Surat, al bazar dei diamanti PDF Stampa E-mail
L'attualità - Economia
Sabato 30 Marzo 2013 08:56

Viaggio fra i broker del Gujarat, dove passa il 90% dei brillanti del mondo. La polizia è praticamente assente: non ci sono mai stati furti e rapine.

 

di Maria Grazia Coggiola

Alle sei del pomeriggio a Madharpura, uno dei bazar dei diamanti di Surat, c’è così tanta folla che si fa fatica a camminare tra file di motociclette parcheggiate, venditori di noccioline e piccoli templi da cui escono zaffate di incenso. 

Ramesh, 55 anni, è seduto sulla sella tigrata della sua Honda e con una lente di ingrandimento sta esaminando un mucchietto di brillanti su un cartoncino blu. Con un gesto veloce ripiega il pacchetto e se lo infila in una voluminosa tasca sotto la camicia. Poi annota qualche cifra su un quadrettino di carta e lo porge al suo fornitore dopo uno sguardo di approvazione. Affare fatto. Quindi torna a masticare il suo tabacco speziato.

Ramesh è uno dei 10 mila intermediari di Surat, la seconda metropoli del Gujarat, il prosperoso stato del Mahatma Gandhi e della destra indù sulla costa occidentale dell’India. In questa caotica città da 5 milioni di abitanti e con una crescita vorticosa, il 90% dei diamanti del mondo sono selezionati, tagliati e levigati. Nelle viuzze polverose e piene di fili elettrici di Madharpura, Mini Bazar e Katargam, ogni giorno transitano 73 milioni di dollari sottoforma di queste pietre preziose attraverso una ragnatela impenetrabile di broker, società di import- export, laboratori e corrieri. Il giro d’affari dell’industria diamantifera di Surat ammonta a circa 14 miliardi di dollari annui, dà lavoro a mezzo milione di persone e 4 mila aziende piccole e grandi. Contribuisce a circa l’8% dell’export indiano diretto soprattutto negli Stati Uniti, Hong Kong e Emirati Arabi Uniti.

 

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