Tre Indiani tra i Cento di Time2013 PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Venerdì 19 Aprile 2013 06:03

Time stila la consueta lista annuale delle 100 figure più influenti al mondo, secondo categorie quali I Pionieri, Le Icone, I Titani, I Leader e gli Artisti, in una speciale edizione che celebra il 10° anniversario dell'iniziativa e seleziona fra loro tre Indiani. (E due Italiani)

Aamir KhanDa una star dell'Hip Hop divenuto imprenditore a una ragazza pakistana il cui coraggio può cambiare il corso della storia, da un attore di Bollywood impegnato nel sociale a una stella del calcio internazionale: Time magazine presenta la consueta lista delle cento figure più influenti dell'anno in una speciale edizione celebrativa per il decimo anniversario di Time100, per la quale sono state create sette diverse copertine coi ritratti scattati da Marc Seliger di alcune delle personalità emblematiche selezionate dalla celebre rivista.

Se nella categoria dei Pionieri 2013 figurano per l'India Aamir Khan e Vrinda Grover, in quella dei Titani spicca Palaniappam Chidambaram, mentre per l'Italia sono stati selezionati tra i Leader Mario Draghi e tra le Icone Mario Balotelli.

E' toccato ad AR Rahman tratteggiare chi è il Pioniere Aamir Hussain Khan e raccontare ai lettori del magazine cosa l'abbia reso figura particolarmente innovativa ed emblematica dei nostri tempi. Il musicista premio Oscar ha ricordato i giorni in cui avevano collaborato alla produzione del film Lagaan, per il quale Rahman compose la colonna sonora, sottolineando le rare doti di franchezza e spontaneità di Aamir Khan in un mondo noto per vacuità e falsità, senza dimenticare come i film prodotti ed interpretati dall'attore, nato a Mumbai nel 1965, riescano sempre ad unire il successo commerciale con temi sociali di forte attualità. La stessa formula impiegata da qualche stagione anche in Satyamev Jayate, spiega il musicista, un talkshow televisivo di straordinario successo nel quale Aamir Khan sottopone all'attenzione nazionale temi scottanti spesso ignorati o ipocritamente tollerati dalla società indiana, attraverso inchieste, reportage e dibattiti. Ponendo domande scomode e senza propinare al suo enorme pubblico verità o soluzioni preconfezionate, grazie alla sua popolarità e alle sue doti di incantatore Aamir Khan ha dato il via a un movimento che sta cambiando il mondo in cui vivono gli Indiani, conclude AR Rahman.

Per il ministro indiano delle Finanze Palaniappam Chidambaram, nato in Tamil Nadu nel 1947 e annoverato da Time tra I Titani, scrive invece Ruchir Sharma, direttore responsabile dei Mercati Emergenti presso Morgan Stanley, che esordisce descrivendolo come Un pesce fuor d'acqua, per la puntigliosità e la precisione che lo contraddistinguono nel caotico e a volte anche parecchio informale mondo politico indiano. Lavoratore indefesso, di precisione e puntualità più svizzere che orientali, Chidambaram viene spesso giudicato arrogante dai suoi ben più rilassati colleghi. Tra i principali consiglieri della dinastia Gandhi che domina il Congress Party, l'uomo vanta un'esperienza difficilmente eguagliabile nel suo campo: come ministro del Commercio, nei primi Anni 90, giocò un ruolo fondamentale nelle prime aperture operate dall'economia indiana verso il mondo, segnando un percorso che doveva poi ampliare e consolidare come ministro delle Finanze a partire da una decisiva manovra nel 1997 e dirigendo poi lo stesso dicastero durante il boom dei mercati emergenti dello scorso decennio. Ora che l'economia indiana però sta rallentando, per riuscire conservare il suo posto sull'Olimpo della politica indiana Chidambaram dovrà riuscire a ravvivarne la crescita e nel frattempo, suggerisce Sharma, magari anche adottare personalmente uno stile più indiano.

Il ritratto di Vrinda Grover, tra I Pionieri, è stato infine affidato alla giornalista e saggista Nilanjana Roy, che per descriverne l'attività si rifà all'agopuntura e alla rete di punti stimolati con gli aghi dagli operatori sul corpo umano per curarne le patologie. Allo stesso modo, scrive Roy, opera Vrinda Grover, 49enne battagliera avvocatessa per i Diritti Umani e delle Donne, applicando pressioni non indifferenti dove e quando occorre, perchè la giustizia deve raggiungere tutti, non solo i privilegiati dei piani alti, ma anche coloro che abitano le zone dilaniate dalle insurrezioni, coloro che vengono torturati, ingiustamente incarcerati e giustiziati, coloro che scivolano verso il basso attraverso le tante crepe del sistema. La sua determinazione nell'esigere il cambiamento in un sistema giudiziario e politico spesso assai recalcitrante è stata evidente nei mesi scorsi, a seguito della tragica vicenda della ragazza stuprata a morte dal branco a Delhi. Durante la reazione conservatrice che montò dopo l'ondata di protesta che aveva attraversato il Paese, la voce della Grover si alzò forte e chiara, senza compromessi e senza sosta dai turbolenti studi televisivi indiani, sostenendo che, per quanto ancora lontane, Giustizia e Uguaglianza sono e rimangono la meta da raggiungere e che lei ha tutte le intenzioni di continuare a ricordare ai politici indiani che le donne indiane non si accontenteranno di nessuna stazione intermedia.

 
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