100 Film per 100 Anni - 2 PDF Stampa E-mail

Seconda parte

 

Cinema Bengalese

Charulata

Charulata (1964): tratto da un racconto di Tagore, il film è ambientato durante il cosiddetto Rinascimento Bengalese del XIX secolo. Diretto dal maestro Satyajit Ray, narra la storia di Charulata (Madhabi Mukherjee), la sterile ed intelligente moglie di Bhupati (Sailen Mukherjee) ricco intellettuale bengali e la loro complessa relazione alimentata dall'assenza di prole. Il film, considerato dal maestro stesso la sua opera migliore, fu premiato con l'Orso d'argento per la regia alla Berlinale del 1965.

Pather Panchali (1955): tratto dall'omonima novella del bengalese Bibhutibhushan Bandyopadhyay, la prima parte della Trilogia di Apu, é forse l'opera del cinema indiano più celebre internazionalmente, oltre ad essere la più nota del maestro Ray, che in questo film osserva il mondo attraverso gli occhi del bimbo protagonista, Apu. Insignito con il premio della giuria a Cannes e musicato da Ravi Shankar, l'opera, è unanimemente annoverata tra i capolavori del cinema mondiale di tutti i tempi.

Aparajito (1956): seconda parte della suddetta Trilogia, la crescita di Apu la morte di suo padre Harihar, la distanza che si va instaurando tra il ragazzo e la madre Sarbajaya, un tempo fulcro e àncora della sua vita. Leone d'Oro a Venezia 1957.

Apur Sansar (1959): terza e ultima parte della Trilogia, la vita adulta di Apu (Soumitra Chatterjee) il fortuito matrimonio con Aparna (Sharmila Tagore), il lutto e il rifiuto delle responsabilità, lo strappo dalle radici, il desiderio di vagabondare per il mondo in solitudine e poi il ritorno alla vita. 

Meghe Dhaka Tara (1960): la più controversa e acclamata opera del regista Ritwik Ghatak, tratta dall'omonima novella di Shaktipada Rajguru e prima parte di una trilogia, completata da Komal Ghandhar (1961) and Subarnarekha (1965). Interpretata da Supriya Choudhury e Anil Chatterjee e caratterizzata da un'eccezionale colonna sonora, questo film drammatico ruota attorno alla partition e allo stato di incertezza in cui le vicende nazionali gettarono i profughi sradicati dalla propria terra natale, attraverso la vita di Nita e il suo sacrificio a favore del benessere della famiglia.

Goopy Gyne Bagha Byne (1969): questa deliziosa opera di satira sociale, diretta da Satyajit Ray, fu tratta da un racconto del nonno del maestro, Upendra Kishore Roychowdhury, e costituisce uno dei più importanti film per ragazzi mai realizzati in India, coniugando Socialismo e umorismo garbato, mentre affronta il tema dello sfruttamento e delle ingiustizie castali nel Bengala rurale.

Padatik (1973): diretto da Mrinal Sen ed interpretato da Ashish Barman, Dhritiman Chatterjee, Simi Garewal, Bijon Bhattacharya e Pravash Sarkar, trattò gli avvenimeni politici del Bengala di quei giorni, guadagnandosi un National Award per la migliore sceneggiatura.

Akaler Sandhane (1980): interpretato da Dhritiman Chaterjee, Smita Patil, Sreela Majumdar, Gita Sen e Dipankar Dey, quest'opera diretta da Mrinal Sen ricostruisce la storia della terribile carestia che flagellò la regione nel 1943 e come la tragedia fu provocata dalla mano dell'uomo.

Aranyer Din Ratri (1970): in questo film diretto ancora una volta dal maestro Satyajit Ray e tratto dall'omonima novella di Sunil Gangopadhyay, per sfuggire alle storture della civilizzazione quattro amici decidono di esplorare il territorio tribale di Palamau nel Bihar. I confini tra civilizzato e selvaggio sfumano quando si troveranno in presenza di donne tribali e a dover fronteggiare la natura del luogo.

