Maa Durga veste Prada PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le fedi
Mercoledì 19 Dicembre 2012 11:05

All'imminente Maha Kumbh Mela 2013, potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nella già piuttosto articolata storia dei riti induisti: la processione dei Naga Sadhus appartenenti alla riverita confraternita Juna Akhara potrebbe essere guidata per la prima volta anche da una donna, finalmente agghindata come ogni vera dea si merita.

Shri Radhe MaaNata in Punjab nel 1969 col nome di Sukhvindar Kaur e, secondo quanto narrato dai suoi devoti, dedita ai culti Bhakti sin dalla prima infanzia, Radhe Maa è oggi una graziosissima signora di mezz'età, ex-sarta autoproclamatasi da tempo manifestazione di Durga, madre e poi nonna grazie ai due figli avuti dal suo matrimonio - terminato anzitempo a causa dell'emigrazione all'estero del marito poi mai più rientrato in patria - e che attualmente risiede a Mumbai, dove da 10 anni svolge non meglio precisate attività di guru presso uno stabile di Borivli di proprietà della famiglia Gupta, divenuto nel frattempo noto come Radhe Maa Bhavan.

Grazie all'ospitalità del facoltoso padrone di casa, uomo d'affari dedito al ramo pubblicità e marketing, che generosamente trova anche il tempo di diffondere e curare gratuitamente l'immagine della dea vivente, lo stabile di cinque piani è diventato infatti il luogo di devozione dove a Sabati alterni Shri Radhe Maa concede ai suoi fedeli di renderle omaggio e di godere della sua beata visione, diventando rapidamente così popolare e amata - particolarmente tra Punjabis e Marwaris, da essere stata insignita quest'estate del titolo di Maha Mandaleshwar, massima onorificenza tradizionalmente conferita in occasione del Kumbh Mela a quei membri delle confraternite di asceti, Akhara, che abbiano palesemente acquisito in vita lo stato divino, circostanza che le darà dunque il diritto di capeggiare assieme agli altri 162 suoi pari l'orda della Juna Akhara nel primo bagno rituale che aprirà il prossimo Maha Kumbh Mela ad Allahabad. 

Le Sadhvi, le ascete, sono state da sempre presenti in tutte le confraternite, ma nella storia all'incirca millenaria che le ha accompagnate fino ad oggi non si era mai udito che l'onore e l'onere di guidare gli Ignudi, i Nagas Sadhus, verso lo Shahi Snan, il bagno reale con cui a Makar Sankranti si aprirà ufficialmente il più grande pellegrinaggio al mondo, in quella che sarà per di più certamente anche l'edizione mediaticamente più seguita della sua storia, toccasse a una donna: l'unica, sui circa 1000 Maha Mandaleshwar nominati dai 13 reggimenti, Akharas, sotto le cui insegne si raggruppano i Naga. E infatti le proteste dei loro membri più tradizionalisti non si sono fatte attendere, spingendo il portavoce della Juna Akhara, Mahendra Prem Giri Maharaj, prima a ritirarle il titolo pochi giorni dopo il suo conferimento e poi ad istituire lo scorso Ottobre addirittura una commissione d'inchiesta formata da 5 membri interni per investigare sull'inaudita nomina e sulle sue motivazioni.

Tanta inquietudine non è però dovuta esclusivamente al sesso della neo MahaMandaleshwar, ma si deve anche al fatto che Radhe Maa notoriamente ostenti un aspetto del tutto inedito nel mondo dell'ascesi indiana, che non le si conosca alcuna particolare dottrina o filosofia e soprattutto al fatto che si sospetti che si sia comprata a peso d'oro la sua Santità in Vita con fini esclusivamente mediatici, così come usa comprare a peso d'oro i suoi lussuosissimi sari e completi firmati, indossati sempre e solo una volta e poi regalati, le sue acconciature alla moda, il suo irrinunciabile ed elaborato make-up, i ritocchi estetici e soprattutto - quando non spontaneamente offerti dai devoti - i suoi numerosissimi gioielli tempestati di diamanti ed enormi pietre preziose, che comprendono anche il vezzoso mini-trishul col quale alla bisogna la dea si riassetta i lunghi capelli corvini durante i Darshan

"Perchè mai i Sadhus dovrebbero essere sempre e solo coperti di stracci e portare i capelli impastati nei soliti dreadlocks? Essere carine è un diritto di ogni donna, anche di una Sadhvi", commentano ammaliati i devoti di colei che al quinto piano della sua residenza mumbaita riceve attori e politici di spicco in un privè ad aria condizionata, separato dalla sala delle udienze pubbliche aperta ai comuni mortali, dove dal suo trono osserva compiaciuta i fedeli adoranti e accetta le loro rose e i loro omaggi a 18 K, mentre seraficamente ondeggia al ritmo della musica, si lascia ricoprire di petali di fiori e a volte anche prendere in braccio dai devoti più appassionati, che in cambio benedice con l'adorabile tocco delle sue manine, perfettamente curate e adornate da enormi e preziosissimi anelli, riservando solo ai più fortunati la sua frase preferita, comprensibilmente elargita con la dovuta parsimonia: "I love you from the bottom of my heart". Per chi però non potesse recarsi personalmente dalla dea, naturalmente sono da tempo disponibili siti, blogs e persino un'apposita pagina Facebook a lei dedicati.

Dopo lunghe consultazioni, la commissione d'inchiesta della Juna Akhara ha infine stabilito ieri che non si è verificata nessuna irregolarità e che Shri Radhe Maa ha pieno diritto di essere considerata Madre Badessa della confraternita durante l'importante, imminente, festività.  

 
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