I figli della mezzanotte. PDF Stampa E-mail

Pubblicato nel 1981, "I figli della mezzanotte" è l'opera che ha rivelato al mondo il talento di Salman Rushdie. Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico.

di Silvia Merialdo

da Indian words

mezzanotte2008Tutti i bambini posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia.

Appena uscito, nel 1981, I figli della mezzanotte ha vinto il Booker Prize e ha consacrato Rushdie come uno dei migliori scrittori contemporanei in lingua inglese. La fama di Rushdie è poi esplosa a livello mondiale con la condanna a morte da parte del regime degli ayatollah in seguito alla pubblicazione dei Versi satanici, in realtà il suo libro meno riuscito. I figli della mezzanotte rimane senza dubbio il migliore dei suoi romanzi, un capolavoro che affascina il lettore, costretto a rincorrere la storia del protaganista Saleem Sinai e a perdersi negli angoli della sua labirintica esperienza umana.

Saleem Sinai è infatti un personaggio particolare. Nato alla mezzanotte del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, è dotato di poteri soprannaturali come gli altri mille e uno “figli della mezzanotte”. Inoltre, la particolarità del momento della sua nascita fa sì che la sua storia sia indissolubilmente legata a quella dell’India.

Arrivato ad un certo punto della sua vita, Saleem decide di scrivere la sua storia e noi lettori lo seguiamo affascinati attraverso la tessitura di una gigantesca e articolata ragnatela narrativa che avvolge ogni aspetto di un’India elefantiaca che cerca di inventarsi come nazione. Con la sua varietà sconcertante, con le sue mille religioni, storie, razze, classi sociali, valori e disvalori, l’India diventa lo specchio di un’umanità messa a nudo, una summa umana di grande valore, in cui anche il lettore occidentale sarà obbligato a riconoscersi. Un mondo frammentato e frammentario, che non può essere altrimenti, come l’io, come la storia, come la memoria.

Il protagonista non può fare a meno di commentare la sua vicenda straordinaria mentre la scrive, suggerendo allusioni, facendo notare errori e imprecisioni nella ricostruzione dei fatti, inventando sul momento e proponendo la sua interpretazione, spudoratamente inattendibile e che inevitabilmente crederemo.

Una vicenda davvero lunga e articolata, che inizia sotto il cielo blu del Kasmir degli anni ’20 con la storia del nonno di Saleem e che continua attraverso la lotta per l’indipendenza, i conflitti fra India e Pakistan, la proclamazione dello stato del Bangladesh, il governo di Indhira Gandhi e lo stato di emergenza. Ogni fatto storico diventa personale, in quanto il protagonista è marchiato dai segni della storia nel corpo e nello spirito, vittima e allo stesso tempo involontario artefice dei fatti accaduti.

Pieno di odori e colori, I figli della mezzanotte è un romanzo lussureggiante, prolisso, mitologico, picaresco, metaforico, profetico, ricco di situazioni assurde realizzate tramite una miriade di personaggi e un costante uso del realismo magico. Scritto con una fantasia invidiabile, con continui virtuosismi letterari basati su artifici immaginativi, questo romanzo vanta inoltre una prosa affabulante, seducente, coltissima e linguisticamente geniale.

Sicuramente da leggere per chi ama farsi coinvolgere fino in fondo dalla letteratura, per chi vuole capire l’India, per chi vuole capire un poco di se stesso.

 Valutazione Guida India:

valutazione5

 

I Figli della Mezzanotte

Salman Rushdie

Ed. Oscar Mondadori, 2008

Pgg. 672

Euro: 11,00

 

I Figli della mezzanotte: il film

 

 
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