Violenza anticristiana PDF Stampa E-mail
L'attualità - Interni e cronaca
Giovedì 27 Dicembre 2007 01:00

Tre morti e numerose chiese saccheggiate e poi date alle fiamme. Gli episodi di violenza anticristiana sono iniziati lunedi', vigilia di Natale, nell'Orissa e non sono ancora terminati.

 

Nonostante il coprifuoco a tempo indeterminato imposto dalle autorità locali, nonostante il migliaio di agenti  e personale paramilitare inviato in loco, sono ripresi gli scontri tra induisti e cristiani nello stato orientale dell'Orissa iniziati alla vigilia di Natale. Fonti di polizia parlano genericamente di scontri tra le due comunita' in oltre una dozzina di cittadine della provincia, ma il bilancio provvisorio dell' attacco a tutto campo dell’organizzazione fondamentalista Vishva Hindu Parishad (Vhp), contava fino a ieri con  già 3 morti, 13 chiese bruciate, 2 case parrocchiali distrutte, decine di feriti - molti dei quali in gravissime condizioni - un orfanotrofio cristiano vandalizzato, treni bloccati per ore e auto della stessa polizia bruciate.

 

Gli scontri sono cominciati  il 24 dicembre, quando Swami Lakhananda Sarswati - un  80enne leader locale del Vhp accompagnato dalle sue guardie del corpo - ha visitato una zona cristiana dove i fedeli avevano issato delle tende per la celebrazione del Natale, già distrutte in precedenza da  membri del Vhp. La provocazione ha scatenato violente proteste, durante le quali l'anziano leader è rimasto ferito; a causa di ciò, il Vhp ha indetto per l'indomani una giornata di sciopero nazionale nello Stato.

  

Nel distretto di Phulbani si è scatenato l’inferno. Molti militanti dell'organizzazione hanno attaccato le chiese della zona impedendo le celebrazioni , sparato sui fedeli uccidendone 3 e ferendone 24. Gli scontri sono continuati anche nella giornata di Natale e fino a oggi, quando si sono registrati nuovi attacchi, con numerose chiese e centri cristiani messi a ferro e fuoco. Gli attivisti del Vhp accusano le chiese cristiane di proselitismo. Proprio il giorno di Natale,  il Vhp ha celebrato  il “ritorno” di 187 cristiani all’induismo: con una cerimonia pubblica, 103 uomini e 84 donne hanno festeggiato la loro riconversione - Barabartan, il ritorno a casa - ricevendo riti purificatori e  immagini di divinità indù. Presenti alla cerimonia anche alcune autorità politiche dello Stato, nel quale il problema delle conversioni è da tempo un tema caldo. Già nel 1967, infatti , qui fu approvato il Freedom of Religion Act  (Ofra), con cui il governo dell’Orissa ha attuato una serie di leggi anti-conversione che, di fatto, restringono di molto le possibilità d'azione dei missionari cristiani. Nonostante ciò la popolazione cristiana orissi è aumentata,  portando a circa 400mila i tribali da riconvertire all'induismo, secondo i leader fondamentalisti. Nel 1999, un missionario australiano e i suoi due bambini vennero bruciati vivi e un sacerdote cattolico fu assassinato, ma da allora la situazione nello Stato sembrava essere tornata sotto controllo.

 
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