La fine dei BRIC PDF Stampa E-mail
L'attualità - Economia
Lunedì 09 Novembre 2015 10:16

Un economista della banca d'affari americana aveva coniato l'acronimo per raggruppare i Paesi ad altissima crescita: Brasile, Russia, India e Cina. Oggi Goldman ha deciso di chiudere il fondo a loro dedicato, facendolo rientrare in uno più ampio sui mercati emergenti. La fine di un'era.

Goldman Sachs crea, Goldman Sachs distrugge. Sono passati quattordici anni da quando l'economista (ex) della banca d'affari statunitense, Jim O'Neill, ha coniato l'acronomio che è diventato sinonimo di Paesi ad alto tasso di crescita: Brasile, Russia, India e Cina (ai quali si sarebbe poi aggiunto il Sudafrica). Oggi, il colosso finanziario ha chiuso i battenti del fondo dedicato proprio agli investimenti in quei Paesi, diventato ormai uno strumento in perdita, decidendo di fonderlo con uno strumento più ampio che si focalizza sui mercati emergenti in genere. La decisione, maturata lo scorso mese, è così spiegata alla Sec, l'Autorità Usa dei mercati finanziari: "Non ci aspettiamo una significativa crescita di valore in un orizzonte prevedibile".

Fine dei giochi, dunque, per il fantastico quartetto: Brasile e Russia sono in recessione, la Cina si indirizza verso un anno al minor ritmo di crescita dagli anni Novanta e anche in India, dove pure la crescita c'è, attuare le riforme necessarie è ben lungi dall'esser compiuto.

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