Venkatraman e l'artigianato tecnologico PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Le grandi personalità
Mercoledì 22 Gennaio 2014 11:04

Cresciuto tra l'India e la Nigeria, diplomatosi al National Institute of Design di Ahmedabad nel 2003 e specializzatosi poi in Italia, Vinay Venkatraman vive ora a Copenaghen, dove ha fondato la Frugal Digital, una società nonprofit specializzata nella produzione di tecnologia low cost.

Vinay VenkatramanMentre passeggiava con due colleghi per le strade di Mumbai, un bel giorno del 2009 Vinay Venkatraman fu attratto dall'attività di alcune persone: trafficando con vecchi monitor di Pc, li trasformavano rapidamente in televisori perfettamente funzionanti e completi di telecomando, utlizzando solo materiale palesemente di recupero.
Ispirato dalle capacità e dall'inventiva di quegli artigiani tecnologici, a volte semianalfabeti ma quasi sempre espressione del miglior Jugaad indiano, l'anno seguente Venkatraman fondò la Frugal Digital, una società nonprofit con sede a Copenaghen specializzata nella ricerca e nella messa a punto di tecnologia low cost.

Basandosi in principio su quello che generalmente si indica come hardware mash-up, la Frugal si concentrò sulle esigenze relative al settore sanitario ed educativo dei Paesi in via di sviluppo, una delle maggiori sfide che affronta oggi il mondo, spiega Venkatraman, che ha fondato anche una società di elaborazione e analisi dati per poter finanziare i nuovi progetti della Frugal Digital. Prima di lanciarsi in ognuno di questi, la Frugal effettua infatti un rigoroso studio al fine di determinare se e come sia possibile risolvere il problema con una tecnologia low cost fondata su elementi facilmente reperibili sui mercati locali. Per sviluppare Clock Sense, uno strumento ricavato da una comune sveglia e creato per lo screening basico in campo medico, il team della Frugal ha per esempio accuratamente studiato il sistema sanitario nell'Andhra Pradesh rurale. Notando che in quelle zone remote gran parte della popolazione doveva percorrere in media almeno sette km per raggiungere il primo centro medico disponibile, e che a causa di ciò molti rimandavano la visita fino all'aggravarsi delle loro condizioni, il team della Frugal pensò di creare uno strumento basico portatile di semplice utilizzo e renderlo disponibile alle Ong e agli operatori sanitari che si incaricano di offrire informazione e prima assistenza medica porta a porta nei villaggi.

Per facilitare invece il lavoro degli eroici maestri di scuola di quelle stesse aree indiane, la Frugal si è inventata Darshana, un proiettore per contenuti web ricavato da un cellulare di seconda mano, una torcia e un contenitore metallico, col quale un'intera classe può usufruire delle informazioni presenti online. Le centinaia di migliaia di click ottenuti per il video che ne illustrava il funzionamento durante la conferenza tenuta da Venkatraman per TED a Doha e le moltissime richieste giunte da parte di ingegneri, tecnici e designer di tutto il mondo desiderosi di collaborare col suo team, hanno portato la Frugal a pensare di creare presto una piattaforma mista, offline e online, accessibile alle persone interessate a contribuire alla tecnologia frugale, affinchè si possa metter a punto la migliore versione possibile di ogni innovazione e condividerne il progetto, sempre considerando però la questione centrale sulla quale si fonda la Frugal: i costi.

Clock Sense"Se uno strumento non risulta economicamente accessibile, non importa quanto sia funzionale, bello o innovativo: per la stragrande maggioranza del genere umano non sarà comunque di alcuna utilità. Noi fissiamo quindi prima di tutto un costo massimo e poi vediamo cosa si può fare entro quei limiti e con il materiale reperibile in loco", spiega Venkatraman, la cui brillante iniziativa potremmo in parte annoverare fieramente tra i frutti dell'esperienza del Made in Italy, giacché, dopo gli studi in India, Vinay ha frequentato e completato con Lode un prestigioso Master presso l'Interaction Design Institute di Ivrea: un'istituzione derivata dal Centro Studi Olivetti, voluto a suo tempo dal fondatore, e proprio ad Adriano Olivetti intitolata, ma che sfortunatamente ha operato solo fino al 2005, quando la proprietà Telecom decise di interromperne il finanziamento.

Dato lo scarso interesse per la materia manifestato in Italia, Venkatraman ha quindi in seguito fondato con altri reduci dell'esperienza di Ivrea anche un nuovo e omonimo istituto a Copenaghen, da sei anni sostenuto con successo da entità pubbliche, come il ministero per la Cultura, da associazioni di categoria e industria privata.

 

Fonte: TheWallStreetJournal

 

 
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