Srinivasa Ramanujan, 1887-1920 PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Sabato 22 Dicembre 2012 11:15

Si celebra oggi il 125esimo anniversario della nascita del grande matematico autodidatta Srinivasa Ramanujan, nato nell'odierno Tamil Nadu il 22 Dicembre 1887 e morto a soli 32 anni.

 

Il Doodle col quale Google India celebra oggi l'anniversarioNato da una famiglia brahmana di scarsissimi mezzi economici e stretta osservanza religiosa, Srinivasa Ramanujan aveva cominciato a dimostrare il suo straordinario genio matematico già a partire dai 12 anni in totale autonomia, quando, terminati gli studi di trigonometria avanzata a cui aveva avuto accesso grazie ai testi posseduti da due studenti universitari che alloggiavano all'epoca presso la sua casa familiare, si era dedicato alla ricerca indipendente, ottenendo in principio numerosi riconoscimenti scolastici, ma non potendo poi procedere negli studi superiori a causa della sua incapacità di dominare altre materie al di fuori della matematica. Perse infatti rapidamente il diritto alla borsa di studio che gli era stata assegnata a 17 anni presso il College di Kumbakonam, importante centro educativo durante il Raj britannico, e venne poi bocciato nel 1906 e 1907 anche dal Pachayappa's College di Madras per gli stessi motivi.

A 22 anni, già afflitto da diversi problemi di salute, indigente e senza un diploma, Ramanujan si sposò secondo tradizione con una bimba di 10, Janaki Ammal. Per sopravvivere e mantenere sé e la giovanissima moglie, pur continuando nel frattempo a formulare e risolvere incessantemente centinaia di teoremi inediti, la cui ispirazione e soluzione attribuiva esclusivamente alla benevolenza della dea familiare di riferimento e che andava annotando disordinatamente su fogli sparsi e taccuini, cercò lavoro come impiegato. Allo scopo, incontrò V. Ramaswamy Aiyer, responsabile della Ragioneria di Stato per la Madras Presidency. In mancanza di titoli formali che dimostrassero le sue competenze, per ottenere un posto da contabile Ramanujan mostrò al funzionario i suoi quaderni di appunti matematici, oggi conservati nella biblioteca dell'Università di Madras. Aiyer, che a sua volta era un appassionato studioso e presiedeva la Società Matematica Indiana che aveva fondato personalmente poco tempo prima, rimase folgorato dalle capacità e dai risultati ottenuti da Ramanujan, segnalandolo quindi ai suoi più alti contatti accademici locali, i quali in principio si divisero tra scettici e confusi, dubitando alcuni dell'originalità dell'opera di Ramanujan e scartandola altri come incomprensibile o indimostrabile, per poi arrendersi all'evidenza del genio del ragazzo.

Fu allora che cercarono di metterlo in contatto con la comunità accademica britannica, esortandolo a scrivere personalmente ai massimi esponenti dell'epoca; dopo vari tentativi andati a vuoto, nel 1913 l'opera di Ramanujan riuscì ad incuriosire e poi a strabiliare per innovazione e audacità G H Hardy, che lo volle dunque al suo fianco a Cambridge. Ma, a causa del precetto bramanico che gli vietava di attraversare i mari e lasciare la terra natìa, Ramanujan in principio rifiutò, ottenendo in cambio e per intercessione del matematico inglese l'assegnazione di una borsa di studio di ricerca per due anni presso l'Univeristà di Madras. Ma già l'anno seguente, l'amico e collega di Hardy E H Neville, in quel tempo in India, riuscì a convincere Ramanujan a partire per la Gran Bretagna, grazie anche alla benedizione finalmente accordata all'impresa dalla dea apparsa in sogno alla madre.

Ramanujan risiederà a Cambridge per i cinque anni seguenti, durante i durissimi tempi della Prima Guerra Mondiale, mentre la sua salute peggiorava a vista d'occhio, probabilmente a causa di un'amebiasi epatica aggravata dall'insofferenza al clima rigido, dalle difficoltà alimentari e dall'estraniamento culturale e affettivo sofferto dal genio tamil, che tuttavia ottenne nel 1916 l'equivalente dell'odierno Phd per le sue ricerche sui Numeri Altamente Composti, nel 1917 entrò a far parte della London Mathematical Society e nel 1918, grazie alle sue ricerche sulle Funzioni Ellittiche e le Teorie dei Numeri, anche della Royal Society. Rientrato in patria gravemente minato nel corpo e nello spirito, Srinivasa Ramanujan morirà a Madras nell'Aprile del 1920 a soli 32 anni, lasciando dietro di sé un universo matematico le cui implicazioni dovevano tardare decenni per venire interamente esplorate e comprese, e che lo collocano oggi a pieno titolo tra le più eccelse menti scientifiche di tutti i tempi.

 
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