I mudra PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - I riti

Il linguaggio simbolico delle mani nella danza, nell'iconografia sacra e nello yoga.

MudraLetteralmente i sigilli, i Mudra possono essere la firma dell'autore in ambito musicale o poetico - il nome del compositore inserito in una strofa del canto - gesti simbolici nell'iconografia sacra o, nella danza, un vero e proprio linguaggio dei gesti o semplice decorazione estetica; ma associati a specifici mantra e posture del corpo, Asanas, i Mudra divengono anche il mezzo per mettersi in contatto con le energie sottili del cosmo nelle pratiche yoga e renderle fisicamente più efficaci, mentre nei riti esoterici la parola Mudra indica una particolare gestualità delle dita, resa quasi impercettibile agli occhi dei presenti dalla rapidità d'esecuzione, e attraverso la quale l'officiante garantisce la piena efficacia del rito stesso evocandone le formule mnemonicamente apprese.

Nella produzione iconografica religiosa indiana i Mudra, uniti agli oggetti a volte impugnati dalle molte mani delle divinità, indicano le caratteristiche e le attitudini dell'aspetto divino rappresentato dall'idolo. Molto diffuso nell'iconografia buddhista è per esempio l'Abhaya Mudra, il gesto che indica Non temere: il braccio piegato e la mano aperta verso l'alto, spesso accompagnato dal braccio sinistro esteso verso il fedele e con la mano aperta nel Varada Mudra, verso il basso, che indica invece carità e compassione.

Il Dhyana Mudra, comune a Buddhismo, Jainismo e Induismo, è invece il Mudra della meditazione, dell'illuminazione spirituale, e può essere effettuato con una o con due mani: se compiuto con una mano sola, sarà la sinistra, considerata femminile, più docile e ubbidiente, posta aperta in grembo col palmo rivolto verso l'alto, mentre la mano destra, che compie la gran parte dei movimenti ed è quindi considerata generatrice di energia a dominanza maschile, può sorreggere nel frattempo un testo o una ciotola per l'elemosina, oppure sarà impegnata nel Bhumisparsha Mudra, che indica o tocca direttamente la terra con le dita, col dorso rivolto al fedele, chiamando questa a testimone della raggiunta illuminazione. Se invece viene eseguito con le due mani, questo Mudra vedrà la destra riposare sulla sinistra, sempre con i palmi rivolti entrambi verso l'alto.

Nelle pratiche yoga, si tiene in alta considerazione l'energia che fluisce nelle mani e in particolare nelle dita, che rappresentano i 5 elementi, i Pancha Tatva, come per esempio nel Tatva Yoga, che appunto si basa sull'equilibrio di questi: il pollice è Agni, fuoco, l'indice è Vayu, aria, il medio è Akash, etere, l'anulare è Prithvi, terra e il mignolo è Jal, acqua. In altre scuole, le dita rappresentano invece vari aspetti della personalità e delle passioni; uno dei Mudra principali e più conosciuti è allora lo Jnana Mudra, detto anche Gyan Mudra, che secondo la tradizione svilupperebbe l'intelletto e la memoria, oltre a proporzionare serenità interiore. La scienza della cura della salute anche attraverso i Mudra, è poi una branca specifica dello Hata Yoga, che si focalizza sulla regolazione del normale fluire delle energie vitali. Qualunque ostruzione o irregolarità nel flusso di queste viene quindi considerata la causa principale di malattie o disordini e anche in questo caso Mudra differenti ne favorirebbero il riequilibrio: l'Apaan Mudra, per esempio, che si esegue unendo la punta del pollice a quelle del medio e dell'anulare mantenendo dritte e rilassate le altre, è considerato efficace nella cura delle vie respiratorie e dei reni, in quanto favorirebbe l'eliminazione di tossine e impurità.

Nella danza classica indiana, BharataNatyam, così come nelle rappresentazione di teatro Kathakali, i gesti delle mani vengono utilizzati principalmente per mimare il significato del testo cantato/narrato o per puro ornamento estetico, Nritta Hasta. L'antico trattato NatyaShastra, attribuito a Bharata Muni, datato tra il II secolo a.C e il II d.C. che si occupa di danza, musica, drammaturgia etc. ne elenca una lunga serie con i relativi significati, ma nel corso dei secoli molti altri Mudra sono stati aggiunti, apportati dalle diverse scuole e dagli stili personali. Questi possono essere eseguiti con entrambe le mani contemporaneamente, Samyuta Hasta, o con una sola, Asamyuta Hasta. E' probabile che il NatyaShastra si rifacesse a sua volta, per quanto riguarda Mudra e Abhinaya in generale, cioè le tecniche teatrali che includono anche espressioni e movimenti facciali e degli occhi, all'Abinaya Darpana, attribuito al saggio Nandikesvara, ma quasi certamente compilato a più mani nel corso di un arco temporale molto vasto. Testo altrettanto interessante in questo campo è il Nrtyavinoda di Manasollasa, composto in Karnataka nel XII secolo, che ancora analizza tutti i movimenti della danza, delle espressioni mimiche, dei mudra e dei movimenti della testa, menzionando molte espressioni non descritte nei testi precedenti e specifici dell'arte teatrale locale.

 



 
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