Guerra Sino-Indiana: i conti col passato PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia
Sabato 20 Ottobre 2012 10:03

Dopo mezzo secolo dall'inizio della guerra lampo, per Cina e India è tempo di bilanci. Pechino mantiene il basso profilo tipico delle questioni sensibili legate all'indipendenza tibetana, mentre Delhi prova ad uscire dal tradizionale vittimismo e mette sul banco degli imputati il premier Nehru.

di Matteo Miavaldi

Sono passati 50 anni dall'inizio del conflitto tra Cina e India, all'epoca due giovani nazioni dalle dimensioni continentali, oggi chiacchierate potenze mondiali sulle quali calano diverse ombre politiche e strutturali, ora che é finalmente chiaro a tutti che il nostro futuro sarà in gran parte deciso dal loro.

I rapporti di forza che hanno determinato gli odierni assetti asiatici, con Delhi e Pechino principali centri d'influenza, sono nati tra il 20 ottobre ed il 21 novembre 1962, con una guerra lampo combattuta per onore e reputazione internazionale.

Il pretesto delle dispute territoriali sull'Himalaya, ancora oggi attraversato da confini tratteggiati entro i quali si scontrano le diplomazie cinese e indiana da oltre 30 anni, portò ad uno scontro che riuscì a definire i rispettivi ruoli nel continente e nel mondo, a dispetto dei tavoli delle trattative.

La Cina, appena uscita dal catastrofico Grande Balzo in Avanti, diede una sonora lezione politica e militare all'India di Nehru, dimostrando in un solo mese non solo l'enorme divario tra i due eserciti nazionali, ma soprattutto l'audacia ed aggressività della sua politica estera, permettendosi il lusso di dichiarare un cessate il fuoco unilaterale per non infierire oltre sulle truppe indiane mandate al macello ad alta quota dal governo di Delhi.

 

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