Kolossal Maratha PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Bollywood e cinema
Martedì 15 Dicembre 2015 11:03

Come anni fa il kolossal moghul Jodhaa Akbar, così anche Bajirao Mastani, kolossal maratha in uscita il prossimo 18 Dicembre sulla storia d'amore tra il peshwa Bajirao I e la sua seconda moglie ufficiale Mastani ha sollevato proteste e richieste di censura

bajirao-mastaniBajirao I fu il più grande peshwa - primo ministro ereditario - della storia della confederazione dei Maratha dopo il suo fondatore Shivaji, che tuttavia ne era anche sovrano, mentre al tempo di Bajirao I su tutto il regno virtualmente regnava Shashu Maharaj, nipote di Shivaji. Brahmino Chitpivan per nascita, secondo gli annali Bajirao I fu uno straordinario comandante d'armata, oltre che un buon amministratore, ma quello che catturò maggiormente la fantasia popolare fu che al suo eroismo e competenza si affiancavano anche la gioventù e una straordinaria avvenenza fisica. La sua storia d'amore con la seconda moglie Mastani, a sua volta di rinomata ed esotica bellezza, divenne a partire dalla fine del XIX secolo il fulcro di innumerevoli leggende, racconti, novelle e poi serie Tv e film, fino all'ultima versione prodotta da Sanjay Leela Bhansali, che vede Ranveer Singh vestire i panni del peshwa, Deepika Padukone quelli di Mastani e Priyanka Chopra quelli della di lui prima moglie Kashibai, e che uscirà nelle sale indiane il prossimo 18 dicembre dopo circa 10 anni di intermittente lavorazione.
Ma già a partire dalla consueta divulgazione anticipata di trailers e di brani musicali tratti dalla sua scintillante colonna sonora, grida di sdegno si sono levate dalle fila dei conservatori e dei discendenti della stirpe, fino a giungere sulla scrivania del primo ministro del Maharashtra, Devendra Fadnavis, che ha promesso di prendere in considerazione il bando del film o la sua parziale censura a causa delle numerose imprecisioni storiche sottolineate dai gruppi di protesta.

Il fatto però è che di storico, in questa vicenda, come in quella di Jodha Bai e Akbar il Grande, in realtà c'è davvero poco, soprattutto per quanto riguarda le signore coinvolte, come d'altronde voleva all'epoca la tradizione locale. Il film si basa infatti a sua volta sulla novella marathi Raau, di Nagnath S Inamdar, mentre per i dettagli e le ricostruzioni storiche era stato coinvolto il massimo storico dei Peshwas, Ninad Bedekar, deceduto lo scorso Maggio. Nonostante il film si attenga poi logicamente alle più classiche e consolidate tecniche bollywoodiane, i suoi oppositori sono categorici a riguardo: nessun balletto e nessuna canzone possono essere interpretati da Bajirao I o dalle sue mogli, troppo occupato a governare e combattere per potersi concedere queste amenità il primo e troppo degne per esibirsi in pubblico le seconde, consorti per ragion di Stato e non certo per vil amore, soprattutto Mastani.

Quello che si sa per certo è solo che Mastani era la figlia del Maharaja Chhatrasal, un Rajput dei Bundela che fondò il regno di Panna in Bundelkhand, e della sua moglie persiana Ruhaani Bai, e che mentre sua madre era musulmana, Mastani e suo padre erano seguaci di una setta Bhakti che non faceva alcuna distinzione di casta o religione di nascita tra i suoi adepti; Mastani venne offerta in moglie a Bajirao I assieme a un terzo delle entrate del regno a cambio dell'aiuto prestato dal peshwa nella vittoriosa lotta condotta dal raja contro un condottiero moghul di Allahabad nel 1727. La sua prima moglie, Kashibai, proveniva invece dallo stesso clan castale di Bajirao, noto per l'ortodossia religiosa e l'influenza politica ed economica esercitata su Shahu Maharaj e gli altri notabili del regno.

Considerata un'outsider alla corte maratha a causa della sua ascendenza persiana musulmana, Mastani vide quindi la sua unione con Bajirao fortemente osteggiata, apparentemente incontrando però nel marito, per amore o ragion di Stato che fosse, un solidissimo alleato fino alla sua morte. Al loro unico figlio Shamsher venne tuttavia imposta un'educazione musulmana, a sancire la sua estraneità con la stirpe regnante, impegno proseguito poi da Kashibai dopo la morte del consorte in battaglia, nel 1740, alla quale fece seguito quasi subito e in circostanze ignote anche quella di Mastani.
Sembra che i due rami dei discendenti si siano riconciliati solo nel 2012, per unirsi poi ora nella battaglia contro un film che proprio per epicità, sfolgorante estetica e un'eccellente colonna sonora si candida a diventare un altro vero classico del genere Dhoti e Spada.

 
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