Rivolta anticristiana PDF Stampa E-mail
L'attualità - Interni e cronaca
Lunedì 25 Agosto 2008 01:00

Nell'est del paese riesplode la rivolta anticristiana. Assaltate chiese e orfanotrofi. Da 48 ore l'Orissa è teatro di distruzioni e violenze.

 

Nell'est dell'India riesplode la guerra di religione. Gli estremisti indù hanno dato fuoco ad un orfanotrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali, nell'est del paese, 400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dello stato dell' Orissa e ucciso bruciando vivi due cristiani; un religioso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni mentre notizie ancora confuse parlano del sequestro di due suoi confratelli.  Una delle due vittime si chiamava Rajnie Majihie e aveva poco più di venti anni; accudiva i trenta bambini ospiti della struttura. "E' morta per salvare gli orfani", ha detto all'agenzia missionaria Misna padre Alfonse Towpo, assistente del vescovo Lukas Merketta della diocesi di Sambalpur. "E' morta perchè è rimasta indietro per far uscire tutti i bambini. Anche padre Eduard (il sacerdote ferito) è rimasto gravemente ustionato per far scappare gli orfani" ha aggiunto padre Towpo.  Rasananda Pradhan, invece e' stato bruciato vivo nella sua casa nel villaggio di Rupa, nel distretto di Kandhamal. Gli estremisti hanno dato alle fiamme almeno 12 chiese nei villaggi di Khurda, Bargarh, Sundergarh, Sambalpur, Koraput, Boudh, Mayurbhanj, nei distretti di Jagatsinghpur e Kandhamal, come pure nella capitale dello stato, Bubaneshwar. Circa 40 case di cattolici sono state bruciate nella citta' di Phulbani.


 

"Uccidete i cristiani", è lo slogan ripetuto dagli indù all'assalto dei centri sociali e dei pullmini dei religiosi cattolici. Il distretto di Khuntapali è devastato dalle incursioni di bande induiste, inferocite dopo l'assassinio del leader fondamentalista della rivolta contro i cattolici, Swami Laxamanananda Saraswati,  e di cinque suoi adepti. L'uccisione del leader e' avvenuta la sera di sabato 23 agosto, fra le 21 e le 22, nella sede del suo ashram, nel distretto di Kandhamal. Gli assalitori, una ventina, sono entrati durante una sessione di yoga e hanno sparato colpi all'impazzata, lanciando anche granate. Nei giorni precedenti Swami era stato minacciato da un gruppo maoista che voleva mandarlo via dalla zona, accusandolo di innescare conflitti etnico-religiosi. Per tutta risposta Swami aveva decretato una manifestazione di protesta contro i musulmani del Jammu-Kashmir, attualmente in rivolta.

 

 

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