I monti sacri dei jaina PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura

Il Gujarat è lo Stato indiano con maggior presenza jainista, i seguaci della religione istituita da Mahavira nel VI sec. a.C.

PalitanaIl Gujarat è lo Stato indiano con maggior presenza jainista, i seguaci della religione istituita da Mahavira nel VI sec. a.C. Uno degli insediamenti più antichi della zona si trova sul Monte Girnar, dove fino in cima ai suoi 1117 metri sono distribuiti grotte e templi di questa congregazione. Superata la roccia con incisi quattordici editti rupestri di Ashoka, inizia la salita segnata da un sentiero lastricato.

Non mancano i templi indù che comunque cessano dopo la Deva Kota, la porta che immette nella cinta muraria che protegge i 16 templi jain, di cui il più importante è il tempio di Neminatha; questo ospita l'immagine in pietra nera impreziosita da gemme del ventiduesimo Tirthankara, termine onorifico attribuito ai profeti jain. Risale al 1159 ed è incluso in un recinto su cui si aprono settanta celle; è costituito da due mandapa - sala ipostila - a pianta centrale e soffitto a cupola, e dal Garbhagriha, il sacrario principale, circondato da un deambulatorio con bei pilastri in marmo bianco.

Anche il tempio di Tejahpala e Vastupala, due ministri della dinastia Solanki che lo fecero erigere nel 1230, è costituito da un grande mandapa su cui si aprono tre celle.  
Quella orientale è dedicata al diciannovesimo Tirhankara, mentre le due laterali a due sacri monti jain: quella meridionale al Parasnatha - che sorge in Bihar - rappresentato su base circolare, mentre la settentrionale ricorda il mitico Monte Meru, impostato su base quadrata. Fuori dalla cinta muraria e quasi sulla cima sorge il tempio di Amba Devi, dedicato all'aspetto materno e femminile del Divino, mutuato dal mondo indù.

Palitana, tempio adishwaraMa la più famosa città sacra del mondo jain, meta di pellegrinaggio e simbolo di ascesi, è Palitana che ospita più di ottocento templi e settemila immagini sulla sacra collina di Satrunjaya. I templi si distribuiscono sulle due sommità entro una serie di Tuk, o poderose cinte difensive: edificati per lo più nel IX - X secolo, furono distrutti dai musulmani e ricostruiti dal XV secolo in poi.
Ciò non impedisce che entro il perimetro sacro trovi posto la tomba di un santo musulmano che, si dice, protesse la località: l' Angar Pit è ancora oggi luogo di devozione, come dimostrano i molti ex-voto, e le tante culle in miniatura attestano la fama del santo come dispensatore di prole. La tipica struttura dei templi di Palitana prevede un recinto nei cui muri si aprono le cappelle dei Tirthankara, un cortile spesso lastricato raffinatamente, il tempio centrale su basamento, con ardhamandapa ornato da archi a festoni, mandapa ipostili, spesso scenografici e con sontuosi soffitti, e Garbhagriha sormontato da Shikara e Angashikara, cioè la stessa struttura ripetuta più volte con dimensioni ridotte.

L'influsso musulmano è presente nelle false cupole che talvolta sovrastano il mandapa o gli angoli della cinta. Tipico di Palitana e molto raro altrove in India è il tempio su due o più piani con cella Chaturmukha, cioè aperta sui quattro lati, perchè ospitante un'immagine di Tirthankara a quattro volti, preceduta da quattro mandapa con altrettanti porticati. E' di questo tipo il tempio di Adinatha, pregevolmente decorato, costruito nel 1618, a due piani, con cella aperta a i quattro punti cardinali, collegata al mandapa sul lato orientale, che ospita la statua del primo Tirthankara Adinatha, le cui quattro facce rivolte verso le plaghe dell'universo ne evidenziano la funzione protettiva.

Il tempio principale è quello di Adishvara: costruito in arasa, il marmo locale dalle calde tonalità, sorge nel luogo più sacro di Palitana ed è dedicato anch'esso al primo Tirhankara. Costruito nel 960 fu riedificato, dopo la distruzione musulmana, nel 1530. Incluso in una cinta contornata da cappelle, è a due piani, sormontato da uno shikara molto slanciato, il cui verticalismo è temperato da angashikara

 
Jain Tirthankars Il mandapa ipostilo presenta sculture di grande delicatezza e sontuose decorazioni sul soffitto. Nei numerosi sacrari notevoli particolari riscattano la loro recente costruzione: dalle tarsie intricate che schermano le finestre o addirittura costituiscono le pareti del mandapa ai mosaici dei pavimenti, dalle mensole delle colonne agli archi d'ingresso, dalle decorazioni floreali alle statue, si rivelano il genio e la fede degli artisti locali. Estremamente suggestive le statue in marmo bianco dei Tirthankara, i cui occhi ben aperti sono ripresi in pasta vitrea per la cornea e argento per le pupille, dando allo sguardo dei profeti la cristallina trasparenza degli illuminati.

 

 

 

Fonte: India del Nord, di Marilia Albanese.

 

 
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