Regine guerriere PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

Sono molte le dame indiane che nel corso dei secoli non ebbero timore di impugnare la spada e lottare per il proprio trono e popolo o che regnarono con grande saggezza, entrando così a far parte per sempre delle più amate leggende indiane.

 

Rani Laxmibai di Jhansi

Rani Laxmibai di Jhansi

Il coraggio e le battaglie della regina Laxmibai di Jhansi contro i dominatori britannici popolano i racconti  e moltissime ballate folkloriche e il suo ricordo tra il popolo è imperituro. Fu la regina del Raja Gangadhar Rao di Jhansi, attuale Uttar Pradesh, al quale diede un unico figlio.

Quando questi e il padre morirono contemporaneamente nel 1853, secondo l'uso la regina adottò un figlio e lo indicò come erede al trono. L'allora governatore inglese Dalhousie rifiutò di riconoscere l'adozione del ragazzo e procedette dunque all'annessione del principato di Jhansi al Raj britannico.

Rani Laxmibai rifiutò di cedere il governo del suo popolo organizzando e guidando la resistenza contro le soverchianti forze britanniche. Dopo numerosi scontri, da lei guidati a cavallo e spada in pugno, la fiera regina venne ferita a morte in battaglia il 18 Giugno del 1858, nel corso della generalizzata rivolta in atto quell'anno India, passata alla storia come La rivolta dei Sepoy.

Rani Chennammà di Kittur

La moglie del raja Mullasarja di Kittur, un principato indipendente del Karnataka, aveva appreso ad andare a cavallo e a tirare di spada sin da bambina. Rimase vedova nel 1816 con un unico figlio ed erede al trono, ma il ragazzo morì nel 1824. Anche lei adottò allora un figlio, Shivalingappa, ma il Raj britannico non lo riconobbe come erede al trono e l'espulse dal principato. La regina guidò allora la battaglia per l'indipendenza che ne conseguì ma fu catturata in combattimento e imprigionata presso il forte di Bailhongal, dove morì nel 1829.

Rani Durgawati di Gondwana

La regina Durgawati fu la moglie indù di Dalpat Shah, governatore del Gondwana, attuale Madhya Pradesh. Lo shah la lasciò vedova nel 1548 e il loro figlio in fasce, Bir Narayan, ereditò il regno. La regina assunse dunque la reggenza governando con abilità e saggezza lo Stato durante 16 anni, fino al 1564, quando l'imperatore moghul Akbar ne ordinò la conquista. La regina Durgawati guidò l'esercito contro gli invasori e quando la sconfitta si fece imminente e irrimediabile si suicidò, preferendo il proprio pugnale al disonore.

Rani Avantibai di Ramgarh

Quando il sovrano di Ramgarh, attuale Stato del Jharkhand, Vikramaditya Singh morì senza lasciare eredi, sua moglie Avantibai venne esiliata e il regno posto sotto amministrazione britannica. La regina, che aveva fatto voto di recuperare il suo trono e la sua terra, riuscì a riunire sotto la sua guida un esercito di quattromila uomini pronti a combattere, scatenando una sanguinosa e lunghissima battaglia nel 1857. Sconfitta dalle forze inglesi, la regina si gettò sulla propria spada il 20 marzo del 1858.

Jalkari bai del Bundelkhand

Proveniva da un'umile famiglia e da un villaggio della regione del Bundelkhand, allora territorio di Jhansi, questa ragazza che popola con le sue avventure eroiche moltissime leggende. Si dice che somigliasse come una goccia d'acqua alla regina Laxmibai e che proprio da questa fosse stata arruolata tra le donne combattenti del suo esercito, dopo che si sparse la voce che avesse affrontato da sola e ucciso una tigre. Tra il 1857 e il 1858, la ragazza prese parte alle numerose battaglie durante le quali l'esercito della regina Laxmibai respinse i britannici. Durante uno degli ultimi scontri che portarono poi alla caduta del forte della città, la ragazza convinse la regina a mettersi in salvo e, aprofittando della loro somiglianza, ne indossò le vesti e guidò lei l'esercito. Quando gli Inglesi ebbero la meglio, si accorsero dello scambio ma la regina aveva ormai guadagnato la salvezza. Impressionati dal valore e dalla lealtà della ragazza la lasciarono libera.

Ahilyabai del Malwa

Pur guidando all'occorrenza personalmente le sue armate dall'alto del suo elefante favorito, Ahilyabai è ricordata tra i più amati sovrani dei Maratha soprattutto per la saggezza dimostrata durante i 30 anni del suo regno. Salita al trono nel 1767 dopo la morte del marito Khanderao Holkar, poi del suocero, e infine anche dell'unico figlio, Ahilyabai era stata educata sin dall'infanzia dal padre a gestire le questioni militari ed amministrative; alla più che prospera e stabile amministrazione del suo regno, la regina affiancò anche la filantropia e il patrocinio delle arti presso la sua corte, ma anche quello di templi e di opere pubbliche ben oltre i confini della sua terra, finanziandoli con le sue ricchezze personali. Sono dozzine i templi costruiti, ampliati o ristrutturati, i ghats, i ricoveri per pellegrini, i pozzi e i bacini idrici ancora oggi in funzione in tutto il Paese per volontà della grande sovrana.

 

 
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