The Good Road, la strada indiana all'Oscar PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Bollywood e cinema
Martedì 24 Settembre 2013 10:53

Contro ogni pronostico, sarà il film gujarati The Good Road a rappresentare l'India agli Oscar 2014 e non il favoritissimo The Lunchbox.

the-good-roadLa commissione nominata dalla Film Federation of India (FFI) per selezionare l'annuale proposta indiana all'Oscar è formata da 15 membri segreti e da un presidente noto, in questo caso il regista e produttore bengalese Gautam Ghose, che sabato scorso ha annunciato ad Hyderabad l'esito ufficiale delle votazioni, scatenando però notevoli polemiche. Dopo lunghe discussioni e 22 film visionati, gli anonimi giurati hanno infatti deciso all'unanimità, secondo quanto riportato, di presentare alla selezione dell'Academy Award 2014 per il Miglior Film in Lingua Straniera l'opera cinematografica d'esordio di Gyan Correa, The Good Road, già vincitrice del premio per il miglior film gujarati ai 60° National Awards indiani, ma assai poco nota a pubblico e addetti ai lavori, che in massa si aspettavano infatti l'investitura di The Lunchbox, di Ritesh Batra, con Irrfan Khan, Nawazuddin Siddiqui e Nimrat Kaur: una commovente storia d'amore che ruota attorno al celebre sistema mumbaita di consegna pranzi già ricevuta calorosamente in numerosi festival internazionali e a favore della quale la Sony Picture Classic, che distribuisce il film, pare avesse già ottimisticamente pianificato la massiccia e ormai imprescindibile azione di lobbying necessaria per ottenere almeno una Nomination.

Difendendo la sofferta scelta del comitato a favore di The Good Road, Ghose ha però dichiarato che il film, prodotto dalla National Film Development Corporation, ha battuto le altre proposte e in particolare ha prevalso su The Lunchbox grazie alla sua originalità, anche dal punto di vista indiano, trattandosi di una sorta di road movie nel quale gli unici professionisti tra gli interpreti sono Sonali Kulkarni e Ajay Gehi, e che narra con singolare sensibilità tre diverse vicende umane che si intrecciano in una terra remota e poco conosciuta anche in patria, offrendo così una visione dell'India più autentica e meno stereotipata che la commissione si augura sorprenderà positivamente anche l'Occidente.

Tuttavia, ha rivendicato Ghose nelle numerose interviste rilasciate per l'occasione alla stampa indiana, data la particolarità e l'abbondanza della produzione cinematografica nazionale, l'India dovrebbe poter selezionare per l'Oscar almeno cinque film, in rappresentanza delle principali industrie locali, tra i circa 1500 che si producono annualmente, riunendo infatti sotto una sola bandiera una popolazione e una varietà linguistica degna di un vasto continente. Oltre al favoritissimo The Lunchbox, gli altri principali contendenti hindi in lizza erano Bhaag Milkha Bhaag, di Rakeysh Omprakash Mehra, English Vinglish, di Gauri Shinde e Vishwaroopam, di Kamal Haasan con il bengali Shabdo, di Kaushik Ganguly e il malayalam Celluloid, di Kamal.

Girato con un budget ridottissimo, prevalentemente in esterni e spesso in presa diretta in Gujarat, tra Bhuj e le lunari terre del deserto salino del Kutch, The Good Road traccia tre vicende umane, di cui due infantili, che si snodano e intrecciano in poche ore lungo una strada dello Stato occidentale indiano per il quale il regista, originario di Goa e già veterano del mondo pubblicitario, dichiara di nutrire da tempo un'assoluta fascinazione. Il dibattito sul suo film, che peraltro moltissimi tra i più critici commentatori online confessano di non aver nemmeno visto, si è naturalmente ammantato anche di connotazioni politiche non appena Narendra Modi, primo ministro del Gujarat e candidato premier per la destra conservatrice alle elezioni nazionali del 2014, si è comprensibilmente dichiarato entusiasta per la scelta, congratulandosi pubblicamente con il cast e la troupe intera. Il Gujarat ha da tempo lanciato una massiccia campagna per lo sviluppo del turismo e delle relative infrastrutture richieste allo scopo anche in zone protette e fragilissime com'è appunto il Kutch, provocando giustificati allarmi tra gli ambientalisti, che temono quindi ora un ulteriore prossimo intensificarsi della tendenza.

Il direttore di The Lunchbox, film che ha debuttato con successo nelle sale indiane Venerdì scorso, nel frattempo ha commentato affranto: "Non ho visto The Good Road, ma so che il mio film aveva molte chances di ottenere una Nomination. Questo risultato sottolinea la necessità dell'Academy Award di rivedere il suo meccanismo nella categoria Lingua Straniera, da tempo inceppato: uno dei principali problemi che derivano dal lasciare scegliere a ogni nazione il proprio candidato è che spesso i comitati preposti a selezionarli si dimostrano miopi, quando non corrotti, scegliendo raramente film adatti a competere a livello internazionale."

Solo tre film indiani sono riusciti nella storia ad entrare nella cinquina finale degli Academy Awards hollywoodiani: nel 1957 Mother India, di Mehboob Khan, nel 1988 Salaam Bombay, di Mira Nair, e nel 2001 Lagaan, di Ashutosh Gowariker, ma nessuno è mai riuscito fino ad ora a portare a casa l'anelata statuetta.

Aggiornamento del 20.12:

The Good Road non ce l'ha fatta a entrare nella short list di 9 opere, tra le 71 presentate da tutto il mondo, e le polemiche per averlo preferito a The LunchBox non tarderanno a riaccendersi. La cinquina finale verrà resa nota il prossimo Gennaio ma per il momento la buona notizia è che invece La Grande Bellezza, di Paolo Sorrentino, ha superato la selezione. 

 
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