Il giuramento contro il genocidio delle bimbe PDF Stampa E-mail
L'attualità - L'India che cambia
Giovedì 09 Agosto 2012 15:32

«Noi impiegati della pubblica amministrazione dell’India ci impegniamo solennemente a fare tutto il possibile, individualmente e collettivamente, per eliminare la selezione del sesso basata sul genere che minaccia la nascita e la sopravvivenza delle bambine; e per assicurare che le bambine nascano, siano amate e accudite e crescano diventando cittadine con pieni diritti di questo Paese».

 

Tutti i funzionari, dai membri del governo centrale agli amministratori locali degli Stati e dei territori dell’Unione, sono stati chiamati a scandire oggi questo giuramento. Per il subcontinente si tratta di una svolta simbolica epocale.

Il 9 agosto del 1942 il Mahatma Gandhi veniva arrestato a Bombay insieme a tutti i dirigenti del Congresso nazionale. Nel corso della notte avevano approvato la risoluzione Quit India, avviando l’insurrezione non violenta che avrebbe contribuito a liberare il Paese dall’occupazione dell’Impero britannico. «Do or die», riuscirci o morire.

A settant’anni di distanza, il 9 agosto del 2012 è celebrato da 1,2 miliardi di persone. E per volontà del neo-ministro per le Donne e per l’infanzia, Prem Narain, oggi il «Quit India Day» è stato dedicato per la prima volta ai più oppressi tra gli oppressi: le bambine discriminate e trascurate a morte. Le bambine a cui viene addirittura impedito di nascere, quando l’ecografia rivela che sono del sesso «sbagliato». Nei sistemi patriarcali rigidi sono i figli maschi che garantiscono la continuazione della genealogia ed è a loro che spetta la precedenza.

 

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