Jhinder Bandi (1961): odio, amore, gelosia e tradimento, in questa vicenda d'avventura tratta dall'omonimo romanzo storico di Sharadindu Bandyopadhyay ambientata tra il Madhya Pradesh e Calcutta e diretta da Tapan Sinha. Il film, musicato da Ali Akbar Khan, controppose una star indiscussa quale già era Uttam Kumar a Soumitra Chatterjee, segnando il debutto di quest'ultimo nei ruoli di antieroe, consacrandoli entrambi definitivamente come giganti del cinema dell'epoca.

Shriman Prithviraj (1973): questa commedia romantica, interpretata da Ayan Banerjee e Mahua Roy Choudhury, trattò per la prima volta l'amore tra adolescenti. Diretto da Tarun Majumdar e ambientato nell'India pre-Indipendenza, il film è oggi considerato un classico, celebre anche per i divertenti dialoghi e l'ottima colonna sonora.

Harano Sur (1957): diretto da Ajoy Kar, oltre a offrire una delle migliori interpretazioni del duo di stelle Suchitra Sen e Uttam Kumar, contribuì a creare la leggenda del loro perfetto affiatamento e a cementare la loro coppia, sugli schermi e nella vita.

Nayak (1966): scritto e diretto da Satyajit Ray, interpretato da Uttam Kumar e Sharmila Tagore, narra di un attore famoso in viaggio in treno fino a Delhi e degli inattesi incontri durante il tragitto che lo porteranno a raccontare e analizzare criticamente la sua intera vita.

Galpa Holeo Satyi (1966): un nuovo inserviente tuttofare viene assunto in una caotica famiglia attraversata da varie tensioni, dando vita ad un'ottima commedia considerata un classico; diretta da Tapan Sinha e interpretata da Rabi Ghosh, Bhanu Bannerjee, Chaya Devi, Jogesh Chatterjee e altri, venne riproposta nel remake hindi col titolo Bawarchi, con Rajesh Khanna nel ruolo principale.

Kshudhita Pashan (1960): un impiegato trasferito, una vecchia casa infestata dai fantasmi, un'incantevole danzatrice, il Karma; tratto da un racconto breve di Tagore, questo thriller paranormale fu diretto da Tapan Sinha e interpretato da Soumitro Chatterjee, vincendo un National Award.

Unishe April (1994): uno dei migliori lavori di Rituparno Ghosh narra le tensioni e le dinamiche emotive tra una madre, celebre danzatrice, e sua figlia cresciuta in collegio e rientrata a Kolkata in prossimità dell'anniversario della morte del padre, deceduto quando lei era bambina. Liberamente ispirato a Sinfonia d'Autunno, di Ingmar Bergman, vinse due National Award nel 1995.


Cinema Telugu

Nathashala

Devadasu (1953): la novella Devdas, di Sharat Chandra Chattopadhyay, ha ispirato nel tempo molti registi in varie lingue indiane. Per la sua versione, Vedantam Raghavaiah scelse Akkineni Nageswara Rao perchè interepretasse la complessità interiore di un innamorato che non riesce ad avere la meglio sul suo debordante Ego, Savitri per il ruolo di Parvathi e Lalita per quello di Chandramukhi. Alcune delle melodie cantate nel film sono popolari ancora oggi e si narra che il loro leggendario interprete, Ghantasala, avesse osservato un lunghissimo digiuno prima di registrare Jagame Maaya Brathuke Maaya, al fine di ottenere il giusto tono affranto richiesto dal brano.

Pushpaka Vimana (1987): diretto da Singeetham Srinivasa Rao, è un film muto che riformula il concetto stesso del genere cinematografico attraverso la semplice assenza di dialoghi. La commedia narra di un giovane disoccupato, interpretato da Kamal Hassan, che assume l'identità di un milionario trovato ubriaco e incosciente per strada e poi tenuto segregato dal protagonista.

