Playback: i cantanti di Bollywood PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Musica
Lunedì 22 Marzo 2010 09:23

I cantanti che prestano le loro voci agli attori sugli schermi indiani nei brani musicali godono da sempre di enorme prestigio e di un pubblico tutto loro che, con la globalizzazione, si va ampliando, come anche le soundtracks indiane, sempre più ricche di voci internazionali. 

Lata e AshaIl primo nome che viene subito in mente è quello della Voce del MillennioLata Mangeshkar, classe 1929, per la sua partecipazione a oltre un migliaio di film nei quali ha prestato la sua voce in una ventina di diverse lingue regionali e a tutte le eroine del cinema indiano dell'epoca d'oro, registrando circa 30mila brani e guadagnandosi, oltre al primato relativo nel libro dei Guinness per un ventennio consecutivo, anche il massimo riconoscimento civile indiano, il Bharat Ratna. Ugualmente celebre è sua sorella minore, Asha Bhosle, classe 1933, dalla voce estremamente versatile. Le due sorelle hanno dominato con le loro voci il cinema indiano a partire dagli Anni 40.

Ma ci sono stati casi anche di attori-cantanti, come fu quello di Kishore Kumar il quale, oltre a recitare come già suo fratello Ashok Kumar, si dedicò anche a comporre, produrre e cantare, dominando accanto a Mukesh (1923-1976), voce cantante di Raj Kapoor, e a Mohammed Rafi (1924-1980), leggendario interprete di un'idilliaca Età dell'Oro, il panorama vocale musicale indiano della sua epoca, che si concluse con la sua morte precoce, avvenuta nel 1987.

Ma il re del genere cantante-attore è considerato ancora Kundan Lal Saigal ( 1904-1947): il brano dell'ubriaco da lui interpretato nel Devdas del 1935, diretto da P.C. Barua, ebbe un enorme successo, diventando così popolare da convincere Tagore a lasciar cantare per la prima volta a lui, uno straniero originario dell'attuale Jammu, le canzoni composte dal Gurudeva in bengali.

Straordinaria ed indimenticata interprete-attrice femminile fu anche Begum Akhtar (1914-1974) per la quale fu coniato il titolo di Mallika-e-Ghazal, regina del ghazal. L'ultimo re del gazhal è stato invece Jagjit Singh (scomparso nel 2011, NdR), considerato, assieme alla moglie Chitra Singh, con la quale spesso duettava, il pioniere del ghazal moderno; all'attività di playback singer, Singh ha accompagnato sin dai primi Anni 80 anche una vasta discografia indipendente. A partire da quel decennio, nuove voci si sono imposte sugli schermi indiani, quali Alka Yagnik, cantante sin da bambina ma divenuta una vera star nel 1988 con la super hit Ek Do Teen dal film Tezaab, dove prestava la sua voce all'astro nascente Madhuri Dixit, per prestarla in seguito ad altre prime donne del cinema indiano come Rakhee, Hema Malini, Farida Jalal, Rekha, Kajol e Preity Zinta. Alisha Chinai ha dato invece voce al canto di Sridevi, Smita Patil, Madhuri Dixit, Mandakini, Juhi Chawla etc. affiancando all'attività di playback singer - celeberrima la sua Kajra Re dal film Bunty aur Babli, interpretata sullo schermo da Aishwarya Rai - anche la carriera di interprete pop. Un'altra celebre artista che si affacciò al panorama musicale indiano negli Anni 80 e che affianca alle partecipazioni cinematografiche quelle di interprete indipendente è Shubha Mudgal; formatasi nell'ambito della musica classica hindustani, Shubha ha spaziato in tutti i generi, componendo e interpretando colonne sonore per documentari, film hollywoodiani e serie tv. Il suo album Ali More Angana, del 1996, divenne un must dei club indiani così come oggi le sue melodie appartengono alle note compilation Buddha Bar.

Sonu Nigam, Shaan, KK, Sunudhi, Shreya Ghosal, K. S. Chithra, Kunal Ganjawala, Shafqat Amanat Khan... sono moltissimi coloro che danno oggi voce cantante agli attori indiani in produzioni che, negli ultimi anni, stanno affrontando cambiamenti notevoli anche in campo musicale, coinvolgendo sempre più spesso artisti internazionali. Diede il via al fenomeno la casa di produzione Yash Raj Films con Dhoom, nel quale la bella cantante tailandese Tata Young interpretava Dhoom Machale, brano principale del film che fece da traino e da fondamento per il grande successo di botteghino ottenuto dalla produzione. Forte del successo di Dhoom, la Yash Raj Films cercò il bis con Hum Tum, per la bella colonna sonora del quale coinvolse il produttore britannico Rishi Rich. Toccò poi all'hip hop americano, che si è fuso col Bhangra con Snoop Dogg in Singh is Kinng e all'australiana Kylie Minogue, che ha cantato e ballato Chiggy Wiggy con Abhishek Bachchan nel film Blue, fino ad ora il film indiano dal budget più alto mai investito. Lisbeth Scott ha fatto risuonare la sua voce in Lahore e Akon canterà nel prossimo, attesissimo film di fantascienza prodotto e interpretato da Shahrukh Khan: Ra.One

E' però questa una tendenza molto costosa, in quanto gli artisti indiani vengono invece generalmente pagati pochissimo dalle produzioni. Lo straordinario trio compositore-arrangiatore formato da Shankar, Ehsaan e Loy, per esempio, lavora in principio gratis, percependo poi i diritti sulle vendite delle opere, principalmente derivate oggi dai download delle suonerie dei loro temi, un business costantemente in crescita nell'India sempre più connessa via telefonia mobile. Ma i cantanti da playback traggono invece i loro guadagni quasi esclusivamente dai concerti dal vivo, sempre che riescano a farsi conoscere dal grande pubblico: la voce che cantò Jai Ho, premio Oscar 2009, era di Sukhwinder Singh, per esempio, ma il compositore del brano, il grande AR Rahman, non lo portò con sè a Los Angeles per problemi di visto, pare, interpretando così personalmente il brano alla cerimonia.

YoYo Honey Singh, Bollywood e le donne

 

 
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