Il Qawwali PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Musica

Il Qawwali è una forma di musica religiosa diffusa prevalentemente tra i musulmani e soprattutto tra i seguaci del Sufismo. 

Popolarmente conosciuti anche come Faqir, termine che letteralmente significa uomo povero, i Sufi seguono da secoli una dottrina che esalta la benevolenza verso l'umanità e l'unità con Dio anche attraverso la poesia e la musica. Sama', in arabo Ascolto, è la tradizione sufi di indurre trance ed estasi mistica attraverso il canto e la musica, una pratica sempre guardata con sospetto, quando non con aperta ostilità, dall'ortodossia islamica. Questa ed altre pratiche relative alla danza, come quella celebre della confraternita dei Dervisci rotanti, sono invece perfettamente coerenti con il pensiero Sufi, che vede nella musica, come in tutte le cose belle del mondo, un'emanazione di Dio e che come tale a Dio avvicina, in quanto Dio è sorgente di ogni bellezza.

Ci sono molte teorie diverse sull'origine del Qawwali: secondo alcune deriverebbe dal Qaul - termine che significa aforisma o detto in Persiano - cioè una forma musicale nella quale venivano cantati in origine i 99 Bellissimi nomi di Allah accompagnati dal semplice battito delle mani, per poi arricchirsi col tempo di versi estratti dai poemi d'amore attraverso i quali i Sufi esprimono metaforicamente la loro profonda fede religiosa. Si crede che i primi Sufi a utilizzare i Qawwali nei loro riti siano stati i seguaci dell'ordine Chishti - dal nome di una cittadina nei pressi di Herat, attuale Afghanistan, ove dalla Siria Khawaja Abu Ishaq Shami introdusse il Sufismo nel X secolo - e che ebbe in seguito grande splendore nel subcontinente indiano. Ma secondo la tradizione, il massimo esponente, e secondo altre teorie anche l'ideatore di questa così come di molte altre forme musicali indiane, fu Amir Khusro, poeta e musicista indo-persiano vissuto tra il XIII e il XIV secolo, e che fu figura fondamentale nella fusione tra la musica indiana e quella persiana.

I testi dei Qawwali generalmente celebrano Allah, il Profeta Maometto o altri componenti della sua famiglia e le lingue utilizzate sono il Persiano o l'Hindustani. Il canto Qawwali, sempre basato su un singolo raga, si accompagna con diversi strumenti: il dholak, un tamburo a due facce che è usato anche nella musica popolare durante feste e matrimoni. Può essere suonato con le mani o con le bacchette, ricavando dal lato destro un suono dai toni acuti, mentre quello sinistro produce una sorta di basso continuo; le tabla, lo strumento a percussione più diffuso nella musica classica indostana, i manjira, coppia di cimbali in metallo, e l’armonium. Originariamente il Qawwali veniva però cantato anche solo al ritmo del daff, piccolo tamburo chiamato anche dafli e usato nella musica popolare. Tradizionalmente il Qawwali viene eseguito davanti alle tombe di santi sufi nell'anniversario della loro nascita o della loro morte, Urs, ma oggi la loro esecuzione è frequente anche durante i matrimoni e le feste religiose della comunità musulmana.

Un Qawwal è generalmente costituito da due parti: lo sthayi, la prima parte di molte composizioni e che viene cantata con toni crescenti e che detta linea di base della composizione ripetuta più volte durante l'esecuzione, e l’antara, la seconda parte della stessa. Vi è un abbondante uso dell'alap, cantato con un tempo lento, e del tan, uno dei più importanti e diffusi ornamenti della musica locale, costituito da una rapida successione di note e altri abbellimenti durante l'esecuzione. Normalmente il Qawwali viene cantato in gruppo ma guidato da una o due voci principali.

 

 

 
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