Maa Bhoomi (1980): questo film, che narra la Rivolta del Telangana contro il Nizam di Hyderabad avvenuta tra il 1946 e il 1951, fu diretto da Goutam Ghose, lo stesso regista autore di Paar, in Hindi, e di Padma Nadir Majhi, in Bengali; è opera di culto, nella regione centromeriodionale indiana, per il suo approccio realistico verso la vita rurale e per le sue implicazioni politiche ancora oggi di grande attualità.

Mallishwari (1951): diretto da BN Reddy, il film narra la storia di Malleswari (Bhanumathi) ceduta secondo costume dalla famiglia alla corte dell'imperatore Krishna Deva Raya, dove è destinata a condurre una vita di assoluta reclusione pena la morte, ma che anela a riunirsi col suo innamorato Nagaraju (NT Rama Rao) che ama sin dall'infanzia. L'opera è considerata un classico ed è nota per l'accurata ricostruzione dei rituali praticati nell'antico regno di Vijayanagar, oltre che per le melodie della sua colonna sonora.

Maro Charitra (1978): frutto di una delle numerose e riuscite collaborazioni tra l'attore Kamal Hassan e il regista K. Balachander, questo film tratta gli effetti delle politiche linguistiche dell'epoca attraverso la storia d'amore tra un ragazzo Tamil e una giovane di lingua Telugu. Fu uno dei più grandi successi commerciali dell'epoca, anche nel suo remake in Hindi del 1981 dal titolo Ek Duuje Ke Liye.

Mayabazar (1957): quasi tutti i grandi nomi dell'industria cinematografica telugu, tamil e kannada sono stati in un modo o nell'altro associati a questo classico del cinema indiano diretto da Kadri Venkata Reddy, che fu opera d'avanguardia in molti campi, oltre ad offrire un'ennesima grande interpretazione classica di NT Rama Rao e gettare nuova luce sugli eventi narrati nell'epica del Mahabharata.

Narthanasala (1963): ed è ancora il Mahabharata a ispirare gli artisti telugu quando Kamalakara Kameshwara Rao produce questo film basato sull'episodio epico, interpretato sempre da NT Rama Rao, con Savitri e Dhulipala

Patala Bhairavi (1951): Ramudu (NT Rama Rao) figlio del giardiniere, si innamora della principessa di Ujjain, dando il via a una vicenda piena di misteri e colpi di scena diretta in coppia da KV Reddy e KK Rao. L'efficacia con cui l'attore riuscì a trasmettere al pubblico l'innocenza del suo personaggio é considerata una lezione d'arte drammatica perennemente valida.

Sagara Sangamam (1983): K Viswanath riunì in questo film due eccellenti ballerini quali furono Kamal Haasan e Jayaprada, in un'opera considerata una delle migliori mai realizzate in India sui rapporti umani e le loro multiple sfaccettature.

Shankarabharanam (1979): questo premiatissimo film drammatico di K Viswanath, che esplora la relazione tra maestro e allievo e la decadenza della tradizione musicale indiana a favore di sonorità più moderne, favorì proprio l'introduzione della musica classica carnatica nella cinematografia locale e un ritorno di popolarità per il nobile genere grazie all'ottima colonna sonora appositamente composta da KV Mahadevan.

Shiva (1989): Ram Gopal Varma produsse in seguito film quali RangeelaSatya e Company, ma con questo suo primo film in Telugu già annunciava la sua unicità tra i protagonisti della scena cinematografica nazionale. Quella che a prima vista sembrava solo una storia basata sulla rivalità tra lo studente Shiva (Nagarjuna) e il mafioso Bahavani (Raghuvaran), in realtà rappresentò un punto di vista totalmente inedito sui movimenti politici studenteschi e le ideologie che li animavano, che si riflettè poi concretamente nelle università del Paese. Il successo straordinario dell'opera portò a un remake in Hindi con lo stesso titolo già l'anno seguente.

 

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