Editto destinato ai Kalinga PDF Stampa E-mail

Negli editti destinati alla popolazione così duramente sottomessa Ashoka sottolinea, per mezzo di comunicazioni ai suoi governanti, le sue intenzioni di giustizia e di buon governo.

 

 

" Per ordine del re caro agli dei in Tosali i magistrati predisposti alla città provvedano.

Quel che io considero giusto voglio che sia attuato, e mi adopero a ciò con mezzi adeguati; e i mezzi appropriati allo scopo che considero essenziale sono le istruzioni a voi dirette. A voi infatti sono affidate persobe in numero di molte migliaia; ed è bene ottenere il loro affetto.

Tutti gli uomini sono miei figli, e come per i miei figli desidero che a loro tocchi benessere e felicità in questo mondo e nell'altro, così desidero per tutti gli uomini. Ma voi non immaginate quale impegno esiga questo proposito; e se qualcuno se ne rende conto, la sua comprensione non è totale. Fate attenzione a ciò anche voi, che siete ben dotati di esperienza.

V'è chi soffre la prigionia o la tortura; e può avvenire che quella sofferenza segni il termine della sua prigionia: allora molti altri ancora soffriranno. E' desiderabile quindi che trattiamo secondo giustizia ma senza eccessi; ma ciò non è possibile quando sussistano certe disposizioni dell'animo: l'invidia, l'irascibilità, la crudeltà, l'impazienza, la negligenza, la pigrizia, la mancanza di energia. E' desiderabile pertanto che tali disposizioni non vi siano. Per ottenere ciò, il principio è nell'assenza di irascibilità e di impazienza.

Nell'azione di governo chi è privo di energia non eccelle; ma si deve essere attivi, procedere e raggiungere il fine. Chi vigila su voi deve dire: "Provvedete ad assolvere il debito"; così e così sono le istruzioni del re caro agli Dei.

Grandi frutti ottiene la piena osservanza di ciò; gran danno fa l'inosservanza: perciò a chi non si impegna pienamente viene meno il favoe del Cielo e viene meno il favore del re. Duplice vantaggio avrete invece agendo nel modo che insisto a proporvi; ma a quelli che pienamente si impegnano in ciò dico: Otterrete il Cielo e assolverete il debito contratto con me. Di quest'editto si deve dare pubblica lettura nel giorno di Tisya (1) e anche negli intervalli tra i giorni di Tisya e in ogni conveniente occasione. E così contribuirete all'attuazione di esso.

A tale scopo questo editto è stato qui iscritto: che tutti i magistrati della città in ogni occasione si adoperino ad evitare che una persona venga arbitrariamente imprigionata o arbitrariamente torturata. E a questo scopo invierò di cinque in cinque anni un ispettore, che sarà persona civile, paziente, gentile nei modi. Sapendo ciò dunque si agirà conforme alle mie intenzioni.

Anche in Ujjain il principe invierà a questo scopo un simile ispettore, ad intervalli non superiori a tre anni.

Parimenti, quando da Taxila partiranno per i loro giri di ispezione, questi ispettori adempiranno al loro ufficio conformandosi alle istruzioni del re.

 

(1) Tisya è la stella Sirio

 
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