Bidar PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Sud

Al confine tra Karnataka e Andhra Pradesh riposa Bidar, una sonnacchiosa e piacevole città che fu capitale e che conserva magnifiche vestigia di architettura islamica medievale.

All'estremo Nord-est dello stato del Karnataka, si trova Bidar, capoluogo di un piccolo distretto con un grande passato e dove si possono osservare alcuni dei migliori esempi di architettura islamica medievale del Deccan. A partire dal 1429, dopo Daulatabad e poi la vicina Gulbarga, Bidar divenne infatti la terza capitale del Sultanato Bahmani, fondato dal governatore turco Zafar Khan che si era ribellato al Sultanato di Delhi acquisendo il nome di Ala-ud-Din Bahman Shah, e in seguito divenne quella dei Barid Shahi, a loro volta ribellatisi al sultanato Bahamani al principio del XVI secolo, fondatori del più piccolo tra quelli che vengono oggi globalmente indicati come i Sultanati del Deccan.

rangin mahal, dettaglioGli scoscesi versanti Nord ed Est della collina ove sorge Forte di Bidar, che domina la città, furono una naturale difesa, mentre i versanti Sud e Ovest, più dolci, vennero protetti con un triplo fossato. Una serie di ponti levatoi e di portali a Sud permettevano l'entrata dalla città, circondata con 10 Km di mura e bastioni. La seconda porta d'ingresso, Sharaza Darwaza, con tigri in bassorilievo, piastrelle in ceramica e una Nakkar Khana, o galleria a tamburo, introduce a un'ampia zona fortificata, che a sua volta conduce alla terza porta, l'imponente Gumbad Darwaza, di influenza persiana e con cupola, come indicato dal nome Gumbad

Sorpassato sulla destra il triplo fossato, a sinistra, oltre la Gumbad Darwaza, si trova il Rangin Mahal, una piccola ma lussuosissima residenza reale costruita nel 1487 da Muhammad Shah. E' decorata con eleborate piastrelle, intarsi di madreperla su granito nero lucido e con travi e colonne lignee delicatamente scolpite e che rimandano alle decorazioni dei templi Jain

I bagni reali, Shahi Hammam, sono adibiti oggi a museo e di fronte a questo si trovano il Lal Bagh e lo Zenana. La moschea Zanani, o Sola Khamba, si trova ad Ovest, ed é una delle più antiche moschee dell'India meridionale, mentre le rovine del palazzo Tarkash Mahal, caratterizzate da alcune bellissime decorazioni, si trovano alle spalle dello Zenana. Oltre la moschea, si trovano il Gagan Mahal e il Diwan i Am, la sala delle pubbliche udienze, dove era posto il celebre trono turchese. Altri appartamenti reali si possono visitare anche nelle rovine del Takht Mahal, considerato tra gli edifici più antichi della fortezza e fornito di piscine, sale di udienza etc, mentre il più austero Naubat Khana probabilmente ospitava i capi della guarnigione e i musicisti di corte.

Anche il centro della città vecchia offre begli esempi di architettura di ispirazione persiana, per esempio con la Madrasa, scuola coranica, Mahmud Gawan, del 1472. Oggi in rovina, il complesso conserva tracce delle piastrelle verdi, bianche e gialle con calligrafia e decorazioni floreali che un tempo ricoprivano l'intera facciata. Fu un centro di eccellenza della cultura islamica medievale, voluto e patrocinato dal Gran Visir di origine centroasiatica di cui porta ancora il nome e che fu il vero artefice dei successi del Sultanato Bahmani. Poco dopo la sua morte, giustiziato ingiustamente a seguito di false accuse di tradimento dopo aver servito lealmente tre generazioni di regnanti, il sultanato infatti si dissolse.

La sua madrasa possiede un'inusuale disposizione a tre piani delle celle per gli studenti, mentre le elevate cupole che ne marcano gli ingressi e gli importanti minareti ne fanno un notevole esempio dell'influenza che ebbe in origine l'architettura persiana e centroasiatica nell'India islamica e che però col tempo non si consolidò, dando passo all'affascinante e del tutto originale stile indo-islamico. Più a Sud, oltre la Madrasa, si incontra prima la Chaubara, una torre di guardia circolare di 23 m. dalla quale si gode di un'ottima panoramica e poi la Jami Masjid, moschea del 1430. 

tombe Bahmani

Ad Est invece sorge la posteriore Kali Masjid, del 1694, in pietra nera con belle decoarzioni di stucco al suo interno, mentre a circa 2,5 Km Est dalla porta Dulhan Darwaza sorge una necropoli con 8 tombe, le Bahmani Tombs: mausolei cubici, con arcate e cupole a bulbo, bellissime decorazioni esterne in piastrelle, di forte influenza persiana e belle pitture interne con dorature (imprescindibile una torcia). Quella di Ahmad Shah I, nono regnante della dinastia Bahmani, è imponente, con una cupola che raggiunge i 35 m ed un interno particolarmente elegante nelle pitture e nelle iscrizioni di stile persiano.

Quella di Alahuddin Shah II, del 1458, è invece forse la più bella; pur avendo perso le decorazioni interne, quelle esterne danno comunque l'idea della sua antica magnificenza.

Bidri

Ad Ovest della città vecchia, partendo dalla porta Shah Ganj Darwaza, si raggiungono invece le tombe dei Barid Shahi, un tempo circondate ognuna dal proprio giardino. Quella di Ali Barid è la più importante, con una cupola di 25 m. e fornita nelle vicinanze di sala di preghiera, stanze per la musica, tombe per le concubine e una piscina alimentata dall'acquedotto.

Bidar è anche il centro di una raffinata tradizione nella lavorazione artistica dei metalli, conosciuta come Bidri; si tratta di oggetti forgiati in una particolare lega di 4 metalli, il cui componente principale è lo zinco. Un bagno acido rende la lega molto scura e su questa vengono poi effettuati delicatissimi intarsi con altri metalli in contrasto cromatico. All'apogeo del sultanato BaridShahi, i recipienti e gli oggetti qui così prodotti spesso riproducevano nelle linee e nelle forme gli stili propri dell'architettura del Sultanato, ma anche scene tratte dalla mitologia e letteratura induista; vengono ancora oggi creati secondo tecniche pressochè invariate e sono molto apprezzati dagli intenditori, locali e stranieri.

 
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