Jaunpur PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Nord

Questa polverosa e moderna cittadina dell'Uttar Pradesh nasconde alcuni tra i migliori esempi di architettura provinciale indo-islamica del Paese. Se passate in zona fermatevi! Merita senza dubbio una visita.

Jaunpur, ponte ShaiJaunpur, nell'Uttar Pradesh, in origine dominio del Sultanato di Delhi, tra il XIV e il XV secolo fu la capitale della dinastia Sharqi e in quel breve periodo rappresentò un centro di primaria importanza politica, architettonica e artistica. Era stata fondata da Feroz Shah Tugluq nel 1360 in memoria di suo fratello Jauna Khan, nei pressi dell'allora strategico guado del fiume Gomti. Per la sua edificazione fu riutilizzato materiale proveniente da precedenti strutture indù e jain sorte nei secoli lungo il fiume e in parte già in rovina, in parte appositamente demolite, e poi venne affidata a Malik Sarwar, probabilmente un eunuco convertito all'Islam e divenuto governatore della città col titolo di Malik-us-Sharq, re dell'Est. Dopo la caduta di Delhi, saccheggiata da Tamerlano nel 1398, il governatore si indipendizzò fondando il proprio sultanato, che venne ereditato in principio da suo figlio adottivo Mubarak Shah, e che rimase autonomo fino alla fine del XV secolo, raggiungendo l'apogeo durante il regno di Shams-ud-din-Ibrahim (1402-1440), quando i domini degli Sharqi di Jaunpur si estesero sul Doab, la piana gangetica, a Est fino al Bihar e a Ovest fino all'antica Kanauj: la città era infatti diventata nel frattempo un rinomato centro per l'educazione artistica e gli studi islamici, oltre che un fondamentale snodo commerciale. 

Jaunpur, JamaMasjidForte anche di una delle armate più potenti dell'India centro-settentrionale, l'ultimo discendente del casato, Husain Shah, cercò ripetutamente di conquistare Delhi, venendo però infine sconfitto e deposto dai sultani Lodhi, dinastia che nel frattempo aveva ripreso il controllo di Delhi e dell'area, e così Jaunpur venne saccheggiata e quasi interamente rasa al suolo. Altre catastrofi si abbatterono in seguito sulla città: inondazioni nel 1773 e nel 1871 e un terremoto nel 1934 che, secondo le cronache, danneggiò gravemente il Ponte Shahi, disegnato e costruito dall'architetto afghano Afazal Ali già in epoca moghul, tra il 1564 e il 1568. Il ponte, ancora in uso ma coadiuvato da un'altra moderna struttura atta al transito di mezzi pesanti, sottolinea il ruolo strategico che la città ebbe all'epoca lungo il fiume, allora navigabile per più di 200 Km da imbarcazioni che raggiungevano anche le 18 tonnellate di stazza. Purtroppo, per la sua costruzione pare venne usato però quasi esclusivamente materiale proveniente dalla Moschea Jhinjhiri, del 1470, oggi a circa 2 Km a Nord dalla stazione ferroviaria, che era già stata parzialmente distrutta al tempo della conquista Lodhi e il cui delizioso portale è tutto ciò che resta, a testimonianza anche del fatto che tanto la furia bellica quanto l'affermazione del potere, raramente riservino un trattamento migliore ai propri luoghi di culto rispetto a quanto non facciano con quelli degli altri.  

Jaunpur, Jhinjhiri Masjid

Oggi, oltre al ponte, meritano la visita soprattutto le rovine del forte e le antiche moschee cittadine sopravvissute. A Nord del ponte si trova lo Shahi Fort, o Jaunpur Qila, un quadrangolo irregolare compreso tra bastioni in rovina, che racchiudono la più antica moschea della città, del 1377, con uno stretto porticato sorretto da pilastri scolpiti, e un Hammam, esempio quasi paradigmatico dello Stile provinciale dei Sultanati. A circa 400 m a Nord del Forte resiste anche la Atala Masjid, la più suggestiva tra le moschee risalenti all'epoca d'oro della città. Eretta sulle rovine di un precedente tempio indù dedicato a Atala Devi, il santuario segnò con la sua costruzione, cominciata nel 1377 e terminata nel1408, i trionfali anni d'inizio del regno di Shams-ud-din-Ibrahim e l'introduzione dello stile caratteristico della città, mutuato dallo stile Tugluq e poi qui arricchitosi di numerosi elementi hindu. Si distingue principalmente per la facciata della sala di preghiera, sul lato occidentale del grande cortile, magnificamente decorata anche al suo interno, mentre gli altri 3 lati sono occupati da porticati a due piani. La facciata monumentale è caratterizzata dall'arco centrale, o Pishtaq, che misura 22 m d'altezza e assieme a quello simile della vicina Jama Masjid, di 25 m, rappresentano due tra i più alti del Paese. Completata dall'ultimo sovrano Sharqi nel 1470, la monumentale Jama Masjid, dalla sala di preghiera sormontata da una cupola, sorge su di una piattaforma preceduta da una scalinata, aprendosi poi su di un grande cortile, mentre la Lal Darwaza Masjid, moschea privata voluta dalla sultana Rajye Bibi nel 1447, venne poi arricchita dalla sovrana di una Madrasa, scuola, di ispirazione sufi ancora oggi in esercizio. 

 
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