Mc Kash e il Rap di protesta del Kashmir PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Musica
Martedì 30 Novembre 2010 12:15

Quando i ragazzi del Kashmir non tirano pietre per le strade, vanno a scuola, nelle caffetterie, ascoltano musica e la fanno anche. Nella affollata Lambert Lane di Lal Chowk a Srinagar, il 21enne Mc Kash si aggira tra i suoi coetanei fans.

 

Fino a pochi mesi fa si chiamava Roushan Illahi; nel 2007 ha cominciato a rappare per divertimento, con un gruppo di compagni di scuola alla Christian missionary Burn Hall School di Srinagar. Ma quando il lancio delle pietre è diventato in Kashmir un movimento di massa, una smorfia di rabbia si è stampata sul viso del giovane kashmiro. Ed è allora che le note di Mc Kash sono diventate importanti. Negli ultimi due mesi, la sua I Protest è stata scaricata oltre un migliaio di volte ed ascoltata molto di più. Perchè nonostante la barriera linguistica ed il genere, non certo familiare nella valle del Kashmir, il suo Rap anglofono, che parla del Kashimr, della resistenza della sua popolazione, della locale Intifada contro le forze militari del governo centrale indiano, ha riscontrato un notevole successo: "I protest/ Against the things you’ve done/ I protest/ For a mother who lost her son/ I protest/ I’ll throw stones and never run/ I protest/ Until my freedom has come" ( Io protesto/ contro ciò che avete fatto/ io protesto/per una madre che ha perso suo figlio/I protesto/lancerò pietre e non fuggirò mai/io protesto/fino a che la mia libertà arriverà)

Il suo pezzo si conclude con l'elenco dei nomi di 65 civili uccisi durante i recenti tumulti. " Loro sono i martiri che hanno ispirato la mia canzone e che voglio ricordare nel brano e nella nostra coscienza collettiva."

Mc Kash ha pubblicato sul sito ReverbNation altri 3 pezzi, dal settembre scorso: qui si trovano anche i brani di Renegade, MC Youngblood e The Revolutionary, altri giovani rappers kashmiri col pallino della politica: " Vogliamo sostenere il Movimento e contribuire ad esso con ogni mezzo possibile - dice The Revolutionary, aka Saqib Mohammad - e la musica è un mezzo."

Assieme alla fama locale, ottenuta grazie ai testi anti-India e pro-indipendenza, arrivano puntuali anche le ripercussioni ad essa connessa e la paura delle stesse. Shoaib Mohammad, aka Renegade, un rapper liceale di 17 anni, ha già rimosso tutti i suoi pezzi dal web, dopo il successo ottenuto con Jhelum is Bleeding. "E' probabile che gli abbiano fatto capire cosa significhi dire qui qualcosa contro lo Stato indiano", commenta uno che lo conosce.

I suoi timori sembrano confermati dall'improvvisa impossibilità di Mc Kash di trovare uno studio per registrare. Ultimamente si era servito degli studi di una Tv locale che glieli affittava all'uopo, ma ora anche questa possibilità gli viene negata. E mentre i novelli bardi kashmiri rappano tra i sibili delle pallottole e il suono di vetri infranti, il loro nome continua comunque a circolare di bocca in bocca e i loro pezzi viaggiano via web e bluetooth. Potrebbero raggiungere presto un pubblico ben più vasto.

 

Attenzione, il video contiene immagini violente che potrebbero urtare la vostra sensibilità.

 

 

Liberamente tratto e tradotto da Tehelka

 
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