L'India, SriLanka e i diritti dei Tamil PDF Stampa E-mail
L'attualità - Esteri
Martedì 19 Marzo 2013 18:16

Arresti di massa tra manifestanti in Tamil Nadu e una nuova crisi politica per la coalizione di governo a Delhi: la risoluzione proposta dagli USA contro le violazioni dei Diritti Umani perpetrate dal governo di Colombo contro la minoranza Tamil dell'isola agita l'India.

Studenti manifestano in Tamil Nadu contro Sri LankaIl prossimo 21 Marzo, su iniziativa degli Stati Uniti verrà sottoposta al voto della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite una nuova risoluzione contro Sri Lanka a causa del perdurare delle violazioni commesse ai danni della minoranza Tamil dell'isola. Nella prima bozza circolata della risoluzione, si sollecitava il governo cingalese affinchè non solo applicasse le fino ad ora disattese indicazioni volte alla riappacificazione, già incluse peraltro nel documento prodotto nel 2011 da una sua stessa commissione d'inchiesta - Lessons Learnt and Reconciliation Commission (LLRC)ma anche affinchè rivedesse, con la costituzione di una nuova, credibile ed indipendente commissione d'inchiesta, le conclusioni tratte dalla LLRC sui crimini commessi durante la guerra civile che per 26 anni e fino al Maggio 2009 ha insanguinato l'isola. Se le violenze perpetrate dalle milizie delle Liberation Tigers of Tamil Elam, le Tigri Tamil, erano state infatti ampiamente analizzate dalla commissione LLRC, le responsabilità dell'esercito cingalese, particolarmente rispetto alle presunte gravissime azioni commesse nei confronti della popolazione civile durante i primi mesi del 2009, erano state invece sostanzialmente stralciate o ridimensionate.

Tuttavia, nella bozza definitiva della risoluzione che verrà votata a Ginevra durante la 22esima sessione dello HRC, presieduto dall'Alto Commissario Navanethem Pillay, Sudafricana a sua volta di origini Tamil, i toni impiegati sono apparsi notevolmente attenuati nei confronti del governo di Colombo e le sollecitazioni si sono trasformate in semplici raccomandazioni. Eppure, grazie anche all'intervento di Amnesty International e di Human Rights Watch, nuovi importanti documenti e testimonianze sono stati sottoposti ultimamente all'attenzione della commissione, a sostegno della tesi che indicherebbe l'esercito cingalese effettivamente responsabile di pianificati e terrificanti crimini commessi negli ultimi mesi di guerra e che si stima costarono la vita almeno a 40mila civili inermi, del perpetrarsi fino ai giorni nostri di stupri e di torture sistematiche ai danni dei cittadini cingalesi di etnia Tamil sospettati di previa connivenza con le Tigri, e che confermerebbero ampiamente il perdurare delle discriminazioni razziali a tutti i livelli verso la minoranza Tamil del Paese.

La recente divulgazione in Tamil Nadu di alcuni fotogrammi tratti dall'agghiacciante documentario prodotto da Callum Macrae, No Fire Zone - The Killing Fields of Sri Lanka, che tra le molte atrocità mostravano anche la sequenza dell'uccisione a sangue freddo di Balachandran, figlio 12enne del leader delle Tigri Tamil Velupillai Prabhakaran da parte dell'esercito cingalese, ha contribuito ad accendere la protesta in tutto lo Stato meridionale indiano riguardo all'ammorbidimento della risoluzione, particolarmente a livello studentesco, con l'appoggio tanto del partito di governo locale, l'AIADMK della premier Jayalalithaa, quanto di quello attualmente all'opposizione, DMK. La premier del Tamil Nadu aveva già cancellato il mese scorso il Meeting Asiatico di Atletica leggera programmato a Chennai, in protesta contro i partecipanti cingalesi, centinaia di studenti sono stati arrestati durante le manifestazioni convocate la scorsa settimana in tutto lo Stato in difesa dei Fratelli Tamil di SriLanka e rapidamente diventate violente e il partito DMK ha infine intimato al governo centrale di restituire forza alla risoluzione USA di fronte alle Nazioni Unite, approvandone previamente anche in Parlamento la versione originale, emendata con l'ulteriore inserimento di precise accuse di genocidio ai danni della minoranza degli Eelam Tamil.

