Ammaniti e la 'Good Life' degli Italiani in India PDF Stampa E-mail
L'India tra noi e per noi - India e Occidente
Lunedì 23 Giugno 2014 12:26

Niccolò Ammaniti debutta come regista in The Good Life, docufilm sugli Italiani andati in India negli anni Settanta e mai più tornati.

di Letizia Rogolino

The good life, Niccolò AmmanitiNiccolò Ammaniti, premio Strega nel 2007, è stato ospite al Biografilm festival di Bologna per presentare il suo debutto alla regia con il documentario The Good Life. Dopo aver scritto storie adattate per il grande schermo come Io non Ho Paura o Come Dio comanda, Ammaniti decide di raccontare con le immagini, lasciando riposare le parole. Tre vite, tre storie di italiani trasferitisi in India alla ricerca di un riscatto e di una nuova vita. Baba Shiva lascia l’Italia e diventa un sacerdote induista, avvolto nella sua veste rossa, recitando preghiere sulle rive del Gange. Eris, nomade in viaggio per l’Asia, si stabilisce con moglie e figli sull’Himalaya. Giorgio, fuggito di casa a tredici anni, diventa il custode del tempio in un piccolo paese polveroso. Lo scrittore usa il suo talento e la sua sensibilità per raccontare un universo affascinante, di persone che hanno rinunciato all’Italia per una vita diversa, in cui non c’è spazio per il superfluo. Il viaggio come fuga, e come mezzo per scoprire se stessi e la vera essenza della vita, attraverso una nuova spiritualità. Mentre l’Italia è soffocata da gerarchie, arrivismo e ambizione, è difficile non desiderare di andare altrove per qualcosa di diverso.

Hai già ambientato in India il tuo romanzo Branchie, del 1994. Cosa ti affascina di questo paese?

L’India è un continente enorme, grande quasi quanto l’Europa e ha dentro tante culture diverse. Ci sono religioni e credi diversi, posizioni filosofiche e di vita completamente diverse. Viaggiando attraverso l’India, senti che il tuo panorama cambia, e ti senti perso. Perdi i punti di riferimento che conosci e questa sensazione di perdermi non l’ho mai provata in nessun’altra parte. Nello stesso tempo hai la percezione di essere accettato per quello che sei. Puoi essere quello che vuoi, basta che non disturbi gli altri.

Come hai trovato i tre personaggi per raccogliere le testimonianze?

Sono stato in India diverse volte e ho incontrato tanti Italiani che sono andati lì negli anni ’70, con ogni mezzo, e sono arrivati in India pensando che fosse la patria dell’armonia, delle religioni, dell’apertura totale e di una nuova spiritualità. Molti sono tornati non contenti, altri sono stati recuperati dalle famiglie e sono tornati indietro, altri sono rimasti. Nonostante professino un’armonia per la loro situazione attuale, trasmettono anche una nostalgia per l’Italia e i loro ricordi si sono fossilizzati nel momento in cui hanno deciso di fare un’altra vita.

Continua su: IlFattoQuotidiano

 

 

25 Novembre:

"The good life", in uscita domani per Feltrinelli in dvd e presentato in anteprima il 25 novembre alle 21 al cinema Nuovo Sacher di Roma.

 
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