Patang, gli aquiloni indiani. PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Usi e costumi

Non vi sono origini certe per l'invenzione dell'aquilone, ma è sicuramente da secoli uno degli sport e dei divertimenti preferiti nell'India nord occidentale.

Patang shopFar volare aquiloni, Patang baazi, è quasi un'attività culturale, in India, più vicina all'arte che al gioco per bambini. Vi sono date tradizionali durante le quali buona parte della popolazione di alcune zone è impegnata in questa attività, e i cieli delle città si riempiono di migliaia di patang colorati, mentre su ogni tetto le famiglie seguono trepidanti i combattimenti tra gli stessi. Le autorità si affannano a lanciare moniti televisivi per prevenire le cadute accidentali durante Makar Sankranti, Vasant Panchami e Raksha Bandhan, le festività maggiormente collegate con gli aquiloni in Rajasthan, Gujarat e Punjab, ma anche a New Delhi ne volano migliaia per celebrare il giorno dell'Indipendenza indiana. Le scuole organizzano gare che riuniscono folle di partecipanti. Il Gujarat è senza dubbio lo Stato ove gli aquiloni sono più popolari e il Kites Festival di Ahmedabad, a Makar Sankranti, richiama ormai partecipanti da tutto il mondo.

Sebbene l'origine degli aquiloni sia sconosciuta e vengano proposti come inventori i popoli più lontani, le uniche fonti certe testimoniano l'uso di questi oggetti in Cina in epoca anteriore all'inizio dell'era cristiana. E' ragionevole pensare che siano dunque approdati in India, attraverso la via della seta e della predicazione buddhista, in epoca analoga. Si ha costanza che gli aquiloni venissero impiegati per recapitare messaggi e per misurare le distanze in tempo di guerra; tutt'ora vengono utilizzati per far giungere bigliettini alle innamorate... Fu tema classico delle miniature di epoca Moghul.

Oltre al nome patang, esistono numerose varianti regionali per nominare un aquilone, alcune delle quali indicano manufatti con particolari combinazioni di colori e di forme. Poi esistono gli aquiloni da combattimento, Gudda, con i loro nomi specifici, sempre a seconda della forma e dei colori; sono normalmente più piccoli di quelli da semplice volo, ma la loro particolarità risiede nel filo che viene appositamente preparato con una pasta chiamata Manhja: mistura tenuta segreta dai professionisti ma che è sommariamente a base di uova, amido di riso, colla, polvere di vetro e coloranti che rendono la fibra resistente e tagliente allo stesso tempo. 

Nel groviglio che si crea tra i fili taglienti che s’incrociano, é l’abilita' del pilota a fare la differenza. Per la maggior parte, i giochi non durano che qualche secondo. Solo gli esperti campioni rimangono molte ore in volo, contrastando ogni attacco. Un combattimento tra rivali senza volto: il numero degli aquiloni in aria impedisce di identificare il pilota che si affronta, probabilmente anche lui appollaiato su un tetto a qualche centinaio di metri nei dintorni. Al termine della battaglia c'è la corsa degli spettatori per recuperare l'aquilone dal filo tagliato, sconfitto.
Per fare fronte al consumo sfrenato d’aquiloni durante le festività, i fabbricanti iniziano a costruire i loro stocks molti mesi prima. Ma ultimamente sono in crisi: la concorrenza cinese si è fatta agguerrita e propone modelli stupefacenti e di materiale sintetico. La secolare arte a base di bambù e carta perde terreno e c'è persino chi chiede alle Autorità di porre dazi contro gli aquiloni cinesi.

 

 
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