Ma nonostante la disponibilità manifestata dal governo di emendare la suddetta risoluzione, seppur attraverso l'impiego di termini quali atrocità, al posto dell'assai impegnativo genocidio, e di volersi adoperare quanto possibile per l'approvazione della stessa a Ginevra secondo la nuova formulazione - operazione che però richiederebbe l'improbabile appoggio di 24 nazioni sulle 47 votanti -  e nonostante una dichiarazione formale odierna di Sonia Gandhi, presidente del Congress, a favore dell'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente sui crimini di guerra dell'esercito cingalese e della salvaguardia della minoranza Tamil a SriLanka, M. Kaunanidhi, leader del partito DMK, Dravida Munnetra Kazhagam, e alleato del Congress a Delhi, ha prima minacciato e poi confermato il ritiro del suo partito dalla coalizione di governo.

Il DMK conta attualmente a Delhi con 18 parlamentari alla Camera Bassa, un ministro al governo, MK Alagiri, incidentalmente figlio di secondo letto dello stesso Karunanidhi, e 4 sottosegretari; la decisione di lasciare il Congress dopo 9 anni di alleanza potrebbe però venire riconsiderata, si fa sapere, se le richieste del DMK verranno accettate dal governo alla lettera, mentre l'esecutivo da parte sua assicura che la defezione del partito di Karunanidhi è ininfluente ai fini della stabilità. In minoranza dopo l'uscita dalla coalizione del Trinamool del West Bengal lo scorso Settembre, a causa dell'approvazione della legge sugli investimenti esteri, e ora di quella del DMK, il governo di Manmohan Singh dovrebbe poter continuare a contare sulla fiducia del parlamento grazie all'appoggio esterno garantitogli - per ora - dal Bahujan Samaj Party e dal Samajwadi Party dell'Uttar Pradesh, oltre ad altri piccoli alleati sparsi.

Il DMK, precedentemente al governo in Tamil Nadu, aveva perso le ultime elezioni del 2011 contro l'AIADMK di Jayalalithaa anche sull'onda del gigantesco scandalo 2G, che nel 2010 aveva coinvolto alcuni suoi esponenti di spicco, come il ministro per le Telecomunicazioni A Raja, poi costretto alle dimissioni proprio dai suoi alleati del Congress e finito nelle patrie galere assieme Kanimozhi, deputata alla Camera Alta e, sempre incidentalmente, figlia di terzo letto di Karunanidhi, ugualmente imputata nello scandalo. E' probabile che in vista delle Elezioni nazionali del 2014, il quasi 90enne Karunanidhi, cinque volte premier dello Stato meridionale indiano, abbia dunque deciso di cogliere il pretesto Tamil per poter cominciare a giocare a mani libere nel grande mercato indiano delle alleanze e cercare di riguadagnare per il futuro le posizioni di forza perdute dal DMK nel corso della legislatura, mentre New Delhi, più volte scottata negli anni dai propri maldestri tentativi di intromettersi nel conflitto consumatosi nell'isola e culminati con l'assassinio di Rajiv Gandhi, ucciso nel 1991 da un attacco suicida orchestrato dal Liberation Tigers of Tamil Elam (LTTE), comprensibilmente avrebbe preferito continuare a tenersene alla larga il più possibile, oltre a temere ora che un inasprimento delle proprie relazioni con Sri Lanka possa spingere ulteriormente Colombo nella già piuttosto avvolgente sfera d'influenza cinese. 

Aggiornamento del 21.3

Con 25 voti a favore - India compresa - 13 contrari e 8 astenuti, la risoluzione di condanna a SriLanka proposta dagli USA è stata approvata.

 

Non solo SriLanka: quando i Buddhisti sono cattivi. I moti anti-islamici in Birmania sfidano la visione di una fede pacifica e senza contrasti.

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!