Grandeur vittoriana PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Le grandi metropoli

Chhatrapati Shivaji Terminus, secondo la nuova denominazione, ma ancora e sempre VT, Victoria Terminus, per i mumbaikars, è uno degli edifici-icona di Mumbai e dell'India intera.

VTI lavori cominciarono nel 1878 e furono necessari circa 10 anni per completarli, benchè la stazione venisse aperta al pubblico già dal 1° dell'anno 1882. Nel Giugno del 1887, nel giorno del Giubileo della Regina Vittoria, l'edificio le venne intitolato in commemorazione dei suoi 50 anni di regno. Una statua della sovrana venne per l'occasione insediata nell'entrata principale, tra le 4 esistenti, e lì rimase per molti anni finchè, non si sa esattamente per ordine di chi nè quando, venne rimossa per sparire nel nulla. La richiesta di sostituirla ora con una dell'eroe maratha, Shivaji, a cui è stata nuovamente intitolata nel 1996 la principale stazione ferroviaria di Bombay, per ora giace inevasa. La cosa più notevole della Victoria Terminus, con la sua imponente struttura ricca di statue, fregi, ornamenti e curiosità architettoniche, onorata dal 2004 dal titolo di Patrimonio Mondiale dall' UNESCO, è che è ancora e prima di tutto una stazione ferroviaria funzionante a pieno regime. Nel cuore meridionale di Mumbai, questo venerabile edificio di 120 anni - che ancora viene indicato comunemente come VT nonostante sia stata appunto ribattezzata Chhatrapati Shivaji Terminus, CST - vede infatti transitare ogni giorno tra le sue mura oltre un milione di pendolari, circa 3 milioni di passeggeri, 1250 treni che arrivano e partono dai suoi 14 binari ed ospita ancora oggi i quartieri generali amministrativi delle Ferrovie Indiane.

 

Oltre ai suoi aspetti grandiosi e funzionali, che la si chiami VT  o  CST, offre una ricchissima ed eccentrica collezione di statue, fregi, vetrate ed ornamenti vari che ne fanno nell'insieme una vera e propria icona della città; ma qualunque descrizione di questa stazione non può prescindere da alcune note sull'architetto che la concepì: Frederick Williams Stevens, e per la verità ogni descrizione generica di Mumbai sarebbe incompleta senza menzionarlo; fu infatti il più prolifico architetto della città nel XIX secolo, artefice di  numerosissimi edifici pubblici che impressero così alla futura metropoli il suo caratteristico panorama architettonico.

Partitario in origine dello stile neogotico, Stevens venne grandemente influenzato dalla sua lunga permanenza in India, dando così vita ad uno stile unico e specifico del subcontinente. Questo stile viene indicato convenzionalemente come Indo-Gotico, ma si tratta di una così ricca e curiosa fusione di stili che sarebbe più appropriato denominarlo come Vittoriano-Gotico-Saraceno-Italico-Oriental-Barocco, se non fosse un termine un po' troppo lungo. Lo stile Indo-Gotico permise all'immaginazione dell'architetto inglese di fluire libera tra gargolle, statue e rilievi che illustrano qualunque soggetto, dai copricapi caratteristici delle varie comunità presenti in città, ai 10 precedenti e riveriti dirigenti della Great Indian Peninsular Railway.

 

Considerata la varietà, l'estensione geografica e storica dei prestiti stilistici a cui ricorse Stevens, sorprende il fatto che non sia mai scivolato nel kitsch e nell'esagerazione gratuita, facendo al contrario confluire le varie influenze in uno stile con una sua propria e definita dignità. E forse è anche uno stile che fiorì con successo perchè sostanzialmente pratico, alla sua origine: lunghi e ampi corridoi, soffitti altissimi, vaste sale, l'uso della pietra, alte finestre schermate e tettoie, erano caratteristiche architettoniche dettate primariamente dalle esigenze di clima. E il risultato fu spazio adeguato, luce, ventilazione e una naturale freschezza interna che permetteva e permette agli addetti di lavorare e ai viaggiatori di stazionarvi sempre confortevolmente. Ma nello stile indo-gotico vi fu un altro aspetto che oltrepassò la semplice convenienza e l'estetica, in quanto volto a rappresentare degnamente il potere dell'Impero britannico.

Il maestoso slancio di VT certamente lo testimonia: la cupola  su torre ottagonale, che si innalza  sulla strada - Dr. D.Naoroji Road, Nagar Chowk  - simile a quella di una cattedrale, è l'aspetto più evidente di ciò. Sulla sua cima svetta una figura femminile alta 4 m. che, una torcia in una mano e una ruota nell'altra, simbolizza il progresso, e attorno a lei una infinita teoria di gargolle, guglie e statue.

 

I soggetti delle statue sono tipici di un'era nella quale commercio e progresso si identificavano mutuamente. Figure rappresentanti l'ingegneria, il commercio navale e l'agricoltura sono poste su vari pinnacoli. La facciata principale si sviluppa simmetricamente in due ali rispetto alla cupola principale, con altre cupolette e torri coniche laterali e un grande orologio centrale. Bassorilievi con scimmie, pavoni, elefanti e il Leone britannico ornano le guglie, le torrette e le vetrate - degne di qualsiasi duomo cristiano - ricche in colori primari.

L'ornamentazione fu il cuore dello stile indo-gotico: il coinvolgimento di Stevens nel progetto fu tale da fargli disegnare personalmente buona parte dei dettagli e fregi  richiesti, senza delegare ai suoi assistenti come in uso all'epoca, e fino a disegnare lui in persona persino i mobili e le varie strutture interne funzionali al luogo.

 

Di fronte alla stazione sorgono gli edifici del Municipio cittadino, costruiti nel 1893 sempre dall'architetto Stevens.

 

 
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