Haridwar, dove il fiume è il tempio PDF Stampa E-mail
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Har Har Ganga! Sin dai tempi più remoti, queste sillabe risuonano dalla bocca di milioni di fedeli che a Haridwar si immergono nelle acque purificatrici del loro fiume-tempio.

aarti a HaridwarSono molto fredde le acque della Jeevan dayini, sorgente di vita o Moksha pradayini, dispensatrice di liberazione, come viene chiamata la fiume - femminile - Ganga a Haridwar, in Uttarakhand, ma ben pochi pellegrini, tra i milioni che qui si affollano durante l'anno e tutti insieme ogni 12 anni in occasione del Kumbh mela - il prossimo ad Haridwar sarà nel 2010 - sarebbero disposti a rinunciare all'immersione purificatrice che il fiume-tempio promette da millenni. La visita a un tempio propriamente detto diviene qui infatti del tutto secondaria, per i fedeli. Haridwar è la porta, Dwar, per Vishnu, Hari, ed era già un luogo di vetuste memorie prima che altri antichissimi centri abitati del mondo venissero fondati: è citata infatti nei Veda e nelle Upanishad, col nome di Mayapuri, come uno dei 7 sacri Mokshapuris, luoghi di liberazione.

Il luogo più sacro della santisima di Haridwar è il ghat, la gradinata al fiume, nota come Har ki Pauri, che è considerato il luogo esatto nel quale il Gange entra in pianura e dove forma una sorta di piscina conosciuta come Brahmakund. Si narra che il raja Shwet pregasse così devotamente ad Har ki Pauri il dio Brahma, da indurre questi a concedergli una grazia. Il raja chiese al dio di benedire col suo nome quel luogo e di risiedervi in eterno in compagnia di Shiva e Vishnu. La piscina naturale che si forma a Har Ki Pauri venne da allora infatti chiamata Brahmakund e si crede che un'immersione in essa venga benedetta dalla santa trinità indù. L'acqua della piscina  difficilmente supera 1,50 m. di profondità, ma le correnti sono talmente forti ed infide da risultare pericolose anche per i nuotatori più esperti: catene e appigli sono stati disposti per assicurare un'immersione sicura per tutti. 

Il ghat Har ki Pauri prende invece il suo nome dai piedi, Pauri, del dio Vishnu, Hari: le impronte di Vishnu, Vishnucharanpaduka, si dice infatti siano impresse nell'argine sottostante il ghat, sotto il livello delle acque; e non sarebbe difficile reclutare un sacerdote brahmano disposto a mostrarvi dove si trovano e a farvele anche toccare, se non fosse che l'entrata al ghat è però purtroppo proibita ai non indù. Una delle più antiche e straordinare cerimonie alle quali potrete comunque assistere in India - e qui meglio che in nessun altro luogo, è l' Aarti, rito quotidiano al tramonto del sole che potrete seguire posizionandovi una mezz'ora prima dell'orario di inzio sull'isola-piattaforma disposta all'uopo di fronte al Har ki Pauri. A Sud di Har ki Pauri si trovano altri Ghats, tra i quali il Gau Ghat, particolarmente raccomandato per coloro che decidessero di diventare vegetariani: un'immersione qui assicura infatti la cancellazione del debito contratto attraverso l'uccisione o il maltrattamento dei bovini.

A circa 5 km a Nord si trova invece Saptasarovar o Saptarishi Kund, un bel luogo santificato dalla antica permanenza dei sette Rishi, saggi veggenti, la devozione dei quali spinse Ganga a dividersi in sette canali in benedizione di ognuno di loro, per poi riunirsi in un singolo ramo, chiamato Neel Dhara, che entra in Haridwar. Una seguente diramazione, chiamata semplicemente Ganga Canal è quella lungo la quale si trova il sacro ghat Har ki Pauri. La città si trova alle propaggini di ricche foreste e a soli 30 minuti  in auto dalla stazione ferroviaria si trova il Rajaji National Park. Ai due lati del Neel Dhara, a perdita d'occhio, si estendono infatti le foreste di Rajaji e di Chilla e giusto prima dell'ingresso dello stesso Parco Nazionale, vicino al piccolo tempio di Kali, potrete scendere al Gange in una deliziosa spiaggetta formata da un' ansa del fiume che qui piega bruscamente verso sinistra. E' pulitissima e costellata di tonde e candide pietre levigate dalle acque, vero simbolo della città: probabilmente il luogo migliore per una piacevolissima immersione nel sacro fiume.

Diversi templi presidiano la città dall'alto delle verdi colline circostanti - Neel Parvat e Bhilkeshwar sono le due cime principali - e si possono raggiungere in funicolare e poi in minibus, oppure via seria, pericolosa e sconsigliata scarpinata.

Non si contano gli Ashrams attrezzati per l'accoglienza ad Haridwar, la maggior parte situati nel quartiere di Bhoopatwalla e, per dare un'idea delle masse che qui si riuniscono, il celebre Shanti Kunj può ospitare fino a 5000 pellegrini, che qui dormono a cambio di un'offerta.

 
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