Morire di superstizione PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le idee
Mercoledì 21 Agosto 2013 13:54

Ieri una coppia di sicari in motocicletta ha ucciso Narendra Dabholkar, 69 anni, medico in pensione e strenuo oppositore di quelle che generalmente sono indicate dalla stampa indiana come superstizioni, l'insieme delle tradizioni e pratiche tra il religioso e il magico che tanto affascinano chi si avvicina all'India partendo dall'Occidente.

di Matteo Miavaldi

Narendra DabholkarNon avevo mai sentito parlare di Dabholkar, attivo principalmente nella città di Pune (Maharashtra) e promotore di un disegno di legge anti-superstizione per contrastare legalmente la galassia di imbonitori che in India ha trasformato la religione e la fede in una televendita a ciclo continuo di Wanna Marchi. Se la legge possa mai avere qualche influenza nel cambio di mentalità delle masse indiane è tutto da dimostrare: perennemente bloccata dalle claque conservatrici del Maharashtra, non è stata mai nemmeno discussa nel parlamento locale.

I contorni della battaglia di Dabholkar che emergono dalla copertura dei media ne fanno un uomo-simbolo della battaglia tra razionalismo e scienza contro superstizione e tradizioni, terreno scivolosissimo: criticare l'establishment religioso hindu, dai bramini ortodossi ai sadhu, spesso viene giudicato in India come un attacco all'identità nazionale, si diventa anti-indiani.

L'attivista tentava però un approccio di buon senso, laico, nel tentativo probabilmente utopistico di scindere la componente mistico-religiosa dalle norme di condotta e interazione sociale di tutti i giorni. In un ricordo di Dabholkar pubblicato sul quotidiano Indian Express, un suo ex collega all'università di Pune (che ha preferito rimanere anonimo) ha scritto: «Mentre [Dabholkar] non è stato il primo a utilizzare un approccio razionalistico per capire i rituali e le pratiche popolari, è stato sicuramente tra i primi a legare queste pratiche allo sfruttamento delle masse».

La leva mistico-religiosa in India è un potente strumento di creazione del consenso ed affermazione dell'autorità costituita, sempre abile nel farsi raffigurare come anello di congiunzione tra il potere materiale (la politica, l'imprenditoria) e le istanze della tradizione religiosa viste come elemento identitario della società indiana post-coloniale.

 

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