Eleganti come Maharaja Stampa
Gli Indiani - Usi e costumi

Pur strizzando l'occhio sempre più spesso alla moda occidentale, per le cerimonie e le circostanze ufficiali l'uomo indiano usa nella stragrande maggioranza dei casi l'abbigliamento tradizionale.

Nehru e Jacqueline KennedyCome per quanto riguarda l'abbigliamento femminile nelle grandi città o nei luoghi particolarmente turistici, è normale ormai vedere oggi le ultime generazioni indiane maschili vestite ovunque all'occidentale: ma nel momento in cui debbano affrontare il matrimonio o cerimonie ufficiali, anche i giovani Indiani faranno quasi invariabilmente ricorso all'abbigliamento tradizionale - con le consuete varianti di religione e casta - vuoi per pressione familiare, vuoi per semplice consuetudine, vuoi per l'indubbio fascino opulento che questo emana.

Naturalmente ci sono gruppi di casta o tribali che invece ancora mantengono sempre e comunque il loro abito distintivo, come i pastori Rabaris del Gujarat, che vestono un particolare tipo di giacchino bianco, o nelle zone rurali dove anche solo un turbante vivace servirà all'uopo, ma generalmente, nelle occasioni importanti e quando possibile, vige la regola di ostentare tutto il lusso disponibile.

dothi - kamiz

Il vestiario maschile quotidiano in India varia come detto a seconda dell'appartenenza religiosa, della professione e naturalmente della condizione sociale, spaziando dall'insieme dothi - kamiz privilegiato dagli induisti, ossia l'antichissima lunga pezza di mussolina di cotone drappeggiata abilmente fino ad ottenere una sorta di gonna-pantalone, dalle cui pieghe si può a volte desumere ancora la professione o la casta dell'uomo e generalmente abbinata a una camicia o casacca + gilet o al più islamico Kurta-Pajama, cioè l'equivalente maschile del Salwar Kamiz, oppure anche al Nehru suit, il completo pantaloni e giacca dal collo tipico reso celebre nel mondo dal grande statista, fino alle amatisime uniformi di ogni genere e tipo. Le classi più umili, specialmente al Sud, vestono invece in genere un semplice lungi, o mundu, cioè un dothi di cotone più pesante, spesso quadrettato, portato in vita come noi porteremmo un asciugamano e abbinato a camicie e magliette: lungo fino ai piedi, viene ripiegato accorciandolo fino a formare una sorta di minigonna a portafoglio, per una maggiore libertà di movimento nel lavoro. Alcuni abbigliamenti regionali naturalmente si distinguono poi nella quotidianità anche per alcuni pezzi dettati dal clima, com'è per esempio il caso del classico Pheran del Kashmir - ampia casacca unisex in lana con funzione di cappotto, altrove sostituito da ampi scialli - oppure indicano le varie appartenenze tribali, come succede spesso coi cappelli, particolarmente negli Stati del Nordest o in quelli himalayani.

kurta-pajamaMa all'ora di sposarsi, è quasi sempre la tradizione moghul-rajput a prevalere: il fascino immortale dei principi del Rajasthan si manifesta negli abiti tradizionali della città di Jodhpur, che il Pandit Nehru e dopo di lui i Beatles, i film di James Bond, fino ad arrivare alla saga di Matrix, hanno reso internazionalmente celebri, evolvendosi nel mentre anche in più semplici bandhgala, i completi formali da executive.

Si narra che il Maharaja di Jodhpur Pratap, maestro d'eleganza dell'epoca, si fosse fatto confezionare un intero nuovo guardaroba secondo sue precisissime indicazioni a Londra, dove era giunto per il giubileo della regina Vittoria; a causa di un naufragio, infatti, i suoi numerosi bauli erano affondati fra i flutti lasciandolo sguarnito. I modelli così ottenuti divennero immediatamente icone e addirittura capi che difficilmente si potrebbero immaginare oggi diversi dalla loro foggia attuale, allora però innovativa: come, per esempio, i comuni pantaloni da cavallerizzo, tecnicamente Jodhpur pants, appunto.

Sherwani da matrimonioCosì, chi può permetterselo, da Nord a Sud non dubiterà nello scegliere un Jodhpuri suit per il proprio matrimonio, o addirittura uno Sherwani.

Si tratta di preziosi completi a tre pezzi: pantalone, casacca alla "coreana" e giacca o gilet dalle fogge variate, ma sempre riccamente decorate da ricami e passamanerie.

Lo Sherwani è invece una giacca lunga, una redingote dal taglio dritto fino in vita e che si svasa leggermente verso le ginocchia, con o senza spacchi laterali, senza colletto e di tessuto prezioso spesso ricamato e che si indossa su pantaloni morbidi.

 

Naturalmente il tutto accompagnato da turbante, stola e Jootis o Mojari, le tipiche calzature, foderate e ricamate adeguatamente.