Sachin Tendulkar PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Domenica 20 Marzo 2011 13:13

Forse la personalità vivente più nota in India, Sachin Tendulkar è un geniale giocatore di Cricket, tra i più grandi battitori di tutti i tempi.

Aggiornamento dell'11 Ottobre 2013 : dopo 24 anni di carreriera, Dio annuncia il suo ritiro. Giocherà il suo 200° e ultimo test match il 14 Novembre al Wankhede Stadium di Mumbai contro i West Indies.

Sachin TendulkarLui è piccolo e compatto, con quel principio di pancetta garantito per diritto costituzionale a ogni uomo indiano benestante in vista dei 40 anni. Non sembra affatto un atleta milionario, eppure è questo e molto di più: da anni giornalisti sportivi e tifosi lo chiamano Dio, nonostante lui abbia assicurato di essere del tutto umano. La sua carriera ormai epica si estende lungo l'ultimo ventennio, fino ad averlo visto protagonista del Campionato Mondiale di Cricket in corso, e in un certo senso la sua storia racconta quella del suo Paese in un modo che è precluso agli indicatori economici, rivelando lo stato della nazione e la sua evoluzione.

Nel 1989, quando un allora 16enne Tendulkar dotato di un notevole casco di capelli cominciò a giocare a livello internazionale come ragazzo prodigio, l'India era sul bordo di una serissima crisi economica. Il Paese era sul punto di esaurire le sue riserve di valuta estera pregiata e nel giro di pochi mesi non sarebbe più stato in grado di pagare le importazioni; l'unica soluzione sembrava quella, umiliante, di vendere le proprie riserve auree per tirare a campare. Gli Anni 90 furono difficili, ma fu allora che Tendulkar fiorì, diventando una delle poche realtà non deprimenti per gli Indiani che, in una nazione impoverita e caotica, trovarono in lui il più affidabile fattore d'entusiasmo popolare.

L'ultimo numero dell'anno 1998 del settimanale di informazione Outlook gli fu interamente dedicato, col titolo di copertina che recitava così: L'Ultimo Eroe. Lo scrittore Tarun Tajpal, che della rivista era allora il direttore, scrisse di lui "Gli Indiani sono fortunati se un piccolo talentuoso uomo può, con solo qualche colpo della sua bacchetta magica, far sparire le preoccupazioni e le fatiche dalle loro vite, trasportandoli in un palazzo delle delizie di 22 yarde, dove le malattie e l'inflazione per qualche ora fugace diventano tanto reali quanto un lontano miraggio".

Il fatto che un solo atleta potesse portare così tanta felicità ad un'intera nazione fu forse frutto della natura semplice che generalmente si riscontra nelle società complessivamente povere. Ma nel primo decennio del XXI secolo, quando gli effetti della liberalizzazione economica cominciarono a farsi sentire, la crescente classe media indiana potè pian piano dotarsi di tutti quei beni che danno ai suoi nuovi membri l'impressione di essere diventati stabilmente qualcuno. L'incredibile influenza che Tendulkar esercitava sull'umore della nazione allora diminuì - con suo sollievo - e mentre il mondo del Cricket nel frattempo diventava sempre più ricco e complesso, Tendulkar si ritrovò ad essere solo uno dei tanti fattori di orgoglio del nuovo capitalismo indiano.

Lo scrittore Ramachandra Guha, in un saggio che verrà pubblicato il mese prossimo sul Wisden Cricketers' Almanack, scrive che Tendulkar rimane Il balsamo della nazione ma che, precisa, "sono avvenuti dei cambiamenti cruciali negli ultimi 10 anni: le ansie sociali degli indiani sono diminuite drasticamente; la liberazione economica ha creato una classe di imprenditori di successo, che a loro volta hanno reso possibile il generarsi della crescente classe media. I tumulti tra musulmani e induisti sono diventati meno frequenti. Sarà finalmente possibile apprezzare Sachin Tendulkar come giocatore di Cricket, piuttosto che come Salvatore della Patria".

Perchè effettivamente l'India lo ama non solo per il suo stile di gioco, che è aggressivo ed astuto, ma anche per il suo atteggiamento al di fuori dal campo: rispettoso e modesto. In un Paese che comincia ora a scrollarsi di dosso i complessi d'inferiorità, l'umiltà in una persona di successo è molto apprezzata, mentre l'ostentazione della sicurezza è normalmente ricevuta con muto disprezzo. Tendulkar lo sa. Parte della sua straordinaria popolarità è il risultato della profonda comprensione che l'uomo ha del carattere della sua gente: non ostenta mai la sua ricchezza e conduce una vita strettamente privata fuori dal campo, mantenendosi sempre al margine di ogni polemica. Quando appare nelle pubblicità, cosa che avviene spesso, lo fa con austerità: non viene mai menzionato il suo talento, non è mai circondato da belle ragazze, non si esibisce mai in cose straordinarie.

Semplicemente gli Indiani non si aspettano che Tendulkar possa fare mai qualcosa di sbagliato; la prima ed ultima volta che dovette affrontare l'ira popolare fu quando, nel lontano Luglio 2003, venne omaggiato dalla casa Ferrari con una 360 Modena e il governo indiano decise di esonerare il regalo dalla tassa d'importazione che il suo ritiro prevedeva. La questione accese i Media e divenne persino materia di scontro politico, ma in sostanza l'opinione generale fu che sarebbe stato osceno, oltre che ingiusto, favorire un uomo più che ricco in un Paese così povero e Tendulkar finì per venire aspramente criticato per non aver preteso di pagare comunque l'imposta (e non è nemmeno chiaro come la controversia andò poi a finire).

Se i diversi modi di reagire di fronte al fenomeno Tendulkar rivelano alcuni aspetti della psicologia nazionale indiana, la scarsa reazione di Tendulkar di fronte al Fenomeno India rivela però parecchio di quella sua personale: quando parla in pubblico, sembra sempre concentrato prima di tutto sull'evitare qualsiasi polemica; una prudenza ulteriormente sviluppatasi dopo la faccenda della sua Ferrari. Mai una parola su questioni politiche o sociali e neppure sulla corruzione nello sport che lo vede protagonista: fu solo con estrema riluttanza che pronunciò qualche parola a commento dello scandalo che aveva colpito i suoi ex compagni di squadra, coinvolti in scommesse clandestine e partite truccate. Ma anche i suoi silenzi dicono qualcosa sull'India: il successo è una faccenda assai precaria, in questo Paese. Coloro che l'hanno raggiunto, ben si guardano dal metterlo in pericolo sfidando il potere.

Liberamente tratto e tradotto da The NewYorkTimes

 

 

Il saluto finale, il discorso d'addio e di ringraziamento di Sachin Tendulkar, Mumbai 16.11.13

Aggiornamento del 4 Febbraio 2014:

Bharat Ratna a Sachin Tendulkar. Il Presidente della Repubblica ha conferito oggi la più alta onorificenza civile indiana a Tendulkar, il primo sportivo e la personalità più giovane ad averla mai ricevuta.

 

Sachin Vs Sharapova: un dibattito solo indiano - 5.7.2014

 
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