Stupri: l'indecenza al potere PDF Stampa E-mail
L'attualità - Interni e cronaca
Lunedì 07 Gennaio 2013 17:00

Dieci figure pubbliche di differente provenienza culturale e regionale, dieci indecenti dichiarazioni degli ultimi giorni, dieci opinioni sui tragici fatti di Delhi che già da sole basterebbero a spiegare perché l'India non sia ancora un Paese per donne.
In tutti e dieci i casi, alle infauste dichiarazioni sono seguite le consuete scuse e smentite d'ordinanza.


Abhijit Mukherjee:
Figlio del Presidente della Repubblica indiana e a sua volta parlamentare per il partito del Congress, in merito alle proteste di Delhi ha dichiarato:" Ma quali studentesse... ho visto tra loro un sacco di bellezze più che di seconda mano... donne così non possono certo essere studentesse: prima vanno magari in discoteca e poi vengono qua all'India Gate a protestare per lo stupro... "

Anisur Rahman:
Leader del Partito Comunista Marxista ed ex ministro in West Bengal, alla notizia della decisione della premier del suo Stato, Mamata Banerjee, di risarcire economicamente le vittime di crimini di genere, l'ha così apostrofata pubblicamente: "Abbiamo saputo che il governo ha intenzione di dare dei soldi alle vittime di stupro. E qual è la tariffa? Quanto vuole Mamata per farsi stuprare?"

Mohan Bhagwat:
Leader del movimento nazionalista induista RSS, ha dichiarato che gli stupri sono solo "Il risultato dell'infiltrarsi della cultura occidentale nelle zone urbane, dove mina i sani valori tradizionali di quella indiana. Questi crimini non succedono nell'India rurale e nei villaggi" (i dati, però, dicono tragicamente tutt'altro, come per esempio nelle zone rurali dello Stato dell'Haryana). 

Kailash Vijayvargiya:
Leader del BJP in Madhya Pradesh, intervistato sui fatti di Delhi, con un'analogia tratta dal Ramayana ha dichiarato che "Quando si superano i limiti stabiliti, si dev'essere poi pronti a pagarne le conseguenze." Sfortunatamente si riferiva ai limiti superati dalla vittima, a suo giudizio, e non dai suoi stupratori e assassini.

Botsa Satyanarayana:
Esponente di rilievo del Congress in Andhra Pradesh, ha etichettato lo stupro di gruppo di Delhi come incidente secondario e ha rincarato dichiarando: "Solo perchè l'India ha ottenuto l'indipendenza a mezzanotte, è proprio necessario che anche le sue donne stiano in giro a quell'ora?"

Kakoli Ghosh Dastidar:
La leader del partito Trinamool Congress, riferendosi ad un altro stupro di gruppo accaduto a Kolkata lo scorso Febbario ai danni di una 37enne, ha dichiarato: "Ma quale stupro... quella è stata sicuramente solo una diatriba tra una donna e i suoi clienti".

Ashok Singhal:
Anche il leader del movimento induista Vishwa Hindu Parishad ha indicato i modelli occidentali, provenienti principalmente dagli USA, come responsabili dei crimini a sfondo sessuale in India, modelli estranei e ostili, colpevoli di cancellare i sani valori tradizionali locali, volti a preservare la verginità e la purezza femminile, valori che ormai si stanno perdendo.

Governo di Pondicherry
Il governo del piccolo Stato meridonale ha richiesto che le scuole locali cambino le loro uniformi dotandole di soprabito obbligatorio per le studentesse, istituiscano autobus riservati guidati da donne per il loro trasporto e vietino loro l'uso dei cellulari negli istituti.

Asaram Bapu
Il guru ha dichiarato che la vittima di Delhi è da considerarsi tanto colpevole quanto i suoi assassini. "Avrebbe dovuto chiamarli fratelli, invocare il nome di Dio e implorare pietà... Le avrebbero certamente risparmiato la vita e lei avrebbe preservato la sua dignità. Può mai una mano applaudire da sola? Io non credo proprio..." Il guru si è inoltre dichiarato contrario ad un inasprimento delle pene per i violentatori.

Raj Thackeray
il Leader del Maharashtra Navnirman Sena, nipote e rivale politico del recentemente scomparso zio Bal, ha subito individuato le cause profonde dello stupro di Delhi: gli accusati sono originari del Bihar, e tanto basta.

 

Liberamente tratto e tradotto da HindustanTimes

 

Aggiornamento del 12.11.2013

Come non aggiungere alla desolante collezione dello scorso inverno la dichiarazione di oggi di Ranjit Sinha, direttore del Central Bureau of Investigation (come dire l'FBI indiano) organismo incaricato delle indagini nei casi più spinosi ed eclatanti del Paese? Riferendosi alla piaga delle scommesse clandestine nel Cricket e auspicando la legalizzazione di un fenomeno attualmente vietato in India a tutti i livelli, se si eccettuano le corse ippiche, Sinha ha plasticamente illustrato il suo punto di vista in merito così: Se non puoi impedire che ti stuprino, almeno goditela nel mentre! 

Chiaro, no? 

 
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