubante. L'aggressione subita dalla Cina nel 1962 lo indusse in seguito a rivolgersi anche ai Paesi occidentali e a recedere dalle sue posizioni neutraliste; le enormi sfide che affrontava la giovane democrazia indiana e le condizioni di miseria della maggioranza della sua enorme popolazione, che Nehru cercò di mitigare attraverso il perseguimento di un'economia di stampo socialistanon gli permisero di prendere posizioni nette in questioni che si rivelarono poi decisive per il futuro del Paese, mentre l'ortodossia religiosa osteggiava anche le riforme che il suo governo coraggiosamente promulgava: l'abolizione della discriminazione per casta, della dote matrimoniale, l'estensione dei diritti civili e legali alle donne, la campagna per la scolarizzazione, la creazione di Stati regionali in base alla lingua e all'etnia della popolazione dei vari territori, il tentativo di fare dell'Hindi la lingua ufficiale della nazione.

Due anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1964, sua figlia Indira prenderà le redini del gigante asiatico, per tenerle saldamente durante 15 anni. Alla sua morte, avvenuta per mano delle sue stesse guardie del corpo nel 1984, le successe il figlio Rajiv, che verrà anch'egli assassinato nel 1991, ed é oggi la sua vedova italiana, Sonia Maino Gandhi, a guidare il Partito del CongressoIl pronipote Rahul Gandhi, figlio di Sonia e Rajiv, entrato in Parlamento con le elezioni del 2004, si prepara a seguire le orme familiari e continuare la stirpe dell'ultima grande dinastia indiana.

L'anniversario della nascita di Jawaharlal Nehru, il 14 Novembre, è festeggiato in India ogni anno anche come Giornata del Bambino, per l'impegno che il Pandit profuse affinchè la scolarizzazione, l'alimentazione e la dignità di tutti i bimbi indiani, senza discriminazione alcuna di sesso, etnia, casta o religione, diventasse un diritto inalienabile e un dovere primario dell'intera nazione.

 
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