Golconda PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Sud

Golconda, una delle più grandi città-fortezza del medioevo indiano, fu capitale dell'omonimo regno dei sultani Qutb Shahi, che governarono l'area dal 1507 al 1687. Alcune delle più celebri gemme della storia provengono dalle sue leggendarie miniere di diamanti.

Le rovine di Golconda, città fortificata a 11 Km a Ovest di Hyderabad, la capitale dell'Andhra Pradesh, sorgono su di una collina granitica probabilmente conosciuta un tempo col nome telugu di Golla Konda, la collina del pastore. Le origini del forte risalgono al 1143, sotto la dominazione della dinastia hindu Kakatya; la fortezza fu annessa in seguito ai territori di Warangal e con la stessa cadde sotto il dominio del Sultanato Bahmani nel 1364. Dopo la disgregazione del sultanato, Golconda assunse grande importanza al principio del XVI secolo come sede della dinastia dei Qutb Shahi; durante il regno dei primi tre sultani e in circa 62 anni, l'originario forte in mattoni crudi venne ampliato e trasformato in una massiccia fortezza in granito con un perimetro di 5 Km, diventando la sede capitale della dinastia fino al 1590, quando la corte fu spostata a Hyderabad.

Ciononostante, la città fortezza di Golconda venne ulteriormente ampliata, raggiungendo un perimetro di 10 Km con una seconda cinta muraria. I suoi  87 bastioni e gli 8 giganteschi portali furono sufficienti per resistere all'assedio dell'imperatore Moghul Aurangzeb durante 8 mesi, nel 1687, ma nulla poterono contro il tradimento di un generale che ne causò infine la caduta. La città passò in seguito sotto il controllo dei Nizam di Hyderabad, che mantennero stabilmente il dominio della regione fino all'indomani dell'indipendenza indiana, nel 1948.

Golconda è composta da 4 diversi forti ed al più a valle di questi si accede attraverso la Fateh Darwaza, la porta della vittoria, così chiamata dopo l'entrata trionfale delle armate di Aurangzeb, costellata da massicci spunzoni in ferro per proteggerla dagli attacchi degli elefanti da guerra. Un'acustica perfetta permette di udire qui distintamente un battito di mani compiuto sotto la cupola del padiglione del magnifico portale Bala Hissar, ad oltre un chilometro di distanza, costituendo in pratica un antico sistema di allarme, mentre ingegnosissimi sistemi assicuravano anche la fornitura d'acqua e correnti d'aria fresca agli edifici residenziali. Oltre il portale, si trovano i resti dell'armeria e un gineceo sulla sinistra; a mezza costa, un bacino artificiale e a Nord quella che fu la parte più popolata della cittadella. Nelle vicinanze, si erge un edificio a cupola che fu trasformato in prigione, la Ramdas jail, con gradini all'interno che portano a una piattaforma ornata con bassorilievi di divinità indù, particolarmente Hanuman, il dio-scimmia.

Poco oltre si trovano l'Ambar Khana, un edificio con iscrizioni persiane su basalto nero, e la deliziosa moschea Ibrahim Qutb Shahi. I gradini girano intorno ad un enorme masso con un bastione e portano alla cima passando per il tempio induista dedicato a Mahakali. L'ariosa Durbar Hall si trova sulla cima, dalla quale si gode un'ottima panoramica. Scendendo, il sentiero guida verso l'Harem e il Rani Mahal, palazzo della regina coi suoi bagni reali, e poi prosegue a valle fino all'entrata principale.

A circa 1 Km a Nord dalla fortezza si trova il complesso delle Tombe dei Qutb Shahi: 10 eleganti strutture in granito nero e pietra verde basaltica, con decorazioni in stucco, ognuna costruita su base quadrata o ottogonale con grandi cupole a bulbo, archi finemente scolpiti, iscrizioni e resti di brillanti decorazioni. Le più grandi del complesso presentano anche piccole moschee adiacenti, che generalmente comprendono una sala aperta verso Est con Mihrab disposto verso Ovest. Costruite in vita dagli stessi futuri occupanti, le tombe erano già in origine circondate da magnifici giardini, ma una volta estinta la dinastia, l'intero complesso venne lasciato cadere in rovina fino alla fine del XIX secolo, quando venne finalmente restaurato. La più maestosa tra queste sepolture - 54 m di altezza - situata a Sud del Badshahi Hammam, la struttura più antica del complesso, è la tomba di Muhammad Quli Qutb Shah, quinto sultano della dinastia, poeta, intellettuale e fondatore di Hyderabad, ma indissolubilmente associato anche a una delle più celebri storie romantiche indiane per il profondo amore che, secondo la tradizione, lo legò tutta la vita alla moglie hindu Bhagmati.

La ricchezza e la potenza delle dinastie che regnarono sella zona si fondarono in buona parte sul commercio di pietre preziose, specialmente diamanti: il Koh-i-noor, il Regent, l'Hope o il Princie Diamond, per citarne solo alcuni tra i più famosi della storia, provenivano infatti dalle miniere del regno site lungo la costa sudorientale, nel Coromandel, che fino alla scoperta di quelle brasiliane e sudafricane furono in pratica le uniche note al mondo.  

Potrete assistere in loco ad un eccellente spettacolo di Luci e Suoni presso il Rani Mahal la sera verso le 18. I luoghi si raggiungono facilmente in autobus (1 ora circa di tragitto fino al forte) partendo dal Charminar di Hyderabad e considerando che l'escursione completa del forte e delle tombe può occupare l'intera giornata. Evitate però se possibile i giorni festivi, perchè troverete folla (più del solito!)

 
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