Amber, Rajasthan PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Ovest

Le origini del Jaygarh, la Rocca della vittoria, che domina l'abitato di Amber, o Amer, risalgono al X secolo, benchè le più antiche costruzioni rimaste siano del XVI secolo.

Amber, RajsthanAmber, fondata nel X secolo da un principe rajput del clan Kachhavaha alle propagini dei monti Aravalli, in un luogo strategico sulla carovaniera tra Delhi e il Rajasthan, divenne la capitale di un potente Stato grazie anche all'alleanza dei suoi sovrani con i Moghul, legame ulteriormente cementato, si narra, dal matrimonio di Akbar con Maryam Zamani, principessa reale della casata, il cui frutto fu la nascita del futuro imperatore Jahangir. La costruzione della fortezza attuale fu iniziata dal Raja Man Singh I, comandante in capo delle forze di Akbar, e fu la la capitale della dinastia fino al 1727, quando Jay Singh II trasferì la corte e il centro del potere nella sua nuova città, Jaipur, 11 Km più a Sud. Il rapporto dei Kachhavaha con la corte moghul portò col tempo non solo a grande influenza e prosperità, interrotte solo durante il regno dell'imperatore Aurangzeb, ma anche ad interessanti soluzioni architettoniche di sincretismo. Amber è circondata da una potente cinta muraria, che si connette con quella del posteriore forte di Jaipur, ed è circondata da alcuni bacini idrici prodotti da una secentesca diga sul fiume Dharbawati, come il Maota lake, ai piedi della fortezza o il Man Sagar Lake, tra Amber e Jaipur, con al centro un isolotto che ospita il fiabesco palazzetto Jal Mahal, costruito da Jay Singh II nel XVIII secolo, ma su tutto il circondario domina maestosa Jaygarh, la Rocca della Vittoria, il Forte che fu residenza dei Maharaja di Amber fino alla fondazione della vicina Jaipur.

Attraverso 5 portali difensivi si giunge al Suraj Pol, la Porta del Sole, si entra quindi nel Jaleb Chouk, il cortile di servizio aggiunto da Jay Singh II, su cui si apre anche la Chandra Pol, la Porta della Luna, che conduce al tempio dedicato a Narasimha, incarnazione leonina del dio Vishnu, e al Jagat Shiromani, Gemma del Mondo, tempio a vasta sala, le cui dimensioni notevoli rispondono ai culti vishnuiti improntati alla Bhakti, la devozione comunitaria per la divinità.

Superata la Porta del Leone, accanto alla quale sorge il tempio palatino dedicato alla dea Kalì, si entra nel Diwan-i-am, la Sala delle Pubbliche Udienze, imponente costruzione ipostila voluta da Jay Singh I, con una sala centrale con colonne in marmo circondata da una doppia serie di pilastri in arenaria rossa. La Ganesh Pol, la Porta di Ganesh, con scenografica facciata ad archi schermati di jalis, le grate in pietra, e tetto bangaldar - uno stile derivato dalle case tradizionali del Bengala, con i quattro angoli piegati verticalmente verso il basso -  costituiva l'accesso ai quartieri privati del forte e dall'ultimo piano, il Sohag Mandir, trapunto di delicate grate, le dame potevano seguire non viste le udienze pubbliche. Sullo stesso livello è situato il Bhojan Shala, la Sala dei Banchetti, ornato di pitture di soggetto indù.

Amber, Jaipur

Oltre la porta si apre la corte a giardino del Diwan-i-Khas con a destra l'elegante Sukha Nivas o Sukha Mandir, gli appartamenti luogo di delizia di Jay Singh, ove la sala principale dalle splendide porte con battenti in sandalo e avorio è rinfrescata da un canale pavimentato con fasce zigzaganti in marmo bianco e nero, alimentato da una macchina idraulica e sfociante con una cascatella nel Char Bagh, il classico giardino a 4 settori. A sinistra sorge il Jay Mandir - evidente qui lo stretto legame con la corte moghul - con il risplendente Diwan-i-Khas e lo Shish Mahal, Palazzo degli Specchi, con sopra lo Yash Mandir, il Palazzo della Gloria, magnificamente decorato con tesserine vitree, specchi, dorature e intarsi di pietre dure, concluso da un tetto terrazzato a bangaldar. Sempre nella stessa corte incombe l'edificio del gineceo, piuttosto tetro, voluto da Man Singh I, vero labirinto di camere, depositi, stanze di servizio, cucine e terrazze schermate.

Amber, JaipurAmber rimase la capitale della dinastia fino al 1727, quando Jay Singh II trasferì la corte e il centro del potere nella sua nuova città, Jaipur, 11 Km più a Sud. Per raggiungere la fortezza bisogna percorrere una rampa - una passeggiata non difficilissima da percorrere lungo un sentiero parallelo, se non vi fidate troppo degli elefanti che salgono e scendono per la via principale - oppure in jeep o proprio a dorso di elefante.

La straordinarietà di Amber ha però fatto sì che in alta stagione si siano registrati picchi di anche 4-5mila turisti al giorno, in una cittadina che conta con poche decine di migliaia di anime e che fonda ormai il suo sostentamento quasi esclusivamente sull'afflusso turistico. Questo ha provocato nell'ultima decade la costruzione di anonimi edifici moderni, sorti senza criterio tra le case tradizionali, la demolizione di alcuni quartieri storici per far posto ad hotel e ristoranti e la conversione di molte delle attività locali in servizi per turisti, dai souvenir dozzinali al minimarket.  

 

Fonte: Marilia Albanese, India del Nord.

 

 

 
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