100 Film per 100 Anni - 3 PDF Stampa E-mail

Terza Parte

 

Cinema Marathi

Shwaas

Sant Tukaram (1936): il film diretto da Vishnupant Govind Damle sulla vita di Tukaram, leader spirituale del XVII sec. appartenente al movimento Bhakti, è celebrato come uno dei più grandi film di tutti i tempi dell'industria cinematografica del Maharashtra per diversi motivi, tra i quali quello di essere stato il primo film indiano ad essere presentato a festival internazionali - Venezia, 1937 - e quello di essere stato proiettato ininterrottamente in uno stesso teatro per 57 settimane, ottenendo a quel tempo un record di incassi che fu  difficile battere per molto tempo.

Shyamchi Aai (1953): diretto da PK Atre, il film è tratto dall'omonima novella di Sane Guruji ed esplora le relazioni familiari, particolarmente quelle tra madre e figlio. Interpretato da Damuanna Joshi, Vanamala e Madhav Vaze, vinse il Golden Lotus Award nel 1954.

Shwaas (2004): basato su di fatto di cronaca realmente avvenuto a Pune, questo film low cost riuscì a diventare la proposta indiana agli Oscar di quell'anno grazie a una mobilitazione nazionale per sostenerne la promozione, arrivando però poi solo sesto nella categoria Miglior Film in lingua straniera, mentre in patria vinceva due National Award. Diretto da Sandeep Sawant e interpretato da Arun Nalavade, Ashwin Chitale, Sandeep Kulkarni e Amruta Subhash, apportò un nuovo impulso al cinema del Maharashtra e un'ondata di commozione tra il pubblico.

Deool (2011): diretto da Umesh Kulkarni e interpretato da un cast di prim'ordine - Nana Patekar, Dilip Prabhavalkar, Sonali Kulkarni, oltre ad ospitare un cameo di Naseeruddin Shah - il film ebbe un enorme successo e vinse tre National Award. Narra le vicende di Mangrul, un minuscolo villaggio intrappolato tra la complessità della globalizzazione e le aspirazioni della gioventù locale.

Harishchandrachi Factory (2009): con un brillante film del film, Paresh Mokashi narra la storia e le tribolazioni di Dadasaheb Phalke (Nandu Madhav) per riuscire a girare nel 1913 Raja Harishchandra, il primo lungometraggio indiano della storia. L'epica ed accurata produzione fu selezionata come proposta indiana agli Oscar di quell'anno.

Umbartha (1982): diretto e co-prodotto da Jabbar Patel, il film valse alla protagonista Smita Patil critiche entusiastiche per la sua interpretazione e alla produzione un National Film Award, per l'onesta e sensibile rappresentazione del conflitto sperimentato da una moglie decisa a dare il suo apporto alla società e a realizzarsi attraverso la propria carriera lavorativa, anche a costo di alienarsi gli affetti familiari.

Vihir (2010): diretto da Umesh Kulkarni, prodotto dalla Amitabh Bachchan Corporation e interpretato da Madan Deodhar e Alok Rajwade, questo film drammatico tratta le aspirazioni di due cugini adolescenti e amici del cuore che si ritrovano al villaggio d'origine in occasione di un matrimonio e in un momento che risulterà fatale per le loro vite.

Pinjra (1972): liberamente ispirato al celebre L'Angelo Azzuro, il film diretto da V Shantaram narra la tragica vicenda d'amore e morte che lega e travolge un severo insegnante e la prima ballerina di una compagnia itinerante. Interpretato da Shriram Lagoo, Sandhya e Nilu Phulevinse, vinse il National Award del 1973 per il miglior film in lingua marathi.

Manoos (1939): questa storia d'amore tra un poliziotto e una prostituta è considerata l'opera migliore del prolifico V Shantaram; secondo la leggenda popolare, dopo aver visto il film persino Charlie Chaplin volle congratularsi con l'autore.

Shala (2011): una struggente storia di amicizia, amore, libertà e determinazione adolescenziale in una scuola dell'India rurale Anni 70, diretta da Sujay Dahake e interpretata da Anshuman Joshi e Ketaki Mategaonka; ottenne due National Award, uno dei quali come miglior film maharati dell'anno.

 

Cinema Malayalam

Manichitrathazhu

Thoovanathumbikal (1987): opera culto della cinematografia del Kerala; si tratta di una commedia romantica scritta e diretta da P. Padmarajan ed interpretata da Mohanlal, Parvathy e Sumanlatha. Il protagonista, scapolo appartenente all'aristocrazia terriera locale, conduce una sorta di doppia vita tra la città e il villaggio natio, finendo per innamorarsi contemporaneamente di due donne, una vicina di casa lontana parente e un'aspirante escort, ma è incapace di compiere una scelta tra le due ragazze, in una vicenda nella quale la pioggia assume connotazioni da co-protagonista.

Chemmeen (1965): questo film di Ramu Kariat anticipò i tempi e ruppe alcuni tabù; sullo sfondo di una comunità di pescatori, si dipana una lunga storia d'amore clandestino tra una ragazza hindu e il suo innamorato musulmano. Premiato in patria e a Cannes, la sua colonna sonora include melodie ancora oggi popolarissime.

Oru Vadakkan Veeragatha (1989): sotto la direzione di Hariharan, Mammootty vinse il National Award come migliore attore per la sua interpretazione di Chandu, leggendario guerriero Chekavar, in questo dramma storico già portato sugli schermi numerose volte ma sempre in maniera ben più tradizionale di quanto seppe fare qui il regista, e il film stesso se ne meritò altri tre. 

Peruvazhiyambalam (1979): opera prima del pluripremiato P Padmarajan, tratta dalla omonima novella scritta dal regista, il film esplora gli effetti della violenza e della sopraffazione sulla società, ponendo alcuni scomodi interrogativi riguardo alla cultura maschile tradizionale del Paese, e guadagnandosi anche il National Film Award come miglior film in lingua Malayalam dell'anno. 

Anantaram (1987): film sperimentale premiato con tre National Awards, diretto da Adoor Gopalakrishnan secondo una narrazione molto lineare effettuata dal protagonista, interpretato da Ashokan, che racconta a se stesso come sia arrivato a diventare la persona che è attualmente attraverso alcune esperienze sentimentali e la sua percezione delle stesse. (Al momento irreperibile online)

Manichitrathazhu (1993): oltre ad essere stato il maggior successo al botteghino malayalam di quell'anno, questo thriller psicologico diretto da Fazil valse alla sua protagonista, Shobhana, il premio come miglior attrice ai National Award. La formula proposta ottenne un tale successo che il film vide fiorire negli anni seguenti modesti remakes in lingua Hindi, Bangla, Tamil e Telugu, ottenendo comunque lo stesso clamoroso successo anche anche in quelle regioni.

Sandesham (1991): commedia di satira politica diretta da Sathyan Anthikkad, che tratta l'eterno e universale conflitto tra Socialisti e Comunisti; ebbe un enorme successo di pubblico ed è ormai considerata un classico del cinema malayalam.

Vanaprastham (1999): la straordinaria arte di Mohanlal, nel ruolo di un danzatore di Kathakali di bassa casta, varrebbe già da sola la visione di questo pluripremiato film di produzione indo-franco-tedesca diretto da Shaji N. Karun, che esplora il divario netto esistente nella società castale indiana e le amarezze di un padre contemporaneamente lontano dal figlio e rifiutato dal proprio genitore.

 

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