Jiah Khan e il male oscuro a Bollywood PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Bollywood e cinema
Martedì 04 Giugno 2013 12:06

La morte dell'attrice 25enne Nafisa Jiah Khan porta con sé inevitabilmente il ricordo di altre giovani protagoniste dello show-business indiano scomparse tragicamente negli ultimi anni.


Jiah KhanSembra si sia impiccata come tante al ventilatore da soffitto di casa sua, la bella Nafisa, che per un po' aveva scelto di farsi chiamare Jiah, prima di tornare al suo vero nome. Figlia d'arte, era nata a New York nel 1988 per poi crescere a Londra e debuttare a soli 10 anni nel film Dil Se, interpretando gli anni dell'infanzia della protagonista Meghna, Manisha Koirala. Di nuovo a New York per gli studi, dopo una prima occasione mancata a causa della sua ancora troppo giovane età, nel 2007 ricevette da Bollywood l'offerta che poteva cambiarle la vita intera: recitare accanto ad Amitabh Bachchan. Col controverso film Nishabd, di Ram Gopal Varna, Jiah Khan ottenne infatti una nomination ai Filmfare Awards come Miglior Attrice Debuttante e l'anno seguente fu la volta della sua partecipazione all'enorme successo di Ghajini, di AR Murgadoss, con Aamir Khan nel ruolo principale.

Sembrava fatta, ormai, eppure qualcosa non deve aver funzionato: rimpiazzata da Genelia D'Souza dopo aver girato già buona parte di Chance pe Dance l'anno seguente, era ricomparsa in Housefull, del 2010 - tra l'altro girato in parte in Puglia - e poi più nulla. Una burrascosa e infelice relazione sentimentale sembra abbia fatto il resto, in una psiche evidentemente ormai troppo fragile. L'hanno trovata la madre e la sorella ieri notte, impiccata al ventilatore con la sua dupatta, senza aver lasciato un biglietto né un perchè*, e subito i social media sono stati tappezzati coi messaggi postumi di colleghi e amici costernati, affranti, increduli...

* In seguito, è stata rinvenuta dalla famiglia una sua lunga lettera che si presume fosse stata indirizzata al fidanzato, il 22enne Sooraj Pancholi, la cui autenticità e data di stesura sono in corso di analisi: "Hai distrutto la mia vita, non ho più una ragione nemmeno per respirare", ha lasciato scritto Jiah, che menziona nelle 6 pagine scritte in Inglese tradimenti, abusi e un traumatico aborto. Il ragazzo è stato fermato su denuncia della madre di Jiah; la polizia sta verificando se esistano gli estremi per concretare l'accusa di istigazione al suicidio rivoltagli dalla donna.

Divya BhartiMa Nafisa non è la prima bellissima a morire sola e di morte violenta, a Bollywood: era successo anche alla 19enne Divya Bharti nel 1993, precipitata dal 5° piano della magione che condivideva col marito, il produttore Sajid Nadiadwala, sposato solo l'anno precedente. Divya aveva debuttato nel 1990 nel film telugu Bobbili Raja e, giunta a Bollywood, si era fatta notare molto positivamente con Vishwatma, 1992 e in Deewana, accanto a Rishi Kapoor e Shah Rukh Khan, partecipando a 22 film in 3 anni, tra produzioni Hindi e Telugu: un successone, data la giovanissima età. La sua morte accidentale infatti fu, e rimane, un mistero mai chiarito.

 

Nafisa JosephNel 2004 pose fine alla sua vita a 25 anni appesa al ventilatore anche Nafisa Joseph, modella divenuta VJ di successo dopo aver rappresentato l'India a Miss Universo del 1997 e dopo essersi fidanzata con l'imprenditore Gautam Khanduja, che all'ultimo momento, però, cancellò le nozze già organizzate. L'uomo era infatti già stato sposato, ma aveva sostenuto di aver ottenuto il divorzio, non essendo però poi in grado di fornire alla promessa sposa i documenti relativi, causandole, si disse, la forte depressione che la condusse al tragico gesto.

Viveka Babajee

Stessa sorte per la ex-modella divenuta attrice originaria delle isole Mauritius Viveka Babajee, 37 anni, trovata impiccata nel 2010 dopo aver lasciato scritto sull'ultima pagina della sua agenda "Mi hai ammazzata tu, Gautam Vohra", l'ultimo fidanzato, che sembra le fosse platealmente infedele, dopo che già nel 2007 era naufragato a un passo dalle nozze anche il suo fidanzamento col regista Rohit Jugraj.

 

Silk SmithaMorì a 36 anni anche Silk Smitha, al secolo Vijayalakshmi Vadlapati, conturbante attrice del cinema meridionale che aveva partecipato a decine e decine di film a partire dai tardi Anni 70, cercando poi invano di diventare produttrice, morendo infine apparentemente avvelenata, sola e in gravi difficoltà finanziarie nel 1996.

Nel 2011 The Dirty Picture, interpretato da Vidya Balan, raccontò a grandi linee la sua parabola.

Kuljeet Randhawa

 

Kuljeet Randhawa, modella e attrice tv, morì a 30 anni nel 2006, anche lei impiccandosi al ventilatore, secondo quanto da lei lasciato scritto "per l'impossibilità di gestire oltre la complessità della sua vita".

 

 

Aggiornamento del 9 Novembre 2013:

Sospetto di omicidio, nel tragico caso di Jiah Khan: secondo quanto pubblicato oggi da Zee News, da un ulteriore esame autoptico indipendente compiuto all'epoca sul cadavere dell'attrice, sarebbero infatti emersi elementi compatibili con una colluttazione - tracce di sangue e pelle sotto le sue unghie - e che non erano stati presi precedentemente in considerazione. Gli esami ufficiali avevano già rivelato che l'attrice aveva assunto alcolici prima di morire, una circostanza che avrebbe potuto renderla meno reattiva e facilitare dunque all'eventuale aggressore l'atto di impiccarla simulando un suicidio. Alla luce dei nuovi elementi emersi, è probabile che il tribunale competente, al quale si è da tempo rivolta la madre di Jiah, Rabia Khan, sollecitando ulteriori indagini sulla morte della figlia, ordini la riesumazione della salma.

Aggiornamento del 22 Gennaio 2014:

La settimana scorsa i magistrati di Mumbai responsabili dell'inchiesta hanno ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per istigazione al suicidio l'ex fidanzato di Jiah Khan, Sooraj Pancholi, respingendo dunque le prove emerse dall'esame autoptico presentate dalla madre, in quanto i campioni estratti da sotto le unghjie della ragazza sarebbero risultati tutti appartenenti a Jiah stessa. La madre, Rabia Khan, strenuamente convinta che la morte della figlia sia riconducibile a un omicidio e non a un suicidio, ha già annunciato che presenterà ricorso.

Aggiornamento del 4 Luglio 2014:

L'Alta Corte di Mumbai ha accolto la seconda petizione di Rabia Khan, ordinando oggi nuove indagini sul caso e affidandole questa volta al CBI, l'FBI indiano, in considerazione delle numerose discrepanze apparse tra l'autopsia ufficiale e quella privata, richiesta dalla madre della ragazza, e della cittadinanza statunitense della vittima.  

 
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